Tinto Brass, l’amore oltre il cinema: dalle nozze con Carla Cipriani alla rinascita con Caterina Varzi
L'amore, la sensualità, l'erotismo, sono stati i temi su cui si è fondata la carriera di Tinto Brass, il regista scomparso nella mattina di mercoledì 4 novembre all'età di 93 anni. Con la sua scomparsa ha lasciato la seconda moglie, Caterina Varzi, di ventotto anni più giovane e i figli, Beatrice e Bonifacio, avuti dal suo primo matrimonio con Carla Cipriani, nota anche con il nome di Tinta.
La prima moglie Carla Cipriani
Figlia di Giuseppe Cipriani, tra i più grandi ristoratori italiani, fondatore di una delle catene di lusso più note d'Italia, ma anche fuori dai confini nazionali, Carla Cipriani nasce a Verona il 30 marzo 1930. Da bambina si trasferì a Venezia con la famiglia, ed è lì che intorno ai 18 anni incontrò Tinto Brass. Ancora ragazzi, quindi, i due si fidanzarono e il loro legame fu in grado di attraversare i vari cambiamenti della loro vita. Sul finire degli Anni Cinquanta, poco dopo essersi sposati, i due si trasferirono a Parigi, dove iniziarono a lavorare alla Cinémathèque française. L'esperienza francese fu per loro significativa e forgiò il loro modo di approcciare alla vita e al pensiero.
Rientrati in Italia, i due iniziarono a lavorare nel mondo del cinema fianco a fianco. Carla, infatti, fu sceneggiatrice di alcuni film piuttosto noti come Monella, Trasgredire, scrisse il soggetto di Miranda, ispirato alla Locandiera di Goldoni. Durante la loro lunga storia d'amore, i due sono diventati genitori di due figli, Bonifacio e Beatrice. Il regista, poco dopo la morte della sua compagna di vita, avvenuta nel 2006, dichiarò: "Per 50 anni mi sono addormentato felice. A lei devo tutto, perché da tanto ci conoscevamo, ma anche il sostegno continuo nel lavoro. Per me aveva lasciato gli interessi e le attività di famiglia". Brass l'aveva definita: "La mia anima gemella, il motore del mio lavoro, il parafulmine della mia esistenza".
L'incontro con Caterina Varzi
Un altro grande amore, però, ha abitato la vita di Tinto Brass, quello per Caterina Varzi, diventata poi la sua seconda moglie. Si incontrarono, per la prima volta, nel 2007, quando lei faceva l'avvocata per una casa di produzione cinematografica, che avrebbe voluto realizzare un documentario sulla vita del regista. Inizialmente non era convinta che quell'uomo potesse avere un posto nella sua vita: "Io erigevo muri, tentavo fughe e difese, gli dicevo che il sesso a me non importava ed era la verità. Ma più glielo dicevo più lui si avvicinava e mi cercava, mi esplorava". Due mondi completamente opposti che, però, si sono incontrati in un amore diverso da come entrambi lo avevano immaginato: "Ho scardinato le sue certezze, facendogli accettare un amore non sessualizzato".
Il regista, infatti, era sedotto da quella che lui stesso aveva definito come una "prigionia del corpo" e dalla "sfida alle convenzioni" che quella donna gli trasmetteva. Varzi è stata accanto al regista anche nei momenti più difficili della sua vita, come quando nel 2010 fu colpito da un ictus, a seguito del quale perse parte della memoria, che proprio lei riuscì a fargli recuperare, attraverso il suo archivio. Brass, a questo proposito, disse: "La vita mi ha messo dinnanzi a scelte inaspettate, la libertà di un uomo si evince anche dal rapporto con l’amore, la malattia e la morte. Caterina è la vita che mi danza intorno. Mi ha portato gioia e felicità e io non voglio essere un vecchio patetico per lei". Nel 2017 i due si sono sposati con una cerimonia civile nella sua abitazione romana.
La battaglia legale con i figli Beatrice e Bonifacio
Nel 2018 i figli del regista hanno fatto richiesta, presso il Tribunale di Roma, di nominare un amministratore di sostegno per il padre, facendo leva sulle dimenticanze, i vuoti di memoria del regista conseguenti all'ictus, avuto circa otto anni prima e alludevano alla possibilità che potesse sperperarsi il patrimonio familiare. La richiesta della nomina è stata accolta, ma il giudice ha nominato Caterina Varzi come amministratrice di sostegno, che ha accettato la nomina dichiarando di voler tutelare la privacy e le volontà del marito.