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Gianmarco Pozzoli e la depressione: “Non ero più degno di essere padre. Chiedevo alla gente come essere felice”

Gianmarco Pozzoli è tornato a parlare del periodo difficile affrontato dopo la separazione da Alice Mangione, in cui è stato ricoverato per depressione: “Non mi sentivo più degno di essere padre, avevo perso la dignità”, ha raccontato.
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Gianmarco Pozzoli ha vissuto un periodo difficile dopo la separazione dalla moglie Alice Mangione, con cui è stato una coppia non solo nella vita ma ance sul palco nel duo The Pozzolis Family. La fine del matrimonio è arrivata per un amore che non c'era più in seguito ad anni di consapevolezza e terapia di coppia. Questo ha portato il comico a stare male fisicamente e psicologicamente, perdendo oltre 14 chili e scegliendo di farsi ricoverare per depressione in una struttura psichiatrica.

È un raccontato commosso e difficile quello che Gianmarco Pozzoli ha fatto a Paolo Ruffini della depressione. Il comico ha affrontato un periodo buio dopo la separazione dalla moglie Alice Mangione, che ha portato a un cambiamento radicale sia nella sua vita sentimentale che in quella lavorativa. Nella fatica a trovare la vita d'uscita, è rimasto positivamente sorpreso dalla solidarietà delle persone: "Camminavo male e fermavo la gente chiedendo loro come potevo essere felice. E sono pochissimi quelli che abbassavano lo sguardo e se ne andavano. Tantissimi stavano con me tenedomi la mano per 40-50 minuti".

Davanti al suo stare male, tra "contrazioni non controllate dell'addome" e difficoltà nel parlare, sono stati tanti quelli che non l'hanno giudicato ma si sono fermati ad aiutarlo, tenendogli la mano in un momento difficile. "Avevo perso la dignità da una parte, ma non mi interessava più farmi vedere così debole", ha raccontato. Questa inaspettata vicinanza da parte di sconosciuti l'ha fatto sentire meno solo e ha davvero fatto la differenza.

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La parte più dolorosa per Pozzoli è stata non sentirsi "più degno" di essere padre e preoccupato che i suoi figli, Giosuè e Olivia, nati nel 2015 e nel 2017, non potessero più avere "un padre come quello che avevano conosciuto". "Avevo due figli bellissimi, una vita bellissima, avevo fatto ridere tantissima gente, che dovevo pensare a quanto bene avessi fatto agli altri e adesso era il momento di farlo a me stesso", ha ricordato sempre a proposito della vicinanza delle persone e dei loro consigli.

La vicenda di Gianmarco Pozzoli riporta al centro un tema spesso ignorato: la vulnerabilità di chi fa della risata il proprio mestiere. Il suo racconto dimostra come la depressione non  come la richiesta di aiuto, ben lontana dall'essere un segno di debolezza, rappresenti il primo passo fondamentale per riappropriarsi della propria vita e del proprio ruolo genitoriale.

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