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Clizia Incorvaia replica alla moglie di Sarcina: “Astiose inesattezze, non era con noi quando eravamo sposati”

Fanpage.it riceve e pubblica la replica di Clizia Incorvaia alla moglie del suo ex Francesco Sarcina. Le parole arrivano a seguito dell’intervista fatta a Nayra Garibo in data 20 gennaio 2026. “Smentisco queste astiose inesattezze, fortunatamente per lei non ha vissuto con noi quando ancora eravamo sposati”.
A cura di Eleonora D'Amore
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Fanpage.it riceve e pubblica la replica di Clizia Incorvaia alla moglie del suo ex Francesco Sarcina. Le parole arrivano a seguito dell'intervista fatta a Nayra Garibo in data 20 gennaio 2026. In tale occasione, la modella aveva voluto difendere il marito e spiegare la sua versione dei fatti. Incorvaia ci scrive tramite il suo legale, l'avvocato David Leggi, che ci ha inoltrato le sue dichiarazioni.

Non posso non smentire le astiose inesattezze, volendo essere garbati, contenute nelle dichiarazioni della sig.ra Garibo che, fortunatamente per lei, non ha vissuto insieme a me e il signor Francesco Sarcina quando ancora eravamo sposati. È giusto concederle il beneficio del dubbio, come a tutti coloro ai quali un episodio, un fatto o la fine di un rapporto viene “raccontato” – da una sola delle parti – e se ne fanno promotori, per atto di fede, come se fosse la pura verità. Ho sempre scelto di non rendere pubblico ciò che è meglio rimanga “privato” nell’interesse di mia figlia Nina e, forse, anche di altre persone che ne subirebbero indirettamente (e incolpevolmente) le conseguenze e non intenderò venir meno, almeno oggi, a questo mio personale impegno per contraddire chi potrebbe non sapere. Le medesime ragioni di tutela che, anni fa, mi hanno trattenuta proprio dall’“andare in Questura” e che oggi, laddove ingiustamente accusata di “diffamare” qualcuno, non avrei problemi a superare. Sarò ben lieta, dunque, di documentare dinanzi all’Autorità Giudiziaria come sono andate effettivamente le cose, laddove dovessi esser chiamata a “difendermi” per l’iniziativa, però, di chi non può non sapere la verità e, ciononostante, decida di denunciare il falso, assumendosene conseguentemente la responsabilità. Mi sia consentita, infine, una piccola parentesi in ordine alla frequentazione della piccola Nina con il papà: vi è un documento sottoscritto da me e dal sig. Sarcina che regola il sacrosanto diritto di Nina di vedere il proprio padre, sia a Milano che a Roma. Osservarlo a me non sembra né un “ricatto morale” né una “pressione continua”. E per capire se sia stato osservato o meno, anche in questo caso, esistono i documenti, non le parole. Vi ringrazio per avermi concesso questo piccolo spazio, non certo per la “mia visibilità”, ma per dovere di verità.

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