Cosa cambia nel regolamento di Sanremo: “De Martino punta a più vincitori. Con questo televoto Geolier sarebbe favorito”
Il primo Sanremo targato Stefano De Martino ha avuto il suo primo atto nell'annuncio del nuovo regolamento e si preannuncia ricco di novità e motivi di discussione. Dalla novità assoluta del ritorno al 100% televoto per la finale, fino alla serata speciale per scegliere il rappresentante all’Eurovision e all'ingresso dei giovani tra i Big, il regolamento 2027 rompe gli schemi. Davide Maistrello, esperto dei sistemi di voto del Festival e della rassegna europea, analizza i punti critici e le opacità del nuovo decalogo: "Un meccanismo che punta ad avere più vincitori diversi e che, sbilanciandosi sul pubblico da casa, rende un profilo come quello di Geolier il favorito assoluto". E sul voto online: "Allinea Sanremo al XXI secolo".
La presentazione del regolamento di Sanremo 2027 è l'atto d'esordio del primo Festival affidato dalla Rai a Stefano De Martino. Un decalogo contenente diverse novità interessanti, che vanno ad aggiungersi a quelle già annunciate nei mesi scorsi: dalla nuova serata performance per decidere la canzone che andrà a rappresentare l'Italia all'Eurovision, alla partecipazione dei giovani alla gara dei Big. Un regolamento che ha suscitato clamore e perplessità, come racconta a Fanpage Davide Maistrello, esperto di sistemi di voto di Sanremo ed Eurovision che da anni analizza sui social i meccanismi scelti dai vari direttori artistici.
Come reputi questo regolamento di Sanremo 2027? Quando ho cominciato ad occuparmi del metodo di voto di Sanremo, l'ho fatto perché non sopportavo il fatto che in Italia i regolamenti, da quelli delle cose più frivole come un contest musicale fino alle leggi elettorali, siano sempre volutamente molto fumosi e costruiti con l'obiettivo di ottenere un certo risultato, non di garantire una guida equa per tutti. È come se l'anno successivo venisse regolarmente sconfessato ciò che è stato fatto quello prima.
E quindi, nell'ottica di provare a raggiungere un'equità, quale sarebbe il limite di questo nuovo regolamento? L'equità a Sanremo è impossibile da ottenere perché ci sono artisti molto famosi con una fanbase cospicua disposta a spendere a prescindere, e altri che per il pubblico della televisione generalista sono perfetti sconosciuti. Quando hai un meccanismo sbilanciato a favore del televoto, come quello di quest'anno, è normale che un artista che arriva senza un grande supporto non abbia speranza di giocare ad armi pari.
Il biennio Conti aveva già sollevato polemiche. Sì, negli ultimi due anni c'è stato l'uso di percentuali che non erano indicative di un reale equilibrio. Quando dicevano che le varie componenti valevano 33%, 33% e 34%, in realtà l'equilibrio non c'era: le giurie si esprimevano con un giudizio numerico da 1 a 5, mentre da casa il voto era a preferenza secca e alla fine i cinque più votati erano semplicemente quelli che andavano in finale. Il caso di Giorgia nel 2024 è emblematico: in testa per entrambe le giurie, non è finita nella cinquina finale perché priva di voti sufficienti dal televoto.
Quest'anno cosa ti saresti aspettato? Da Stefano De Martino, al suo primo Festival e avendolo lui stesso dichiarato, mi aspettavo qualcosa di diverso, nell'ottica dell'innovazione di cui voleva farsi portatore. Oltre all'introduzione della serata performance, la cosa che colpisce subito di questo regolamento è che in tanti aspetti è volutamente fumoso: parla di percentuali come 50% o 66%, ma non spiega mai come voteranno le giurie né nelle serate ordinarie né nella serata performance. Conoscendo questi dati nel dettaglio si potrebbe capire meglio l'obiettivo che De Martino vuole raggiungere.
E quale sarebbe secondo te?
Secondo me l'intenzione non è avere lo stesso vincitore per la serata Eurovision e per il Festival, ma di averne due, o persino tre diversi se aggiungiamo la serata cover, assecondando la tendenza del mercato musicale italiano di cercare di accontentare un po' tutti.
Dal tuo punto di vista di esperto e appassionato, sei sempre stato contrario all'idea di una disgiunzione tra chi vince Sanremo e chi va all'Eurovision. Come mai?
Fatico a comprenderne il senso e lo dico da tempo. Dal 2015, ovvero da quando chi vince Sanremo ha diritto di prelazione sull'Eurovision, nessun vincitore andato alla manifestazione europea ha mai fatto peggio del 7° posto. Possiamo dire che alcune volte siamo stati fortunati o che il caso ha aiutato, ma questo significa cambiare il metodo di scelta nonostante le nostre proposte abbiano riscosso grande successo. Compresa quella di Sal Da Vinci (di cui lo stesso Conti ha ammesso di non aver pronosticato la vittoria) e quella di Lucio Corsi, considerato una specie di "11 settembre" delle nostre partecipazioni all'Eurovision perché ritenuto invendibile all'estero dalle case discografiche. Corsi invece all'Eurovision ha fatto molto bene, arrivando quinto contro tutto e tutti.
Quindi qual è il fattore che ha determinato questa svolta?
Il fatto che in questi anni le case discografiche abbiano capito che l'Eurovision è uno strumento fondamentale di promozione all'estero. Trovo ci sia il desiderio di controllare chi ha accesso a quel palco: "Se dobbiamo promuovere qualcuno all'estero, vogliamo decidere e avere potere decisionale su chi mandare". Immagino che chi ha pensato la serata performance abbia in mente un certo tipo di artisti da portare all'Eurovision, con un'idea di canzoni movimentate, ballo e coreografia. Tuttavia, la presenza del voto popolare in quella serata rischia di stravolgere i piani: un fan voterà sempre il suo cantante preferito, non chi è più adatto per l'Eurovision. Tra l'altro, bisognerà capire che peso avrà la giuria internazionale introdotta, dato che al momento non sappiamo da chi sarà composta.
La finale al 100% televoto è la vera novità, una cosa che non si vedeva dal periodo 2009-2014, seppur con modalità diverse. È l'opportunità per i grandi fandom degli artisti?
Mi sono sempre detto: "Se volete davvero il ‘vincitore del popolo', abbiate almeno il coraggio di fare l'ultima sessione interamente al 100% al televoto". Era una boutade, una provocazione, ma De Martino ha fatto esattamente questo. Penso che per un artista come Geolier, a cui in un certo senso il secondo posto del 2024 è rimasto sullo stomaco, un meccanismo del genere sia molto "goloso". Se riuscisse a mobilitare anche solo metà del televoto che ha messo in campo nel 2024, immaginate cosa potrebbe fare quest'anno in cui decide dichiaratamente il 100% del pubblico?
Quindi una situazione del genere favorirebbe gli artisti con grande seguito.
Credo di sì, ma attenzione: non credo si debba fare un regolamento "anti-Geolier" o "anti-Ultimo", giusto per citare due artisti accomunati da questo punto di vista. Per me se qualcuno porta la canzone migliore ed è apprezzata è giusto che vinca. Ho solo la sensazione che con un meccanismo di questo tipo, in cui nelle prime due sere c'è un voto combinato con giurie di cui non conosciamo ancora bene il peso, si rischi quasi di prendere in giro il pubblico.
Passiamo all'introduzione del voto gratuito online tramite l'app RaiPlay. Questa potrebbe essere una grande novità.
Al momento non c'è una risposta certa, perché un esperimento del genere in Italia non lo abbiamo mai avuto. Il voto online esiste in diversi programmi, ma chiamare "voto online" il metodo di Ballando con le Stelle, dove un voto equivale a un like (cosa che con un minimo di investimento si può truccare in mille modi), non è paragonabile a questo progetto. Dal punto di vista teorico è forse l'unica cosa che salverei di questa operazione: allinea Sanremo al XXI secolo, come fanno già da anni molti altri festival internazionali. Dare la possibilità a tutti di votare tramite app non può che avere risvolti positivi e lascia ampi margini di manovra, anche per la mole di dati che la Rai potrà raccogliere.
Per esempio?
Sarebbe interessante sviluppare questo voto in app in modo più elaborato per contrastare i blocchi di voto regionale massicci a favore di certi artisti, dividendo magari il voto per macro-aree geografiche per renderlo più equo. Se poi ci sia la reale volontà di fare una cosa del genere in Rai, non lo so.
Alla fine della fiera, possiamo comunque dire con grande serenità che il regolamento perfetto non esiste.
È probabile, ma se c'è una cosa che mi infastidisce rispetto al Festival è questo continuo rifarsi all'idea del "vincitore del popolo", la continua ricerca di questo effetto che molto spesso è stata cavalcata anche politicamente. Il voto del pubblico è importante, ma a Sanremo entrano in gioco dinamiche che hanno poco a che fare con la musica ed è per questo fondamentale che ci siano altre componenti che medino, senza cancellarla, l'influenza di tanti fattori. Al contrario sembra sempre che ci sia un tifo a favore o contro, cosa che secondo me non fa bene a Sanremo, così come non farebbe bene l'idea di avere tre potenziali vincitori diversi dell'edizione. Capiremo se la serata Eurovision riuscirà a prendersi addirittura più spazio di quella finale, se verrà totalmente ignorata o se ci sarà equilibrio.
In definitiva, come credi andrà questo Sanremo?
Credo che il primo Sanremo di De Martino avrà un successo ben più ampio di quello che potremmo immaginare. E credo che questo regolamento, per come è strutturato, potrà avere un grande riscontro popolare proprio perché risponde a certe istanze.