Anche Striscia la Notizia si lancia sul genere “crime”: prevista una rubrica con Roberta Bruzzone

Il crime, si sa, ormai è ovunque. Dai programmi di approfondimento, cupi perfino nell’estetica, fino ai format apparentemente leggeri, la televisione italiana sembra aver trovato nel racconto del crimine – vero o presunto – una chiave narrativa capace di catalizzare l’attenzione del pubblico. E così, con il ritorno di Striscia la Notizia su Canale 5, per la prima volta con un appuntamento settimanale in prima serata, anche il tg satirico di Antonio Ricci decide di avvicinarsi al genere.
La novità si chiama Striscia Criminale, una rubrica affidata a Roberta Bruzzone che debutterà proprio nella puntata inaugurale. Come appreso da Fanpage.it, al momento l’intervento della criminologa è previsto solo per la prima puntata, in attesa di capire se e come potrà essere riproposto nel corso di quelle successive. Un esperimento, insomma, che guarda con curiosità a un filone televisivo ormai onnipresente.
La deriva crime dei format un tempo legati all’intrattenimento
D’altra parte, la “deriva crime” non risparmia nessuno. Dai talk del pomeriggio alle trasmissioni di intrattenimento serale, il racconto dei fatti di cronaca nera si insinua ovunque, spesso alleggerito fino a diventare una versione edulcorata dei format più aggressivi e strettamente legati all'attualità. Sempre più spesso ci si ritrova davanti a servizi costruiti come piccoli gialli, interviste emotive, storie che ammiccano più al tentativo di suscitare empatia che all’inchiesta vera e propria. Così anche programmi nati per tutt’altro scopo finiscono per fare, in qualche modo, cronaca nera.
La rubrica di Roberta Bruzzone tornerà dopo la prima puntata?
Nel caso di Striscia, il taglio resta coerente con la sua identità. A spiegarlo è lo stesso Antonio Ricci che, al Corriere, ha dichiarato: “Striscia Criminale (e già il titolo ammicca al genere, ndr) racconta le cose più efferate che succedono nei retroscena delle trasmissioni”.
Un crime, quindi, contaminato dall’ironia e dalla vocazione storica del programma a scoperchiare il “dietro le quinte” del piccolo schermo (chiedere a Giambruno). Ma è difficile non leggere questa scelta anche come un test per intercettare il gradimento che il pubblico ha dimostrato negli ultimi anni verso questo genere televisivo, diventato una sorta di passe-partout narrativo capace di funzionare in ogni fascia oraria e in ogni formato. Con il crime diventato nuova panacea della tv generalista, Striscia la Notizia sembra volerci entrare a modo suo: senza rinnegare la satira, ma aggiungendo un tassello in più a un racconto che ormai non conosce confini di palinsesto. E chissà che questa incursione non finisca per diventare qualcosa di più di una semplice prova prevista solo al debutto.