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Claudio Insegno e Stefano Minotti “esseri immondi” e “sterco” dopo essersi sposati: la risposta agli insulti omofobi

Il regista e il modello replicano agli insulti omofobi ricevuti sui social dopo il loro matrimonio, celebrato a Roma da Pino Insegno. Il video ironico in risposta a chi li accusa di stare insieme per convenienza: “Se Insegno avesse fatto l’operaio, Minotti avrebbe sposato un altro” e a chi li ha definiti “esseri immondi, sterco dell’essere umano”.
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Sabato scorso, Claudio Insegno e Stefano Minotti si sono uniti civilmente a Villa Domus Urania, in provincia di Roma. La cerimonia è stata officiata dal fratello del regista, il conduttore Pino Insegno. La coppia ha celebrato l'unione davanti a familiari e amici, tra cui diversi volti del mondo dello spettacolo come Antonella Elia, Milena Miconi, Imma Battaglia e Barbara Foria. I video dell'evento, tuttavia, hanno registrato nelle ore successive numerosi insulti rivolti alla coppia, focalizzati in particolare sui 31 anni di differenza d'età e sulla statura dei due sposi.

La replica agli insulti su Instagram

Claudio Insegno e Stefano Minotti hanno deciso di rispondere via social alle critiche e agli insulti omofobi comparsi sotto i post del matrimonio. Lo hanno fatto pubblicando un secondo video in cui, tramite brevi sketch, riprendono e recitano i commenti ricevuti. Nel filmato i due ironizzano su chi sostiene che la relazione sia legata al cognome del regista ("Scommettiamo che se Insegno si chiamava Rossi e faceva l’operaio, il modello si sarebbe sposato un altro?"), rimettendo in scena la situazione. Con lo stesso tono, la coppia mostra sia i messaggi più violenti ("Questi esseri immondi sono lo sterco dell’essere umano") sia le battute sull'altezza, come quella di chi ha scritto che "almeno potevano scegliersi alti uguali".

Le promesse di matrimonio durante la cerimonia

Nel corso della celebrazione, prima che si sollevasse il dibattito, ha avuto luogo lo scambio delle promesse. Insegno si è rivolto alla sua metà con un discorso incentrato sulla condivisione della quotidianità e sul valore del loro legame:

Prometto di fingere interesse quando mi farai vedere per la quarta volta I Cesaroni, dicendomi che ogni volta è come la prima volta. Prometto che non ti prenderò mai il cibo dal tuo piatto, nemmeno quando avrò tanta fame, poi prometto di togliermi le scarpe quando entrerò dentro casa, anche quando non ci sei […]. Tutte queste promesse strane, solo perché da quando stai con me la vita mi appare meno stancante, perché con te anche i silenzi tengono compagnia, ecco perché mi manchi quando non ci sei. Perché senza parlarti mi manca l’aria, quando ci sei tu mi viene più facile vivere.

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