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È morta Sydney Towle, l’influencer aveva 26 anni e combatteva contro un tumore raro

Aveva appena 26 anni Sydney Towle, l’influencer che era diventata popolare sui social quando aveva coraggiosamente deciso di raccontare pubblicamente la sua battaglia contro il colangiocarcinoma, un tumore dei dotti biliari considerato estremamente raro tra le persone della sua età.
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È morta ad appena 26 anni Sydney Towle, l'influencer originaria del Massachusetts, negli Stati Uniti, diventata famosa per avere deciso di raccontare coraggiosamente sui social la sua battaglia contro un tumore estremamente raro tra le persone della sua età: il colangiocarcinoma, una malattia che colpisce i dotti biliari. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dalla famiglia, che ha annunciato la morte di Sydney a tutte quelle persone che negli ultimi tre anni l'avevano seguita durante la sua faticosa battaglia. "Una figlia, una sorella e un'amica per moltissimi", si legge nel messaggio pubblicato dai suoi cari, "Siamo orgogliosi di quanto duramente tu abbia combattuto".

Era stata lei stessa a raccontare, in un'intervista rilasciata a People, di essersi ammalata di una tipologia di tumore che in genere colpisce persone sopra i 50 anni, pur avendo una prevalenza molto bassa nella popolazione generale. Attraverso Instagram e TikTok, Sydney aveva scelto di documentare la sua quotidianità, fatta di speranza, resistenza, terapie convenzionali, interventi chirurgici e sperimentazioni cliniche alle quali si era sottoposta nella speranza di trovare una strada che le consentisse di guarire. Era stato il fratello, il 4 agosto scorso, ad annunciare che Sydney era stata ricoverata in un centro per le cure palliative dopo che i medici che si erano occupati di lei avevano stabilito che non si potesse fare altro. Attorno a lei c'erano i familiari e gli amici più cari, che hanno voluto accompagnarla tenendole la mano fino al suo ultimo giorno.

La speranza da una sperimentazione clinica con i TIL

Sydney rappresentava un raggio di speranza per coloro che avevano condiviso la sua stessa battaglia. A maggio, pochi mesi prima della morte, era stata protagonista di una sfilata di costumi da bagno pensati per le donne che avevano affrontato interventi chirurgici e chemioterapia. Lei stessa aveva fatto fatica ad accettare i cambiamenti del suo corpo durante le cure e aveva scelto di prestare la propria immagine a quell'iniziativa per incoraggiare altre donne ad accettare quei segni e trovare un modo per convivere con le cicatrici lasciate dalla malattia.

A maggio, purtroppo, la giovane aveva scoperto che il tumore si era diffuso oltre il sito iniziale, colpendo anche il peritoneo, la membrana che riveste l'addome e il bacino. Fu a quel punto che il suo oncologo le consigliò di sospendere le terapie. Sydney, però, si era rifiutata di arrendersi e si era rivolta a un altro medico che aveva accettato di inserirla in una sperimentazione clinica basata sui TIL, i linfociti infiltranti il tumore, una delle strategie verso cui l'oncologia sperimentale sta orientando sempre più risorse nella ricerca di nuove cure per i tumori solidi. Si sperava che il trattamento riuscisse a innescare una risposta immunitaria sufficiente a portarla in remissione.

Migliaia gli utenti ispirati dal coraggio di Sydney Towle

A giugno, tuttavia, la terapia aveva dimostrato di non produrre gli effetti sperati dal team che la seguiva. Sono migliaia le persone che negli anni hanno accompagnato il percorso di Sydney, ringraziandola giorno dopo giorno per il coraggio e la forza che aveva saputo trasmettere a chi si trovava a combattere la sua stessa battaglia.

Che cos’è il colangiocarcinoma e perché nel caso di Sydney era considerata una malattia rara

Il colangiocarcinoma è un tumore maligno che origina nei dotti biliari, i piccoli canali che trasportano la bile dal fegato all'intestino e che svolgono un ruolo fondamentale nella digestione. Negli Stati Uniti vengono diagnosticati ogni anno circa 8mila nuovi casi e la malattia colpisce soprattutto gli anziani: l'età media alla diagnosi supera i 65/70 anni. I casi tra i giovani adulti sono eccezionalmente rari. Secondo i dati del programma americano SEER, nella fascia d'età compresa tra i 25 e i 44 anni l'incidenza è di appena 0,5 casi ogni 100mila persone, un dato decine di volte inferiore rispetto agli over 65. È anche per questo che la storia di Sydney Towle, che aveva ricevuto la diagnosi a soli 23 anni, ha attirato l'attenzione di medici e pazienti in tutto il mondo, diventando uno dei volti più noti della sensibilizzazione su questo raro tumore.

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