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Enzo Iacchetti chiarisce la frase su Schillaci: “Mai augurato la morte, era solo una gag sulla sanità”

Enzo Iacchetti chiarisce le sue dichiarazioni sul ministro della Salute Orazio Schillaci, spiegando di non avergli mai voluto augurare la morte. Le polemiche erano scaturite dalla sua battuta sui tempi d’attesa della sanità pubblica, in cui ipotizzava il rischio di “vederlo morire nell’attesa di una tac”: “Se si è offeso, mi scusi”.
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Enzo Iacchetti interviene via social per chiarire la sua posizione su quanto detto sul ministro della Salute, Orazio Schillaci. Il conduttore era finito al centro delle contestazioni per un passaggio del suo discorso dedicato ai disservizi della sanità pubblica: "Vorrei vederlo andare in ospedale, aver bisogno di una tac e sentirsi rispondere che la prima libera è tra otto mesi. E allora vederlo morire prima, come succede in tanti casi", aveva detto. A fronte delle reazioni, lo storico volto di Striscia la Notizia ha voluto spiegare il senso delle sue parole, chiedendo scusa per l'incomprensione.

Iacchetti a Schillaci: "Era solo una gag paradossale"

Il conduttore ha precisato che la sua intenzione non era quella di attaccare sul piano personale il ministro, bensì quella di rappresentare una situazione paradossale per mostrare cosa affrontano quotidianamente i cittadini comuni di fronte ai tempi della sanità:

Caro ministro della Sanità, io non le ho proprio augurato di morire, ho solo fatto un esempio e ho fatto una simpatica gag in cui vedevo tutti i ministri senza i loro poteri affrontare la vita come gli esseri umani normali, che possa chiedere una tac che gliela danno dopo mesi e nel frattempo può essere che muoia. Era solo questo: io non la conoscevo neanche per nome, se si è offeso mi scusi ma non volevo farla morire, nessuno deve morire nel mondo.

Con queste parole, Iacchetti ha ribadito la volontà di mostrare una provocazione satirica, tesa a immaginare i rappresentanti delle istituzioni privati delle loro prerogative e posti di fronte alle medesime difficoltà incontrate dai pazienti nella sanità di tutti i giorni.

Le parole che avevano scatenato la polemica

Il chiarimento si è reso necessario dopo l'ampia eco mediatica avuta dal suo monologo durante la rassegna organizzata da Andrea Scanzi. Nel corso della serata, Iacchetti si era definito un "militante comunista" e aveva espresso critiche verso la gestione politica attuale, citando vari esponenti del Governo e del panorama politico. Tra questi, anche la premier Giorgia Meloni ("Mi piacerebbe sapere cosa risponderà questa signora, questa mamma, tra vent’anni, a sua figlia che leggerà sui libri di storia di 25.000 bambini ammazzati, a volte trucidati, a cui sono state tagliate le gambe") e, appunto, Orazio Schollaci. Una contestazione, quest'ultima, che il conduttore ha ora chiarito, confermando che l'intento era unicamente satirico.

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