È morto James Burrows, il regista che diede vita a Friends e Will & Grace aveva 85 anni

Friends. Will e Grace. Cheers. Se hai riso davanti a un bancone di un bar di Boston, dentro un appartamento di Manhattan affollato di amici trentenni o nel salotto di uno psichiatra di Seattle, una parte di quel riso porta la firma di James Burrows. Il regista americano è morto a 85 anni. A dare la notizia al magazine People è stata la famiglia, che ha confermato la scomparsa avvenuta nelle scorse ore. Con lui se ne va l'uomo che ha insegnato alla commedia televisiva americana come si costruisce una risata, episodio dopo episodio, per oltre mezzo secolo.
Il ricordo della famiglia
I parenti lo hanno salutato con poche righe diffuse alla stampa: "Celebriamo la vita straordinaria e l'eredità duratura di James ‘Jimmy' Burrows, che si è spento serenamente oggi circondato dalla sua amata famiglia. Per oltre cinque decenni, Burrows è stato uno dei registi più influenti e amati nella storia della televisione. Come regista leggendario, mentore e forza creativa, ha contribuito a plasmare generazioni di commedie e ha portato una gioia immensa al pubblico di tutto il mondo".
Da Yale alle prime sitcom: la gavetta del figlio d'arte
Burrows nasce a Los Angeles il 30 dicembre del 1940, in una famiglia che il teatro lo respira già. Il padre, Abe Burrows, è un nome che a Broadway conta: autore, regista, compositore. Eppure il figlio non eredita una scorciatoia, ma un mestiere da imparare dal basso. Si laurea all'Oberlin College, poi passa alla scuola di teatro di Yale, e per anni gira come assistente di palco e regista in produzioni teatrali che spesso non vedono il successo. È in uno di questi lavori, l'adattamento di Colazione da Tiffany del 1967, che incontra Mary Tyler Moore. Un incrocio che gli cambierà la vita.
Quando bussa alla porta della MTM Enterprises, la casa di produzione fondata da Moore e Grant Tinker, Burrows ottiene la prima vera occasione dietro la macchina da presa. Nel 1974 dirige episodi di The Mary Tyler Moore Show e The Bob Newhart Show, affiancato da un mentore d'eccezione come Jay Sandrich. Lì affina ciò che diventerà il suo marchio: il tempo comico calibrato al secondo, i movimenti degli attori sul set studiati come una coreografia, una cura della luce inedita per gli studi televisivi dell'epoca. A lui si deve anche l'idea di passare da tre a quattro telecamere nelle riprese multicamera, una scelta tecnica che ridisegna il modo di girare una sitcom.
Cheers, la creatura che cambiò tutto
Il salto arriva nel 1982. Insieme ai fratelli Glen e Les Charles, con cui aveva lavorato sul set di Taxi (dove aveva diretto 75 episodi), Burrows dà vita a Cheers. Volevano una serie tutta loro, con il controllo creativo in mano. Il bar di Boston dove tutti conoscono il tuo nome parte male negli ascolti, rischia la cancellazione, poi diventa un fenomeno: undici stagioni, 275 episodi, e di quegli episodi Burrows ne firma tutti tranne 35. È la consacrazione. Negli stessi anni continua a dirigere altre sitcom per la NBC, da Night Court a Dear John, senza mai abbandonare il suo bancone.
Frasier, Friends e Will & Grace: il re delle commedie anni Novanta
Dal successo di Cheers nasce uno spin-off destinato a fare scuola: Frasier. Burrows ne dirige il pilot e porta a casa l'Emmy alla miglior regia, mentre la serie con Kelsey Grammer colleziona cinque statuette consecutive come miglior commedia. Poco dopo entra in un altro pezzo di storia della tv: dirige quindici episodi di Friends, tra cui quel celebre blackout della prima stagione che gli vale una nomination. Nello stesso periodo firma i pilot di 3rd Rock from the Sun e Dharma & Greg, lavorando come un artigiano richiesto da mezza Hollywood.

Il rapporto più totale resta però quello con Will & Grace. Dal 1998 in poi Burrows dirige ogni singolo episodio della serie, sia nel ciclo originale durato otto anni sia nel revival che riporta in scena il cast quasi vent'anni dopo. Una fedeltà senza precedenti nel settore. Negli anni seguenti il suo nome compare nei titoli di coda di The Big Bang Theory, Two and a Half Men, Mike & Molly e Man with a Plan, fino al recente Mid-Century Modern del 2025.

Per il pubblico italiano il suo nome è rimasto spesso nell'ombra, schiacciato da quello dei protagonisti. Ma chiunque abbia consumato una stagione di Cheers, di Friends o di Will & Grace ha conosciuto il suo lavoro senza saperlo.