Justin Baldoni dovrà risarcire Blake Lively con 400mila dollari, l’attrice aveva chiesto 8 milioni

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Justin Baldoni dovrà pagare 400mila dollari a Blake Lively secondo la sentenza emessa dal giudice del tribunale di Manhattan. Si tratta di un risarcimento per le spese legali nella causa che l’attrice ha intentato contro il regista.

Si è giunti a una prima fase della battaglia legale intentata da Blake Lively, contro Justin Baldoni, accusato di molestie durante le riprese del film It Ends With Us di cui era regista e co-protagonista. L'attrice ha ottenuto un risarcimento, ben più esiguo di quello che aveva richiesto e l'esito di questa vicenda è stato letto in maniera differente dalle due parti in causa, che ritengono per ragioni diverse di aver avuto una vittoria. Quanto è accaduto tra l'attrice e il regista porta con sé una serie di interrogativi, dal momento che entrambi non hanno mai parlato pubblicamente dell'accaduto, per non alimentare un'opinione pubblica già piuttosto schierata, ma evitando in questo modo di affrontare una tematica importante come quella delle molestie e degli abusi di potere, soprattutto in contesti lavorativi.

La sentenza a favore di Blake Lively

Lively, infatti, nella causa contro Baldoni che intanto aveva sporto querela contro di lei, aveva richiesto un risarcimento di 8 milioni di dollari. Di quella somma, però, ritenuta eccessiva dal regista, ne riceverà solo una piccola parte. All'attrice sono stati riconosciuti 407mila dollari per le spese legali. Lo scorso maggio, Baldoni e Lively avevano raggiunto un accordo, diverse settimane prima che il processo iniziasse, ed è stato proprio in quell'occasione che il suo team legale dell'attrice ha avanzato una richiesta per il risarcimento delle spese legali.

Come si legge su Enterteinment Weekly, che ha visionato i documenti del tribunale, il giudice Lewis J. Liman ha respinto alcune richieste di Lively, in merito al risarcimento, soffermandosi sulle spese legali per l'accusa di diffamazione di Baldoni nei suoi confronti. Il regista aveva intentato, per l'esattezza, una causa per ritorsione, con l'intento di placare le critiche e non far continuare Lively nella sua battaglia legale.

Secondo gli avvocati dell'attrice si è trattato di una vittoria perché l'obiettivo di Lively non è mai stato il denaro, quanto l'assunzione di responsabilità. Con questa sentenza, i legali ritengono che si sia smascherata una campagna diffamatoria online che ha colpito, anche in passato, molte donne famose dello spettacolo, sostenendo che la legge abbia delle radici solide, che determinano la colpevolezza, o meno, di certe azioni, ritenute lesive della personalità altrui. I legali di Baldoni, invece, puntano sul fatto che dal giudice sia stata riconosciuta come "irragionevole" la richiesta di 8 milioni di dollari da parte di Lively e che quindi sia stata preso in considerazione solo una minima percentuale della spesa richiesta.

Le parole di Justin Baldoni e della moglie Emily un mese prima della sentenza

Il regista, per la prima volta, aveva parlato il mese scorso dell'accaduto dichiarando di aver subito una profonda ingiustizia e di non aver proferito parola in questi due anni dalle prime accuse perché ogni volta che lui e sua moglie Emily tentavano di farlo, non ritenevano fosse il momento più adatto. La moglie, poi, ha aggiunto una considerazione dicendo che la battaglia portata avanti da Lively sia stata "mascherata" da una lotta per i diritti delle donne: "C'è ancora molto da elaborare, abbiamo vissuto molti traumi e profonde ingiustizie" ha dichiarato.

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