Audio rubati a Raoul Bova, chiuse le indagini: il pr Federico Monzino accusato di tentata estorsione

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La Procura di Roma ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a Federico Monzino per il caso dei vocali di Raoul Bova diffusi senza il suo consenso. L’avvocato dell’attore: “Squallido episodio di sciacallaggio”.

La Procura di Roma ha chiuso le indagini a carico dell'imprenditore e pr Federico Monzino, accusato di tentata estorsione ai danni di Raoul Bova. L'inchiesta, nata dalla denuncia presentata dall'attore, riguarda la sottrazione e la successiva diffusione non autorizzata di una serie di messaggi vocali e conversazioni private scambiate via chat con la modella Martina Ceretti.

Le accuse a carico di Federico Monzino

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vicenda ha preso il via nel momento in cui sul telefono dell'attore è recapitato un messaggio da un numero sconosciuto. Il mittente lo avvisava che il materiale audio era pronto per essere diffuso e utilizzato per danneggiarne la sua reputazione, qualora non si fosse piegato a precise richieste. Di fronte al tentativo di ricatto, l'artista ha scelto di non cedere e di rivolgersi direttamente all'autorità giudiziaria. A commentare l'atto di chiusura delle indagini è stato l'avvocato David Leggi, legale dell'attore: “Le indagini svolte dalla Procura hanno consentito di fare luce su uno degli episodi più squallidi di sciacallaggio mediatico da parte di coloro, indagati e non, che per denaro e vanità non esitano a travolgere chiunque abbiano di fronte. La vicenda di Raoul testimonia che è giusto denunciare alle Istituzioni e non piegarsi a ricatti di sorta”.

Pochi giorni fa, la sanzione a Fabrizio Corona

Gli audio in questione sono gli stessi che sono finiti al centro della puntata di Falsissimo di Fabrizio Corona. Appena pochi giorni fa, il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha concluso un'istruttoria dichiarando del tutto illecita la diffusione non autorizzata di quelle chat e dei relativi file vocali. Per questo, il Garante aveva sanzionato l'ex re dei paparazzi con una multa di 4.950 euro. Un importo misurato sulla base della mancanza di redditi fiscalmente dichiarati dall'ex fotografo nell'anno di riferimento. I recenti risvolti giudiziari, dunque, fissano un punto fermo: la diffusione di materiale privato, anche se appartenente a personaggi pubblici, costituisce una condotta illecita e penalmente perseguibile. Che nulla ha a che fare, come ampiamente spiegato da Fanpage.it nei mesi clou del caso, con il diritto di cronaca.

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