È morto Giorgio Bracardi, la storica voce di Alto Gradimento con Arbore e Boncompagni aveva 93 anni
Giorgio Bracardi è morto a 93 anni. La notizia è arrivata nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 12 ottobre, dai familiari. Il musicista, cantante e attore comico romano era ricoverato in una casa di riposo a Fiano Romano dalla scorsa primavera, dopo la frattura di un femore. Con lui se ne va uno degli ultimi testimoni di Alto Gradimento: Gianni Boncompagni, Mario Marenco e il fratello Franco Bracardi non ci sono più, della squadra che inventò la radio dell’assurdo resta soltanto Renzo Arbore.
Dal pianoforte all’uccellaccio del Nicaragua
Nato a Roma il 3 maggio 1933, Bracardi era cresciuto letteralmente dentro i teatri: il padre Glauco, tenore, aveva gestito per alcuni anni il Salone Margherita. La musica è arrivata prima della comicità. Per anni ha girato il mondo come pianista, accompagnando tra gli altri Maurice Chevalier e José Feliciano, e negli anni Sessanta ha scritto per la RCA, arrivando anche al Festival di Sanremo come autore.
La svolta porta la data del 1970, quando Arbore e Boncompagni lo chiamano in un programma radiofonico che fino a quel momento stentava a decollare. Lì Bracardi costruisce una galleria di personaggi che non avevano bisogno di una battuta per far ridere: bastavano una voce sgraziata, un nome improbabile, un tic. Nascono così Scarpantibus, l’uccellaccio del Nicaragua, il petulante cronista Max Vinella, il colonnello Buttiglione e il gerarca Catenacci. Lui stesso, anni dopo, ricordava che quella trasmissione era rimasta in onda per undici anni, sette giorni su sette: “Fu qualcosa di irripetibile”.
Dal professor Marcellini a Lucio Smentisco
Il passaggio in televisione allarga il pubblico. Nel 1979, nella domenica di Raidue con Tutti insieme compatibilmente, porta in scena il professor Aurelio Marcellini, monarchico e reazionario, in perenne contrasto con il conduttore Nanni Loy. Il suo “Chettefrega? Chettefrega?” diventa un tormentone. Marcellini torna nel 1984 a Pranzo in Tv con Luciano Rispoli su Rai Uno, e l’anno successivo Bracardi ritrova Arbore in Quelli della notte, il programma che ha riscritto le regole della seconda serata italiana.
Seguono Pronto, chi gioca? su Rai 1 nel 1987, con Enrica Bonaccorti e Giancarlo Magalli, e dal gennaio 1989 Chiappala chiappala su Rai 2, che conduce e interpreta. Nel 1995 approda a Striscia la notizia nei panni di Lucio Smentisco, immaginario portavoce di Silvio Berlusconi che rispondeva a colpi di pernacchie. Nel 2001 è tra i volti di Stracult, il programma di culto ideato da Marco Giusti per Rai 2.
Le canzoni, il cinema e la voce di Cattivik
Accanto alla comicità, Bracardi non ha mai smesso di scrivere musica. Tra i suoi brani restano Via Veneto, In Galera!, Che Felicità, Béccate questa e Cacamucaz amore mio, quest’ultima legata al film La gorilla. Al cinema era stato protagonista di Vinella e Don Pezzotta nel 1976, aveva vestito i panni di Re Priamo nell’Odissea televisiva del 1991 e nel 2008 aveva prestato la voce a Cattivik nella serie animata trasmessa da Mediaset. Un percorso che teneva insieme radio, tv, palco, sala d’incisione e doppiaggio, senza mai cambiare davvero registro.