Matthew Perry spese 7 milioni per disintossicarsi, la sorella: “Dopo la reunion di Friends temevo che fosse terminale”
Quando Doug Draizin rivide Matthew Perry, alcuni mesi dopo le riprese di Fools Rush In, lo trovò così dimagrito da pensare che avesse il cancro. L’attore gli disse che dormiva poco e il produttore non insistette. Non sapeva che, dopo un incidente sul set, Perry aveva cominciato ad assumere antidolorifici, innescando una dipendenza che si sarebbe intrecciata con quella dall’alcol, iniziata durante l’adolescenza. È uno dei ricordi che riemergono in The One About Matthew Perry la docuserie uscita su Netflix il 27 ottobre che ripercorre la vita dell’attore attraverso i ricordi di familiari, amici e colleghi. La sorella Mia Perry Bowick rivela che il fratello avrebbe speso circa 7 milioni di dollari nel tentativo di diventare sobrio.
I 7 milioni di dollari spesi per provare a disintossicarsi
È Mia Perry Bowick a raccontare nella docuserie quanto il fratello abbia speso nel corso degli anni per cercare di liberarsi dalla dipendenza, attraverso ripetuti percorsi di riabilitazione. "Ha speso circa 7 milioni di dollari nel corso della sua vita cercando di diventare sobrio", spiega la sorella. Una cifra che racconta tutta la determinazione e la forza con cui Matthew ha tentato di guarire. L'amico David Pressman ricorda la frustrazione, la rabbia e la tristezza che accompagnavano Perry quando non riusciva a sconfiggere la dipendenza. Per chi gli voleva bene, era difficile assistere a una lotta che sembrava ricominciare ogni volta, nonostante i ricoveri e i tentativi di recupero.
La dipendenza dall'alcol era iniziata molto prima dell'incidente
Come aveva raccontato lui stesso nel suo memoir, Friends, Lovers, and the Big Terrible Thing, il primo incontro con l'alcol risale a quando aveva appena 14 anni. Quella prima esperienza gli aveva provocato una sensazione di benessere che con il tempo avrebbe cercato sempre più spesso, tanto che a 18 anni, secondo quanto raccontato dall'attore, beveva ormai ogni giorno. Nella docuserie, gli amici di Matthew Perry tornano alle feste dell’adolescenza, quando nessuno sembrava rendersi davvero conto di quanto l’alcol stesse già prendendo spazio nella sua vita. Allora era semplicemente Matthew, il ragazzo con cui passare le serate e divertirsi, solo con il tempo, ripensando a quegli anni, alcuni di loro hanno cominciato a leggere certi episodi sotto una luce diversa. Marjorie Harris Newman ricorda, per esempio, di aver scoperto che Perry aveva guidato ubriaco dopo un incidente in auto.
L'incidente sul set di Fools Rush In e l'inizio della dipendenza dagli antidolorifici
La vita di Matthew Perry cambiò ulteriormente durante le riprese di Fools Rush In, la commedia romantica del 1997 in cui recitava accanto a Salma Hayek e che rappresentò il suo primo ruolo da protagonista. Mentre era in pausa pranzo sul set, al lago Mead, l'attore chiese il permesso di salire su una moto d'acqua, ma un salto non andò come previsto e si fece male. È il produttore del film, Doug Draizin, a ripercorrere quell'episodio, chiedendosi ancora oggi come sarebbero andate le cose se quell'incidente non fosse accaduto. Fu in quel periodo infatti che Perry cominciò ad assumere antidolorifici, senza immaginare quanto sarebbe stato difficile farne a meno."Il medico mi diede una pillola da prendere dopo le riprese. La presi e mi sentii euforico. Volevo prenderne altre", rivela Perry in una registrazione audio riportata nella docuserie. Ben presto, però, quella sensazione lasciò spazio al bisogno di continuare: "Ho iniziato a stare male quando non ne prendevo, così ho cominciato a prenderne una terza, una quarta…". Nel suo libro Perry racconta di essere arrivato a prendere anche 55 pillole al giorno. Mia ricorda di aver scoperto la dipendenza del fratello dai giornali. Nel 1997, quando aveva 16 anni, lesse un titolo che parlava dei problemi dell'attore con le sostanze, ma pensò che fosse una notizia falsa: era convinta che, se suo fratello avesse avuto davvero un problema, lei lo avrebbe saputo. Furono i genitori a spiegarle che Matthew era già in cura. Perry entrò in riabilitazione per la prima volta per 28 giorni e, dopo circa due mesi, tornò sul set di Friends per lavorare alla quarta stagione. La sua carriera riprese, ma la dipendenza non si era risolta. Negli anni successivi si sarebbero alternati periodi di recupero, nuovi ricoveri e ricadute, mentre continuava a lavorare e a cercare di proteggere la propria vita privata dallo sguardo del pubblico.

La docuserie non racconta soltanto i momenti in cui la dipendenza ha preso il sopravvento nella vita dell'attore, ma anche i piccoli rituali che aiutavano Perry a mantenere la sobrietà. Tra le testimonianze più significative c'è quella di Tim Harrington, conosciuto dall'attore durante una riunione degli Alcolisti Anonimi nel 2001. I due diventarono amici e compagni di recupero, condividendo le difficoltà quotidiane di un percorso che richiedeva costanza e sostegno reciproco. Harrington ricorda le mattine trascorse insieme: "Ogni giorno, alle 7:30, andavamo a West Hollywood, al Log Cabin, una famosa sala per le riunioni degli Alcolisti Anonimi, e ascoltavamo Drops of Jupiter dei Train". Il rapporto con Harrington restituisce anche un lato meno conosciuto dell'attore: Perry non cercava soltanto di salvarsi, ma provava a essere d'aiuto a chi si trovava in una situazione simile. Quando l'amico rischiò di ricadere nella dipendenza e stava per ritrovarsi senza una casa, Perry gli propose persino di trasferirsi da lui. Un gesto che rifletteva il desiderio di mettere a disposizione degli altri ciò che aveva imparato attraverso la propria esperienza.
La reunion di Friends e le condizioni di Matthew Perry nel 2021
Nel 2021 Matthew Perry accettò di tornare sul set di Friends per la reunion che avrebbe riunito i sei protagonisti della sitcom negli storici studi Warner Bros. Era un ritorno molto atteso dal pubblico, arrivato a tre anni da uno degli episodi più drammatici della sua vita: nel 2018 l'attore aveva rischiato di morire dopo una perforazione del colon che lui stesso avrebbe poi collegato all'abuso di oppioidi. Era rimasto in coma per due settimane, aveva trascorso cinque mesi in ospedale e, per i nove mesi successivi, aveva dovuto convivere con una sacca per colostomia. I medici avevano dato alla sua famiglia appena il 2% di possibilità che sopravvivesse. Quando arrivò il momento di ritrovare i suoi colleghi davanti alle telecamere, Perry stava ancora cercando di rimettersi. Partecipare alla reunion significava anche tornare sotto i riflettori e mostrare al pubblico di essere ancora lì, di stare bene, quando la realtà era molto più complicata. Kevin Pollak, suo amico di lunga data, ricorda nella docuserie quanto Matthew fosse consapevole dell'importanza di quell'occasione, ma anche delle aspettative e della pressione che comportava: stava cercando di restare sobrio e sapeva quanto fosse importante riuscirci. Jeff Strauss, sceneggiatore e produttore della prima stagione di Friends, ricorda quanto fosse doloroso vederlo in quelle condizioni: Perry non era sotto i riflettori da un po', era provato e non sembrava più lo stesso. Dietro il ritorno di Chandler Bing c'era un uomo che stava cercando di ricostruire la propria vita.
Dopo la messa in onda dello speciale, i commenti online sulle sue condizioni di salute furono numerosi. La sorella ricorda che, una volta terminate le riprese, Matthew era esausto e si chiedeva come avrebbe fatto ad andare avanti. "So che aveva molta paura, so che stava lottando con tutte le sue forze e so anche che una parte di lui non credeva che sarebbe riuscito a rimanere sobrio", racconta Mia. È proprio ripensando a quel periodo che la sorella ammette di aver cominciato a guardare alla dipendenza di Matthew in modo diverso: "Non ero rassegnata, ma ho iniziato a pensare che la sua malattia fosse terminale".