Paolo Sorrentino è diventato nonno: “Avrei voluto far conoscere mio nipote ai miei genitori”

Paolo Sorrentino è passato dal BSMT. Il regista premio Oscar, ora al cinema con La grazia, ha parlato a lungo di cinema, di scrittura, di Napoli, ma soprattutto ha raccontato un po' del suo privato, che in realtà è sempre privatissimo. E aggiunge un dettaglio determinante per aggiornare la sua biografia pubblica: è diventato nonno. E a Gazzoli rivela: "Sono felicissimo, mi avevano detto che sarebbe stata una felicità nuova e così è stato. Faccio di tutto per vedere continuamente mio nipote".
Le parole di Paolo Sorrentino
"Come si gestisce la famiglia di un regista?" è la domanda di Gazzoli che "costringe" il regista a un primo livello di apertura:
Sono stato fortunato. Sia mia moglie, ma anche i miei figli, crescendo sono sempre stati molto pazienti con me. Disponibili, di aiuto, mi hanno semplificato la vita rendendo possibile che io mi dedicassi quasi esclusivamente a questa attività.
Ma non nasconde di aver avuto anche momenti complicati:
Ci sono stati momenti complicati, da ragazzo. È successo che i film che avevo scritto non piacevano ai produttori, quindi dovevo tornare a scrivere. Quando finivi un film, poi c'era uno svuotamento emotivo che confinava con la depressione. Ho imparato poi a gestire tutto. Come tutti i lavori che non sono di routine, gli alti sono molto alti e i bassi sono molto bassi. Non ho mai pensato di fare altro, perché non saprei fare altro. Non c'è alternativa.
"Ai miei genitori avrei voluto far vedere i miei figli e adesso mio nipote"
Come è noto, È stata la mano di Dio? è il film che esorcizza il lutto di Paolo Sorrentino: la morte dei suoi genitori quando aveva solo 14 anni. A Gazzoli spiega che: "Mi è costato molto scriverlo. Farlo, con tante persone intorno, è stato meno traumatico. Mi ha fatto bene farlo. Avendo messo certe cose su immagine, ora a certe cose ci penso meno. Mi capita spesso di commuovermi mentre scrivo. Di solito, sarà qualcosa che commuove successivamente. Capita anche di ridere, questo capita meno, di sentire ridere gli altri".
E sulla perdita dei genitori, alla domanda di Gazzoli se c'è qualcosa che avrebbe voluto far vedere più dei suoi film, Sorrentino risponde "i miei figli" e poi aggiunge "mio nipote, visto che sono nonno da poco". Poi spiega che sì, i film sono belli, ma sono film. Confermando, infine, la legge non scritta del diventare nonni: "Mi avevano detto che sarebbe stata una felicità nuova e così è stato. Faccio di tutto per vedere continuamente mio nipote". Era già tutto previsto? Questa volta, proprio no.