Federico Monzino rischia il processo: avrebbe preso gli audio tra Raoul Bova e Martina Ceretti per ricattare l’attore
Federico Monzino, il pr da cui di fatto è nato tutto l'affaire Raoul Bova-Martina Ceretti, rischia di finire a processo. A seguito della chiusura delle indagini emergono dei dettagli che incastrerebbero il pr, mentre sarebbero sollevate dalle accuse sia Martina Ceretti che un'altra ragazza, Catherine Salcedo Martinez, ritenute estranee ai piani truffaldini dell'amico.
Federico Monzino rischia il processo
Le indagini svolte dalla Procura di Roma si sono chiuse il 2 settembre, e Federico Monzino rischia di finire a processo per tentata estorsione, violazione e rivelazione di corrispondenza privata. Si tratta dei vocali che Raoul Bova aveva inviato a Martina Ceretti, il famoso vocale con "occhi spaccanti" diventato virale perché finito al centro di una puntata di Falsissimo di Fabrizio Corona e, poi, quegli stessi audio secondo la Procura sono stati utilizzati anche per estorcere del denaro all'attore. L'estorsione, però, sarebbe avvenuta tramite un numero spagnolo, in possesso di Catherine Salcedo Martinez, ragazza di 23 anni brasiliana che, si è poi scoperto, è un'assidua frequentatrice dell'abitazione di Monzino. Da questo dettaglio, insieme alle dichiarazioni fornite da Martina Ceretti in questi mesi, la procura ha individuato Monzino come artefice di ogni passaggio.
Le indagini della Procura di Roma
Secondo l'accusa Monzino avrebbe videoregistrato dal telefono di Martina Ceretti le conversazioni avute con Raoul Bova e il 9 luglio avrebbe consegnato questo materiale a Fabrizio Corona che, poi, li ha usati in una puntata del suo format Youtube. Nella richiesta di archiviazione presentata dai legali di Ceretti e che Il Messaggero ha visionato, la modella dichiara di non aver mai autorizzato la pubblicazione di quegli audio. Secondo la Procura, quindi, la ragazza non conosceva il fine che aveva spinto Monzino a registrare quegli audio. Il 10 luglio, il pr avrebbe chiesto all'amica il numero dell'attore, avrebbe poi contattato il suo agente su Instagram, con un profilo falso e successivamente anche Bova, ma tramite un altro numero di telefono, intestato a Catherine Salcedo Martinez. Nello scambio di messaggi tra Monzino e Bova è chiaro l'intento estorsivo del pr milanese nei confronti dell'attore, che però non ha mai ceduto al ricatto e, anzi, con il supporto dell'avvocato David Leggi ha denunciato l'accaduto.
Chiesta l'archiviazione per Martina Ceretti e Catherine Salcedo Martinez
Ad incastrare Monzino, inoltre, sarebbe un messaggio che proprio Ceretti gli ha inviato e messo agli atti, in cui la modella chiede all'amico il perché avesse inviato quei messaggi all'attore, temendo che la responsabilità di un'estorsione potesse ricadere proprio su di lei. La modella è venuta a conoscenza della richiesta di denaro il 22 luglio e avrebbe tentato, su insistenza dell'amico, di evitare che l'attore sporgesse denuncia. Proprio nel corso delle indagini si è evidenziato come Ceretti non fosse a conoscenza dell'intento con cui Monzino le avesse chiesto quegli audio, inoltre anche Catherine Martinez Salcedo è stata sollevata da qualsiasi accusa, perché pur appartenendo a lei il numero da cui sono partiti i messaggi rivolti all'attore, secondo gli inquirenti non ci sono elementi che attestino sia stata lei a scriverli o che sapesse cosa l'amico avrebbe fatto col suo numero, quindi anche per lei è stata chiesta l'archiviazione.