Fiorello chiede il ritorno in Rai di Amadeus: “Non se la passa bene”

Fiorello torna a parlare di televisione e lo fa a modo suo: una battuta, una nostalgia improvvisa e poi la frase che inevitabilmente accende il dibattito. Ospite del Salone del Libro di Torino insieme al critico Aldo Grasso, lo showman siciliano ha lanciato un appello ad Amadeus che per molti è sembrato qualcosa di più di una semplice provocazione: “Ama, torna in Rai”.
Le parole di Fiorello su Amadeus
Il riferimento è al momento complicato vissuto dal conduttore dopo l’addio alla Rai e il passaggio al Nove. “Non se la passa bene, dai Ama torna in Rai”, ha detto Fiorello dal palco dell’Auditorium del Lingotto, scatenando applausi e inevitabilmente nuove speculazioni sul futuro televisivo dell’ex direttore artistico di Sanremo. Una frase che qualcuno ha letto persino come uno spoiler, considerando il rapporto strettissimo tra i due e i continui rumors sulle difficoltà degli ultimi mesi.
Prima della stoccata all’amico, Fiorello aveva scherzato anche sull’Eurovision e sulla mancata vittoria di Sal Da Vinci: “Purtroppo all’Eurovision Sal Da Vinci non ce l’ha fatta. Noi gli siamo vicini, è una bella persona, abbiamo avuto modo di conoscerlo. Facciamogli un grande applauso”, ha detto coinvolgendo il pubblico presente in sala. Poi l’ironia sulla performance del cantante: “Sembra Sal Da Vinci. A proposito, i gesti che lui fa corrispondono davvero alle parole della canzone ‘Per sempre sì’? Sono giusti?”.
L’incontro con Grasso è diventato anche l’occasione per una riflessione più ampia sulla televisione di ieri e di oggi. Fiorello ha ricordato la tv della sua infanzia, quando “la scelta era tra Rai1 e Rai2” e “non esisteva nemmeno il telecomando”. “Io usavo mio fratello Beppe per cambiare canale”, ha raccontato scherzando.
Dietro la comicità, però, è emersa anche una vena malinconica. Secondo Fiorello la televisione ha perso il senso della sorpresa e oggi vive soprattutto di frammenti social e format ripetuti all’infinito: “Mia figlia vede le clip dei miei programmi su Instagram o TikTok”. E ancora: “È solo una questione di numeri, economici e di ascolti. Eppure la Rai dovrebbe essere servizio pubblico”.
La seconda serata in Tv e le critiche alla troppa cronaca nera in Tv
Tra i temi affrontati anche quello della scomparsa della seconda serata televisiva, che secondo lui ha impoverito l’offerta: “Se non ci fosse stata la seconda serata non avremmo avuto Arbore o Chiambretti”. Non sono mancate infine le battute sull’attualità, dai talk crime all’ossessione televisiva per i casi di cronaca: “Quando sento parlare di Garlasco cambio canale. È diventata un’esagerazione”. E poi l’affondo ironico sulla politica: “Sono preoccupato perché da 48 ore nessun ministro tradisce. Che succede?”.