Tinto Brass, dall’emorragia cerebrale alla setticemia: la malattia prima della morte per “crisi cardiaca”

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Tìnto Brass alla Festa del cinema di Roma nel 2025
La morte di Tinto Brass chiude una storia personale e professionale che negli ultimi sedici anni è stata segnata anche da gravi problemi di salute. Dall’ischemia alla setticemia fino all’improvvisa crisi cardiaca che lo ha spento a Roma a 93 anni.

La morte di Tinto Brass, scomparso a Roma il 4 novembre 2026 all'età di 93 anni, chiude una storia personale e professionale che negli ultimi sedici anni è stata segnata anche da gravi problemi di salute. Il regista aveva dovuto fronteggiare un'emorragia cerebrale, un ictus, diverse ischemie e, più recentemente, una setticemia che lo aveva portato nuovamente in ospedale. Una condizione di fragilità progressiva, che non aveva limitato la sua voglia di fare cinema e di immaginare altri film.  A ricostruire il suo percorso clinico sono soprattutto le interviste rilasciate negli anni, le testimonianze della moglie Caterina Varzi e le notizie diffuse in occasione dei diversi ricoveri. Ancora ignota la causa della morte, il Corriere parla solo di "un'improvvisa crisi cardiaca".

L'emorragia cerebrale del 2010, il primo grave problema di salute

Il primo grande spartiacque arriva il 18 aprile 2010, quando Tinto Brass viene colpito da un'emorragia cerebrale. È un episodio che segna profondamente la sua esistenza e lascia conseguenze sul piano fisico. Si sarebbe sentito male intorno all’una di notte, in un albergo a Marostica, in provincia si Vicenza, dove si trovava per lavoro e avrebbe raggiunto l'ospedale con i propri mezzi. Negli anni successivi il regista deve convivere con difficoltà motorie sempre più evidenti, fino a essere costretto a utilizzare la sedia a rotelle. La vicenda neurologica non si esaurisce con quel primo episodio. A raccontare direttamente la complessità della sua storia clinica è lo stesso Brass, che nel 2021, in un'intervista ad Adnkronos, ricorda di aver affrontato un'emorragia cerebrale, un ictus e due ischemie. I racconti delle sue condizioni di salute sembrano essere sempre avvolti da una strana lucidità, come se fossero elementi di un quadro da guardare in prospettiva.

Il ricovero del gennaio 2021: quasi due settimane in ospedale

Un nuovo momento particolarmente difficile arriva nel gennaio 2021, quando Brass viene colpito da un'ischemia e ricoverato in ospedale per quasi due settimane. È lui stesso a raccontare quei giorni ad Adnkronos, in un'intervista realizzata poco dopo il ritorno a casa. Il regista ricorda di aver trascorso cinque giorni al pronto soccorso in uno stato di forte disorientamento, senza rendersi conto di dove si trovasse e chiedendo continuamente della moglie Caterina Varzi. La pandemia complicò tutto: le restrizioni legate al Covid impedirono alla moglie di stargli accanto come avrebbe voluto, costringendola a rimanere fuori l'ospedale in attesa di notizie e mediando tutto tramite un avvocato. Anche in quella circostanza, il noto regista erotico non si lasciò abbattere e portò avanti con positività le conseguenze dell'ennesimo male che lo aveva colpito.

Maggio 2026, la setticemia e il nuovo ricovero

Il 2026 porta un'altra prova particolarmente delicata. Nel maggio di quell'anno Tinto Brass viene ricoverato d'urgenza per una grave infezione sistemica, una setticemia, come riferisce la moglie Caterina Varzi. Il ricovero arriva dopo mesi difficili, durante i quali il regista e la moglie avevano vissuto una situazione di forte isolamento nella loro abitazione di Isola Farnese, alle porte di Roma. La chiusura della strada di accesso al borgo, dovuta a due frane, aveva infatti reso complicati gli spostamenti e impedito a Brass di raggiungere regolarmente gli specialisti. Varzi aveva raccontato con preoccupazione le condizioni del marito, sottolineando quanto fosse diventato difficile garantirgli le visite e gli accertamenti necessari. Quando la strada viene riaperta, Brass finisce in ospedale con un quadro clinico definito molto serio. La moglie racconta che il marito reagisce alle cure e che, durante la degenza, arriva persino a chiedere di poter fumare un sigaro.  L'infezione viene superata e Brass riesce a tornare alla sua abitazione.

Le frane a Isola Farnese e le visite mediche saltate

L'isolamento della sua abitazione è stato un nodo cruciale per le sue condizioni di salute. Dal 9 gennaio 2026, due frane avevano provocato la chiusura della strada che conduce a Isola Farnese, lasciando i residenti in una situazione particolarmente complicata. Per raggiungere il borgo era necessario affrontare una scalinata di 141 gradini, una soluzione impraticabile per una persona anziana con gravi difficoltà motorie come Brass. La moglie Caterina Varzi aveva denunciato pubblicamente le conseguenze di quella situazione, spiegando, come accennato su, che tutti gli specialisti di cui aveva bisogno erano diventati irraggiungibili in quelle condizioni.

Nell'aprile 2026, in un'intervista al Corriere della Sera, Brass racconta direttamente questa difficoltà. La situazione aveva provocato grande preoccupazione nella moglie, che aveva parlato di un marito amareggiato e molto provato dall'isolamento. La vicenda si era trasformata anche in una battaglia pubblica per chiedere alle istituzioni una soluzione definitiva al problema della viabilità. Quando la strada viene parzialmente riaperta, Brass manifesta la propria soddisfazione, esclamando: "Finalmente libero",  senza nascondere quanto fosse stato difficile quel periodo.

A settembre l'assenza alla Mostra del Cinema di Venezia

Le condizioni fisiche di Tinto Brass peggiorano ed è alla Mostra del cinema di Venezia dello scorso settembre che si ha la palese percezione che il regista non stesse affatto bene. Per celebrare il suo film del 1967 Col cuore in gola, presentato nella versione restaurata in 4K, presenziò solo la moglie Caterina Varzi, che si fece portavoce di un messaggio scritto da lui e destinato all'incontro con il pubblico. Brass spiega di non poter affrontare il viaggio da Isola Farnese a Venezia per ragioni di salute sopravvenute. È un'assenza che assume un significato particolare.

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Con la moglie Caterina Varzi

La morte a 93 anni: "improvvisa crisi cardiaca"

Tinto Brass è morto a Roma il 4 novembre 2026, intorno alle 10.30, all'età di 93 anni. A comunicare la scomparsa all'Ansa sono stati la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice. La sua storia clinica racconta di una lunga convivenza con problemi neurologici e difficoltà motorie, ma non è stata tuttavia comunicata una causa ufficiale del decesso. La malattia aveva progressivamente limitato la sua libertà di movimento, fino all'improvvisa crisi cardiaca di ieri, che ha posto fine alla sua vita.

L'ultima intervista: le difficoltà fisiche, ma la voglia di girare ancora

La sua ultima intervista è quella pubblicata dal Corriere della Sera il 18 aprile 2026 e riproposta il giorno della sua morte. A 93 anni Brass vive nella sua casa di Isola Farnese, accanto a Caterina Varzi. Il giornalista lo descrive mentre parla lentamente e con evidente fatica, tanto che la moglie interviene spesso per aiutarlo a completare le frasi. Nonostante le difficoltà, il regista racconta di fumare ancora sigari, nonostante le raccomandazioni mediche successive all'emorragia cerebrale, e scherza anche sulle proprie abitudini alimentari: "Due sigari al giorno e gelato al cioccolato a pranzo e a cena", sostenne convinto. Ma soprattutto, non aveva smesso di pensare al cinema, infatti rivelò di avere in mente un nuovo progetto, intitolato Vertigini, con protagonista un professore di storia veneta. Come protagonista, insieme alla moglie Caterina Varzi, un nome su tutti: Anna Ammirati, l'attrice che ha esordito con lui nel 1998 con il film Monella. Questo era Tinto Brass, un uomo fisicamente provato, con una storia clinica complessa alle spalle, ma ancora desideroso di raccontare e di progettare fino alla fine dei suoi giorni.

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