Cairo smentisce Mentana: “Le trasmissioni a La7 non sono schierate. Il rinnovo? Deve volerlo anche lui”

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Il proprietario di La7 commenta le notizie di un possibile addio di Mentana a fine anno. Si dice sereno, ma smentisce il direttore sullo schieramento della rete di cui “va rispettato il Dna”. E aggiunge: “Non si può pensare di dire ad altri cosa fare”.

Il futuro di Enrico Mentana è un mistero e Urbano Cairo, patron di La7, non fa niente per risolverlo. Se le parole del direttore del Tg La7 in scadenza di contratto sembrano portare a una probabile separazione alla fine di quest'anno, Cairo a sua volta non dà rassicurazioni solide, ma nemmeno ne certifica l'uscita. Anzi, parlando al 25esimo Premio Cairo ha pronunciato parole che non offrono molte chiavi di lettura sull'esito della trattativa: "La fiducia c'è, ma bisogna che ci sia volontà da tutte e due le parti". 

Le parole di Cairo: "Rispettare Dna di La7"

Urbano Cairo non si sbilancia sul destino del volto di punta della rete, il cui conctratto è in scadenza a dicembre di quest'anno e che nelle scorse settimane si è pronunciato in modo critico sulla linea intrapresa da La7 negli ultimi anni, definita la Tv anti-TeleMeloni. Posizione che Cairo ha provato a smentire così: "Ricordo che quando arrivò Enrico Mentana, La7 non era una rete schierata con il centrodestra, semmai il contrario e non è cambiata rispetto ad allora. E quello che va rispettato dei media è il loro Dna".

Il proprietario del Corriere della Sera ha aggiunto che La7 "ha una sua linea editoriale che è fatta di una serie di conduttori e chiaramente io, così come non dico a Mentana come fare il Tg, non dico neanche alla Gruber o a Floris o a Cazzullo o a Formigli come fare la loro trasmissione o chi invitare. Il mio modo di fare l'editore è un modo in cui lascio libertà ai miei conduttori, ai miei giornalisti, così come faccio anche al Corriere, come faccio da altre parti. È la mia filosofia editoriale, quindi questa non la cambio". Cairo poi non ha escluso la possibilità di "inserire altri conduttori, magari che abbiano punti di vista diversi. È una cosa che avevamo già anche in passato", ma si tratta di un'operazione che secondo il patron non deve andare a toccare quello che è il Dna della rete, in questo momento molto preciso e identificabile e quindi redditizio anche sotto il profilo commerciale.

Antonio Di Bella al posto di Mentana?

Nessuna menzione da parte di Cairo sul nome di Antonio Di Bella in qualità di sostituto di Mentana, mentre nei giorni scorsi vi avevamo raccontato qui su Fanpage che a La7 stessero lavorando a un'eventuale soluzione post Mentana in caso di addio. Per Cairo quelle di La7 non sono trasmissioni schierate, ma programmi in cui "il conduttore fa le domande e le fa tutte, senza risparmiarne neanche una". Sul rinnovo ha pochi dubbi in termini di disponibilità, ma ha anche precisato che "il contratto va avanti fino a fine dicembre, abbiamo ancora davanti a noi tre mesi e mezzo. È una cosa di cui io ho già parlato con lui mille volte. È con me da 16 anni, per cui l'ho rinnovato più volte. La mia stima per lui è intatta, chiaramente deve esserci la voglia da ambo le parti. Io credo che la cosa importante sia quella: ognuno deve fare la sua attività, il suo lavoro. Non si può pensare di dire ad altri cosa fare o cose di questo genere".

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