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Sharon Stone spiega perché ha adottato tre figli: una caratteristica genetica le ha causato 9 aborti spontanei

Sharon Stone ha parlato sul magazine francese Paris Match della ragione per cui non ha potuto avere figli biologici, fino alla scelta di adottare tre bambini, Roan, Laird e Quinn. L’attrice americana, 68 anni, ha dichiarato: “Il fattore Rh è una caratteristica genetica che hanno anche tutti i miei fratelli e le mie sorelle. Ho avuto nove aborti spontanei. E cinque di questi sono avvenuti al quinto mese e mezzo di gravidanza”.
A cura di Eleonora D'Amore
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Sharon Stone con i figli adottivi Roan, Laird e Quinn
Sharon Stone con i figli adottivi Roan, Laird e Quinn

Sharon Stone ha parlato sul magazine francese Paris Match della ragione per cui non ha potuto avere figli biologici, fino alla scelta di adottare tre bambini, Roan, Laird e Quinn. L'attrice americana, 68 anni, ha dichiarato: "Il fattore Rh è una caratteristica genetica che hanno anche tutti i miei fratelli e le mie sorelle. Ho avuto nove aborti spontanei. E cinque di questi sono avvenuti al quinto mese e mezzo di gravidanza".

Sharon Stone ha tre figli adottivi, apparsi insieme a lei sul red carpet per la prima del film Nobody 2 a Los Angeles nell'agosto 2025 e sono: Roan Joseph Bronstein (adottato con l'ex marito Phil Bronstein), Laird Vonne Stone (adottato nel 2005) e Quinn Kelly Stone (adottato nel 2006). Tanti i tentativi di diventare mamma naturalmente finiti in un nulla di fatto, in qualcosa che ha segnato per ben nove volte la sua vita e le sue aspettative. Sharon Stone torna sull'argomento che tocca molte donne nel mondo, alle quali viene chiesto il silenzio in questo dolore così profondo, come fosse qualcosa "da vivere da sole e in segreto, come fosse un fallimento".

"Sono sopravvissuta a tutto: molestie sessuali, aborti spontanei, un'emorragia cerebrale, un divorzio, un fulmine", dichiarò Stone in un'intervista all'AARP, "Non ho tempo da perdere. Sono qui per essere una madre sana e presente, una brava figlia e una cittadina impegnata. Tutto il resto è solo una distrazione".

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Il Fattore Rh ereditario è stato alla base di questa impossibilità di avere figli in modo naturale. Ma come incide sul corpo femminile e perché è così invalidante? In pratica, le donne che hanno un gruppo Rh negativo, se il padre del bambino sia Rh positivo e il feto sia a sua volta Rh positivo, in gravidanza possono sviluppare una risposta immunitaria avversa, ovvero produrre anticorpi, chiamati anti-D) contro i globuli rossi del feto.

E quindi invece di fornire una difesa, gli anticorpi materni attaccano e distruggono i globuli rossi del feto. L’anemia, nota come malattia emolitica del feto, può essere tra le prime cause di aborto spontaneo, causando una morte endouterina (la perdita del feto dopo la 22esima settimana di gestazione, ndr). La malattia emolitica del feto e del neonato (MEFN) è un'anemia causata da incompatibilità sanguigna, dove gli anticorpi materni distruggono i globuli rossi fetali.

C'è un tipo di prevenzione che prevede una terapia specifica che si chiama l’immunoprofilassi anti-D, che consiste nella somministrazione, mediante iniezione intramuscolare, di immunoglobuline umane anti-D alle donne Rh negative, al fine di impedire la formazione di anticorpi materni contro i globuli rossi del feto. Il centro Humanitas riporta: "L’immunoprofilassi con immunoglobuline anti-Rh D va somministrata alle donne Rh negative a 28 settimane di gestazione (immunoprofilassi antenatale sistemica), dopo il parto di un neonato Rh positivo (immunoprofilassi postnatale), entro 72 ore da qualsiasi evento che durante la gravidanza possa favorire un’emorragia feto-materna (immunoprofilassi antenatale)".

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