Barbareschi replica a Ranucci: “Non ho intascato niente. Lui mi annoia, è un finto eroe che finirà nel nulla”

La querelle tra Luca Barbareschi e Sigfrido Ranucci continua. Dopo l'exploit del conduttore risentito perché il giornalista non aveva annunciato il suo programma, Allegro ma non troppo, che segue Report nella programmazione della domenica sera, c'era stato un contrattacco da parte di Ranucci che ha chiuso la trasmissione con un'inchiesta in cui è coinvolto proprio l'attore e regista. La risposta, sulle pagine del Corriere della Sera, non è tardata ad arrivare.
Barbareschi ribatte all'inchiesta di Report sull'Eliseo
Nella puntata di domenica 18 gennaio di Report, l'inchiesta di chiusura è stata dedicata ai finanziamenti pubblici concessi al Teatro Eliseo di Roma, tra il 2017 e il 2022, la cifra era di 13 milioni di euro, di cui 8 milioni concessi grazie a un emendamento bipartisan. Il giornalista, contattato dopo la messa in onda, non ha voluto commentare oltre, limitandosi a dire: "Non ho altro da aggiungere, volevo solo ribadire la verità. Nessuno ha spiato nessuno, ho solo fatto leggere i bilanci a Bellavia". A precisare la sua posizione, soffermandosi sul contenuto dell'inchiesta e replicando alle accuse, è invece Luca Barbareschi:
La differenza tra me e Ranucci è che io faccio una trasmissione aspirazionale, divertente e culturale. Lui è solo buono a creare maldicenze. La legge sull'Eliseo non l'ho fatta io, ma è stata pensata quando era premier Paolo Gentiloni, con il ministro della Cultura Dario Franceschini e quello dell'Economia Pier Carlo Padoan. Poi si sono inventati che era scritta male e che i soldi andavano restituiti. Preciso che non mi sono messo in tasca nemmeno un euro, li ho usati tutti per il teatro.
Non manca, inoltre, un giudizio di merito nei confronti del programma d'inchiesta e di colui che, ormai da anni, ne è il volto: "Ranucci mi annoia, l'ho ribattezzato Torpor. Milena Gabanelli faceva una bella trasmissione, lui no. Ed è un impiegato della Rai come me. Però è maleducato, il programma successivo si lancia sempre, ce lo insegnò Berlusconi". Infine aggiunge: "Non gli voglio male. È uno dei tanti finti eroi che poi finiscono nel nulla. Lo sfido a duello. A cazzotti o con la spada, scelga lui".