Pier Silvio Berlusconi e il veto su Barbara d’Urso: “Non ho questo potere”, il no comment della conduttrice

Nel corso della conferenza stampa di presentazione dei palinsesti Mediaset, Pier Silvio Berlusconi è tornato a negare, almeno per quanto lo riguarda, l’esistenza di un veto che impedirebbe a Barbara d’Urso di lavorare per le reti concorrenti.
"Veto de che?", ha dichiarato l’amministratore delegato di Mediaset in risposta alla domanda relativa ai presunti impedimenti che avrebbero ostacolato il futuro professionale dell’ex volto dell’azienda. "Rai, Cairo, Prime, Netflix, Discovery… li avrei fermati tutti? Avessi questo potere di mettere veti e influire così tanto sulle decisioni altrui, lo avrei fatto per altro che per la signora d’Urso. Con tutto il rispetto, le auguro tutto il bene, ma non è affar nostro dove va a lavorare".
Contattata da Fanpage.it per un commento, d’Urso ha preferito non aggiungere alcuna dichiarazione alle parole pronunciate dall’amministratore delegato di Mediaset sul suo conto.
Proprio di recente, intervenendo durante la cerimonia di consegna del Premio Alassio per la Tv, la conduttrice era tornata a parlare delle indiscrezioni relative alla possibilità che esistesse un intervento della famiglia Berlusconi dietro gli intoppi che non le hanno permesso di tornare in Rai con un programma, progetto al quale sarebbe andata molto vicina.
"Quando tornerò a condurre una trasmissione come ho sempre fatto significherà che il veto non c’è… ma fino ad allora… chissà se esiste o no", si era limitata a dichiarare d’Urso, senza sbilanciarsi.
I rapporti tra Mediaset e quella che per anni è stata uno dei suoi volti di punta sono ormai ai minimi termini. È noto che la conduttrice abbia deciso di fare causa all’azienda per la quale ha lavorato per 30 anni. Diverse le accuse mosse contro la società: dal mancato riconoscimento dei diritti d’autore per Live – Non è la d’Urso alle presunte ingerenze professionali che, secondo gli avvocati della conduttrice, avrebbe subito. Una versione dei fatti smentita da Mediaset in una nota nella quale l’azienda aveva definito infondate "la ricostruzione della professionista e le sue pretese risarcitorie".