Un’altra donna accusa Jared Leto: “Mi ha bloccato mentre entravo in macchina, gli avevo già detto no”

Nuove accuse arrivano nei confronti di Jared Leto, star 54enne dei Thirty Seconds to Mars. Un’altra donna, che all’epoca dei fatti aveva 25 anni, ha raccontato un episodio che attribuisce all’attore e cantante, accusandolo di comportamento sessuale inappropriato. A pochi giorni dalle testimonianze di quattro donne pubblicate nei giorni scorsi arriva il racconto di Gracelisa Akers, ex barista che ha riferito di avere incontrato Leto nell’aprile del 2011, quando i Thirty Seconds to Mars si esibirono al The Orbit Room di Grand Rapids, in Michigan, locale dove lavorava. Secondo la ricostruzione di Akers, al termine del concerto uno degli assistenti del cantante l’avrebbe avvicinata per invitarla a una festa privata nel camerino, spiegandole che Leto avrebbe voluto conoscerla.
Gracelisa Akers invitata in camerino: Leto voleva conoscerla
Akers ha raccontato di avere accettato l’invito, salvo poi sentirsi a disagio poco dopo essere arrivata nel camerino. "Si è diretto subito verso di me e ho capito che cercava un’avventura, ma io non ero interessata", ha spiegato a Page Six, aggiungendo che Leto le avrebbe offerto da bere e avrebbe reagito negativamente al suo rifiuto, così lei gli avrebbe spiegato di dover guidare per tornare a casa.
La donna ha poi ricordato un episodio che avrebbe mostrato una contraddizione nel comportamento dell’artista: "Mi aveva detto di essere germofobico e per questo mi aveva salutata con il gomito invece che con una stretta di mano. Ma in camerino non mi sembrava affatto germofobico". A smentirlo il fatto che più volte, nel corso di quel breve incontro, l’artista avrebbe cercato un contatto fisico che lei non desiderava: "Mi toccava, mi accarezzava i capelli, mi teneva le mani intorno alla vita e cercava di prendermi la mano". Dopo avere ribadito il proprio rifiuto, la donna avrebbe deciso di lasciare il locale. "Mi toccava dappertutto e si irritava sempre di più. Era così vicino che potevo sentire il suo alito. Gli ho fatto capire chiaramente che non mi piaceva, l’ho salutato e ho preso le mie cose", ha raccontato. Ma il cantante l’avrebbe seguita fuori dal locale e avrebbe cercato di impedirle di salire in macchina: "Mi ha bloccata mentre cercavo di entrare". La donna ha aggiunto che Leto le avrebbe chiesto di seguirlo sul tour bus e che si sarebbe spostato soltanto dopo che lei gli aveva detto di sentirsi a disagio e di voler andare via.
Le insistenze non sarebbero terminate con quel rifiuto. Akers ha riferito di avere ricevuto diversi messaggi da Leto nelle ore successive, con l’invito a tornare indietro. Le comunicazioni sarebbero proseguite fino alle 3 o 4 del mattino. "La mattina dopo ho trovato anche un suo messaggio in cui mi invitava a fare colazione insieme", ha raccontato. I contatti si sarebbero poi interrotti per circa due mesi, fino a quando la donna ha ricevuto una nuova immagine dall’attore: "Era un selfie davanti allo specchio, aveva solo un asciugamano addosso, come se fosse appena uscito dalla doccia. Nel messaggio c’erano il numero di una stanza, il nome di un hotel e la frase: ‘Sbrigati, ti sto aspettando’". Akers ha spiegato di avere pensato a un errore del destinatario e di avere risposto dicendo di essere "la Grace sbagliata".
Perché Jared Leto ha assunto l’avvocato Alex Spiro
A rendere ancora più delicata la gestione della vicenda è anche la scelta del legale. Jared Leto si è affidato ad Alex Spiro, avvocato che negli ultimi anni ha seguito alcuni dei casi più esposti mediaticamente negli Stati Uniti. Il suo nome è già comparso in procedimenti che hanno coinvolto grandi star e imprenditori, diventando una figura di riferimento quando una celebrità deve affrontare accuse capaci di mettere in discussione la propria immagine pubblica.
Il caso di Jay-Z e dell'accusa di violenza sessuale poi ritirata
Spiro aveva già rappresentato Jay-Z nell’ambito di un procedimento nato da un’accusa di violenza sessuale ai danni di una donna che all’epoca dei fatti aveva 13 anni e che sosteneva che l'episodio, al quale avrebbe preso parte anche Sean Diddy Combs, si fossero consumati nel 2000. La denuncia è stata ritirata nel 2025 e il procedimento a carico del rapper è stato archiviato. Jay-Z aveva negato ogni accusa, sostenendo di essere stato vittima di un tentativo di estorsione e di non avere stretto alcun accordo economico affinché le accuse fossero ritirate. Nel corso di quel caso, la difesa aveva evidenziato alcune incongruenze nella ricostruzione dell’accusatrice: tra queste, il racconto secondo cui, dopo la presunta violenza, sarebbe stato il padre a guidare per cinque ore per andarla a prendere, circostanza che l’uomo, ascoltato come testimone, aveva dichiarato di non ricordare. Altre contestazioni erano emerse durante la raccolta delle prove, con alcuni testimoni indicati nella ricostruzione iniziale che, secondo la difesa, quel giorno si sarebbero trovati altrove.
In discussione il rapporto di eccessiva vicinanza tra Jared Leto e i suoi fan
Gran parte del rapporto costruito da Jared Leto con il pubblico si è basato negli anni sulla vicinanza ai fan. I Thirty Seconds to Mars hanno spesso organizzato momenti di incontro con il loro pubblico, una caratteristica che ha contribuito a creare una comunità molto legata alla band. Ma è proprio nelle pieghe di quegli incontri che si concentrano le testimonianze raccolte nelle ultime settimane, con alcune donne che hanno raccontato episodi avvenuti dopo gli show e che, secondo le loro accuse, avrebbero superato il limite del rapporto tra artista e fan. Una narrazione, quella della star sempre vicina alla propria community, che oggi viene messa in discussione dai racconti di chi sostiene di avere vissuto quelle occasioni in modo molto diverso.
Mars Island, l’isola privata con i fan nel 2019
Un esempio del rapporto costruito negli anni da Leto con la sua fanbase è Mars Island, l’evento organizzato nel 2019 dai Thirty Seconds to Mars sull’isola croata di Obonjan. Per tre giorni circa 800 fan hanno partecipato a un’esperienza esclusiva che comprendeva concerti privati della band, attività di gruppo, yoga, meditazione e momenti di incontro con gli artisti. L’iniziativa, proposta come un modo per avvicinare il pubblico al mondo della band, aveva già attirato attenzione per il livello di coinvolgimento richiesto ai partecipanti e per le immagini diffuse online, con Leto e i fan vestiti di bianco durante l’evento.