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Milo Infante e la replica furiosa a Tizzoni: “Se chiuderemo sarà per nostra scelta. Basta minacce, è inaccettabile”

Milo Infante ha replicato all’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, che ha criticato il giornalista e la trasmissione Ore 14 Sera dicendo: “Secondo me l’informazione pubblica non dovrebbe finanziarvi”.
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A Ore 14 Sera botta e risposta tra Milo Infante e Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi. Il giornalista e conduttore ha ritenuto doveroso replicare alle parole all'avvocato, che ha puntato il dito contro il suo modo di occuparsi del caso Garlasco, dunque dell'omicidio di Chiara Poggi. Infante ne ha approfittato per chiarire alcuni punti: "Se chiuderemo sarà per una nostra scelta, non perché ci minacciate".

Cosa ha detto l'avvocato Tizzoni su Milo Infante

Milo Infante, nel corso della puntata di Ore 14 Sera trasmessa giovedì 21 maggio, ha introdotto l'argomento precisando di reputare l'avvocato Gian Luigi Tizzoni una persona "seria" e "un grande professionista". Ha anche fatto sapere di averlo invitato più volte in trasmissione: "Ma, vedete, sono poltrone strette le nostre. Non sono poltrone larghe e comode. L'avvocato Tizzoni da noi non viene". Quindi ha letto agli spettatori un messaggio del legale dei Poggi:

Quando scrive dice: "Da dove Milo Infante ricava questa certezza? Siete sicuri di poter dire cose non suffragate da elementi oggettivi? Secondo me l'informazione pubblica non dovrebbe finanziarvi.

La reazione del conduttore di Ore 14 Sera

Milo Infante si è ritagliato qualche minuto per replicare all'avvocato Tizzoni: "Posso dire una cosa? Questa continua minaccia, questo continuo modo di attaccare chi non la pensa come voi…vi devono chiudere, vi togliamo i soldi, vi denunciamo…Non vi fa onore. Noi siamo per la libera informazione. Laddove sbagliamo ci sono le aule dei tribunali". E ha proseguito nel suo sfogo, ribadendo di trovare scorretto che qualcuno auspichi il mancato finanziamento di un programma di informazione:

Questa cosa della minaccia, del dire vi devono togliere i soldi, vi devono chiudere… Se chiuderemo sarà per una nostra scelta. Non perché ci minacciate e dite che non siamo degni del Servizio Pubblico perché questo è profondamente sbagliato. Questa è un'intimidazione, una minaccia, che francamente io mi sento di respingere al mittente. Basta, basta, non è più accettabile.

Quindi ha concluso assicurando che se fosse un giudice a dargli delle colpe, sarebbe pronto ad accettarlo: "Ma continuare a sentirsi dire da quattro gatti che dobbiamo chiudere, che non siamo degni di ricevere il finanziamento pubblico, che non siamo degni del Servizio Pubblico, ma perché? Perché non vi applaudiamo? Volete l'applauso? In questo studio di applausi non ce ne sono".

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