Júnior Honorato, creator arrestato per droga a Salvador: il video dell’arresto è virale perché lui è “bellissimo”

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Il creator brasiliano Júnior Honorato è stato arrestato a Salvador per traffico di droga: l’11 agosto la Giustizia ha confermato il carcere preventivo. Il video del fermo è virale su X e TikTok.

Il filmato dura una manciata di secondi. Un ragazzo di 23 anni scende da un'auto della polizia in un quartiere periferico di Salvador de Bahia, la telecamera di un notiziario locale lo inquadra da vicino, e nel giro di poche ore il Brasile smette di discutere delle 45 dosi di cocaina finite agli atti per discutere della sua faccia.

Si chiama Adailton Honorato Franco de Souza, sui social è Júnior Honorato: creator, contenuti fitness, un profilo a pagamento su una piattaforma per adulti. Martedì 11 agosto la Giustizia dello Stato di Bahia ha convertito il suo fermo in flagranza in custodia cautelare in carcere. È indagato per traffico di stupefacenti insieme a un secondo uomo. E il contatore di un solo post su X, nel frattempo, ha oltrepassato i due milioni di riproduzioni.

Cosa è successo

Secondo il verbale della Polícia Militar il fermo risale al pomeriggio di domenica 9 agosto, in rua Marquês de Queiroz, quartiere di Pituaçu. Una pattuglia avrebbe notato tre uomini con un atteggiamento ritenuto sospetto: all'avvicinarsi della volante due di loro avrebbero tentato la fuga a piedi, liberandosi di alcuni involucri lungo il percorso.

Nella perquisizione sarebbero stati recuperati 45 barattoli, dieci fiale e tre sacchetti con dentro una sostanza analoga alla cocaina, oltre a tre telefoni cellulari e un orologio. Gli agenti hanno messo a verbale di aver visto Honorato disfarsi di un sacchetto contenente 45 dosi. Il ventitreenne e Lucas Sousa Dantas, 32 anni, sono stati condotti alla Central de Flagrantes e denunciati per traffico. Un terzo uomo, ventenne, è stato ascoltato e poi rilasciato. Il materiale sequestrato è stato inviato alla perizia.

L'udienza di convalida si è tenuta martedì mattina. Il pubblico ministero ha chiesto la conversione dei due fermi in custodia cautelare; la difesa di Honorato ha domandato la libertà provvisoria sostenendo che l'assistito è incensurato, ha residenza fissa e che l'episodio non ha comportato violenza. Il giudice ha respinto l'istanza: le condizioni personali dell'indagato sono state ritenute insufficienti a giustificare un percorso processuale a piede libero. L'articolo 33 della legge brasiliana sulle droghe prevede una pena base tra i cinque e i quindici anni di reclusione.

Il video, i due milioni di views e il soprannome

La vicenda sarebbe rimasta confinata alla cronaca di Bahia se il servizio del notiziario Alô Juca non fosse finito sui social. Nelle immagini si vede il creator scendere dall'auto della polizia. Da lì in poi i commenti hanno preso una direzione che con l'inchiesta non ha nulla a che vedere: gli utenti hanno cominciato a discutere del suo aspetto, in poche ore sono nati i soprannomi "bandigato" e "Bandivo", qualcuno ha tirato in ballo il singolo Criminal di Britney Spears. Il conteggio dei follower, intanto, saliva.

Non è una novità. È uno schema che il web ha già collaudato dodici anni fa, e con risultati che vale la pena rileggere.

Il precedente Jeremy Meeks, dalla foto segnaletica alla passerella

Il 18 giugno 2014 il dipartimento di polizia di Stockton, in California, pubblica sulla propria pagina Facebook la foto segnaletica di un uomo di 30 anni fermato con l'accusa di detenzione illegale di arma da fuoco. È prassi: serve a segnalare alla cittadinanza chi è finito in custodia. Nel giro di una settimana quello scatto raccoglie oltre 95mila commenti e 20mila like. BuzzFeed lo rilancia e conia l'etichetta che gli sarebbe rimasta addosso per il resto della vita: "hot felon".

Jeremy Meeks non se l'era cavata con un tamponamento, come si legge in giro. Nel febbraio 2015 una corte federale lo condanna a 27 mesi di reclusione per possesso di arma da fuoco da parte di un pregiudicato; esce nel marzo 2016. Il contratto con l'agenzia che avrebbe gestito la sua carriera lo firma da dietro le sbarre. Nel 2017 debutta in passerella per Philipp Plein alla New York Fashion Week, poi Cannes, poi Tommy Hilfiger a Milano. Sono arrivati i film, un'autobiografia nel 2024, una relazione con l'ereditiera di Topshop Chloe Green e un figlio.

Le analogie con il caso Honorato saltano all'occhio: in entrambi è un'immagine prodotta dallo Stato – la foto segnaletica, le riprese di un fermo – a staccarsi dal proprio contesto e a diventare oggetto estetico. In entrambi il reato contestato scivola a nota a piè di pagina.

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