Evelina Sgarbi sul padre Vittorio: “Partecipa agli eventi ma è come se non ci fosse, ho paura che muoia”
Dieci mesi senza vedersi e una scadenza fissata al 18 settembre. Evelina Sgarbi torna a parlare del padre Vittorio in un'intervista a Gabriele Parpiglia, pubblicata sulla newsletter del giornalista, e lo fa nel momento in cui la partita giudiziaria entra nella fase che conta. La figlia del critico d'arte ha dato mandato al suo legale, l'avvocato Lorenzo Iacobbi, di contestare la perizia disposta dal Tribunale di Roma e di chiedere che accanto alla valutazione della psicologa incaricata arrivino quelle di un cardiologo, un neurologo, un oncologo e uno psichiatra. Il punto di partenza sono le cartelle cliniche del padre, che Evelina dice di aver ottenuto dopo circa un anno e mezzo di richieste e di aver letto ad agosto.
"Dalle cartelle emergono patologie croniche neurologiche e cardiache"
Alla domanda sulla paura più grande la risposta arriva secca. "Che muoia. Dalle cartelle emergono patologie croniche neurologiche e cardiache: l'ho detto pubblicamente il 15 agosto e lo ripeto qui. I periti a cui mi sono rivolta mi hanno detto che serve subito un approfondimento specialistico, cardiologico, emodinamico e neurologico. Non uno psicologo. E invece lui continua a lavorare, in giro, con quaranta gradi. Ho paura per lui, punto".
Non è la prima volta che dal fronte di Evelina arriva una descrizione clinica del padre. A fine ottobre 2025, in una nota diffusa dopo il rientro di Sgarbi ad Arpino, il suo legale lo definiva già "cardiopatico" e trattato con psicofarmaci per la depressione. Allora quel passaggio era rimasto sullo sfondo di una polemica sulle fotografie. Adesso diventa l'architrave della richiesta.
L'ultima volta insieme è stata un'udienza
Il distacco fisico tra i due dura dal 28 ottobre 2025, giorno dell'audizione in tribunale. Da allora Evelina ha visto il padre solo attraverso gli schermi, e l'uomo che descrive non coincide con quello che ricorda: "Non era più lui: è come un nonno molto anziano che non sa più fare quello che una volta faceva benissimo. Nei pochi video che circolano non porta più i suoi occhiali, non ha con sé il suo telefono. Partecipa agli eventi, ma è come se non ci fosse".
A Fanpage.it, proprio Evelina aveva dichiarato: "È crollato dopo l'addio alla politica." Durissima con Sabrina Colle:
Non credo che abbia mai fatto realmente parte della mia vita, perché non l’ho mai considerata. Adesso si vuole far credere che sia sempre stata lì, perennemente accanto a mio padre, ma non è così. Tutte le volte che ci incontravamo, lei non c'era quasi mai. E le rare volte in cui era presente, dicevo chiaramente: "Se c'è lei, io non vengo". Lui era abbastanza tranquillo, accettava la mia decisione senza problemi.
Perché la perizia è finita al centro di tutto
La ricostruzione parte da dicembre 2025. Il Tribunale di Roma respinge l'istanza con cui Evelina chiedeva la nomina di un amministratore di sostegno: secondo la giudice, Sgarbi è in grado di provvedere alla cura, alla salute e all'ordinaria gestione del patrimonio. Con lo stesso provvedimento, però, viene disposta una consulenza tecnica d'ufficio affidata a una psicologa psicoterapeuta, con un perimetro preciso. Deve accertare se il critico d'arte presenti condizioni "psicologiche, psicopatologiche o cognitive" tali da incidere sulla capacità di autodeterminarsi negli atti di straordinaria amministrazione e nell'esercizio dei diritti personalissimi.
Il periodo di osservazione si è chiuso il 31 maggio. A febbraio, intanto, il tribunale aveva respinto anche l'istanza con cui la difesa della figlia chiedeva la revoca del consulente. È su questo impianto che punta ora la contestazione: non sul merito delle conclusioni, ma sulla competenza dello strumento. "Il giudice ha affidato gli accertamenti a una psicologa. Con tutto il rispetto, uno psicologo da solo non ha gli strumenti per valutare un quadro clinico come questo. Servono neurologi e cardiologi", dice Evelina a Parpiglia.
Il matrimonio con Sabrina Colle resta congelato
Effetto collaterale, non secondario. Nell'autunno 2025 Sgarbi aveva annunciato le nozze con Sabrina Colle, compagna da quasi trent'anni, a Venezia, nella chiesa della Madonna dell'Orto. La celebrazione è ferma da allora, appesa all'esito della consulenza. "Il matrimonio, in questo momento, è sospeso: il tribunale ha fermato le nozze e disposto una perizia sulle condizioni di mio padre, dopo le mie istanze", conferma la figlia.
Sul patrimonio Evelina ripete la linea di sempre: dice di non sapere nulla della gestione dei beni paterni e di volere soltanto una figura terza che garantisca esami specialistici. Non le basta "la versione che sento ripetere, cioè che mio padre sta bene e che può gestirsi serenamente. Io vorrei solo che qualcuno lo dimostrasse con degli esami. Tutto qui".
La versione di Vittorio Sgarbi e di Sabrina Colle
Dall'altra parte il racconto è opposto e non è mai cambiato. Il rifiuto del cibo, il ricovero al Gemelli nel febbraio 2025, la nutrizione parenterale: la fase peggiore l'ha ricostruita lui stesso in autunno. "Non desideravo più nulla. Non avevo più voglia di vivere. E ho cominciato a rifiutare il cibo", raccontava, quantificando discesa e risalita: da 59 chili a 71. Cifre che non coincidono con i 47 chili citati da Evelina a Verissimo, ed è un dettaglio che misura la distanza tra le due narrazioni meglio di qualsiasi aggettivo.
A dicembre, dopo la denuncia presentata da Colle nei suoi confronti, il critico d'arte ha chiuso la porta: "Voglio essere lasciato in pace. Nessuno può più sostenere illazioni sulla mia salute". La compagna ha contestato la lettura giornalistica dell'ordinanza, sostenendo che il provvedimento smentisse in larga parte la linea della controparte, e ha annunciato azioni legali. Sull'ultima intervista, al momento, nessuna replica.
Due racconti che non si toccano mai
In questa storia manca un terreno comune. Padre e figlia non leggono la stessa diagnosi arrivando a conclusioni diverse: descrivono due uomini diversi. Uno pesa 71 chili e rivendica la propria lucidità. L'altro partecipa agli eventi "come se non ci fosse". Nel mezzo un fascicolo civile che da quasi due anni prova a stabilire quale dei due esista e che finora ha dato ragione al primo.
La prossima data è il 18 settembre. Entro quel termine la difesa di Evelina depositerà la contestazione. Poi toccherà di nuovo al tribunale decidere se una psicologa basti, o se per fotografare le condizioni di Vittorio Sgarbi servano altri specialisti.