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Youma: “Mi scambiarono per Naomi e l’errore mi aprì le porte della tv. Costanzo mi voleva bene”

Intervista all’ex modella che divenne celebre in Italia alla fine degli anni ’90: “Una giornalista mi confuse con la Campbell e cominciarono a presentarmi come sua sosia. Non avevo l’ambizione di finire in televisione. Ballando con le Stelle esperienza splendida”. Ma quella al “Gioco dei 9” non fu delle migliori: “Mi vergognavo di fare la valletta, me ne andai dopo pochi mesi”.
A cura di Massimo Falcioni
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Modella, attrice ed una notevole somiglianza con Naomi Campbell che le ha aperto le porte della televisione e che, al contempo, l’ha anche penalizzata. “Una giornalista di moda mi scambiò per lei e pubblicò un articolo sbagliato”, racconta Youma Diakite a Fanpage.it. “Si accorse solo dopo dell’errore e quel refuso generò curiosità su di me. In Italia vollero sapere chi fosse questa ragazza tanto simile a Naomi e cominciarono a presentarmi come la sua sosia”.

Un orgoglio e anche un limite oggettivo: “Era un bel riconoscimento, ma pure un approccio un po’ offensivo. Avevo alle spalle decenni di lavoro come modella, invece sembrava che la mia carriera fosse finalizzata ad essere la sua controfigura. Si era trattato semplicemente dell’errore di un cronista”.

Classe 1971, Youma è nata in Mali e cresciuta a Parigi, dove si è trasferita a 7 anni:Fu una classica storia di immigrazione. Il mio papà si trasferì in Francia in cerca di occupazione e, quando si sistemò, tutta la famiglia lo raggiunse. Tutta la mia giovinezza la passai là. Nonostante non fossi mai andata a scuola prima di allora, mi integrai subito. Dovetti imparare a leggere e a scrivere. Per insegnare ai bambini a nuotare spesso si consiglia di buttarli in acqua. A me capitò la stessa cosa”.

La svolta arrivò ad un passo dal raggiungimento della maggiore età: “A 17 anni cominciai a lavorare per Benetton nella campagna più ambita dalla moda a livello mondiale. Diventai il volto dell’azienda e da quel momento il mondo intero iniziò a volermi. Girai il mondo e feci tappa in America, in Giappone e in Sudafrica. Diciamo che in Italia ci arrivai sul finale di carriera da modella”.

Il primo approccio col nostro Paese?

Alla settimana della moda, durante la sfilata di Burani. Non parlavo una parola di italiano. Fu lì che la giornalista mi confuse con la Campbell.

In compenso ti notò Maurizio Costanzo.

Esatto. Mi volle assolutamente a ‘Buona Domenica’ e mi presentò proprio come la sosia di Naomi. Questa cosa rimase per tutto il tempo.

Senza l’errore di quella giornalista non ti si sarebbero aperte le porte dello spettacolo.

Mi ha permesso di approdare in televisione, ma per il motivo sbagliato, tra virgolette. E, ad essere sincera, nemmeno avevo tutta questa ambizione di finirci. Fu una situazione dolceamara.

In che senso?

Come ti dicevo, mi fece entrare nel mondo della televisione, chiudendomi di conseguenza quello della moda, che era molto più snob. Finire in tv come indossatrice sarebbe stato differente. Una volta una persona mi disse: ‘In Italia non è importante sapere perché parlano di te. L’importante è che ne parlino’. Aveva ragione. Qua chiunque può diventare noto e a me questa cosa ha sempre scioccato. Non ho questa cultura.

La popolarità fu immediata e dirompente.

Affrontai un periodo di depressione, non volevo più uscire di casa. Ero in televisione quasi tutti i giorni e non riuscivo a giustificarlo. Mi sentivo quasi in colpa.

Addirittura.

Venivo da un mondo diverso, dove si diventava noti per aver fatto qualcosa. Ho vissuto male quella fase, probabilmente non ero preparata.

In effetti, ad un certo punto diventasti onnipresente.

Facevo ‘Buona Domenica’, poi due-tre volte a settimana andavo al ‘Maurizio Costanzo Show’. Per non parlare dei mille servizi in cui comparivo. La televisione era diventata un lavoro a tempo pieno.

A “Buona Domenica” parlavi poco.

Feci qualche stagione, fino a quando non mi andò più. Andare là a non fare niente non era formativo. Qualcuno sarebbe stato contento, ma io mi rompevo (ride, ndr). Di questo tipo di celebrità non sapevo cosa farmene. Sono una persona discreta. Sai, c’è una grande differenza tra le persone che inseguono un sogno e quelle che vengono portate nel sogno. Io quel sogno non l’ho mai inseguito, mi è capitato. Fu una cosa bella, per l’amor di Dio, ma non lo ritenni mai un punto d’arrivo.

Com’era il tuo rapporto con Costanzo?

Maurizio mi prese tanto a cuore, mi volle davvero molto bene e chiese espressamente che in diretta mi sedessi accanto a lui. Non ho mai capito perché, visto che alla fine scambiavamo poche parole. Prima della puntata c’era la consuetudine di andare a salutarlo in ufficio e quella spesso era l’unica occasione per chiacchierare.

Ti avranno invidiata in molti.

Sicuro. Quando si andava in pubblicità c’era la fila di soubrette che pressavano per piazzarsi al suo fianco. Io ero contenta, dato che allontanarmi da quella postazione significava potermi defilare e distrarmi. Niente da fare: ogni volta chiedeva dove fossi e voleva che mi rimettessi al mio posto.

Milton Morales ha confessato che entrò a “Buona Domenica” grazie a te.

Verissimo. Lo segnalai io al programma. Ballava ed era allegro, come solo i cubani possono essere. La mia aspirazione è sempre stata quella di fare i casting. Mi ha sempre affascinato il dietro le quinte, molto più della telecamera. L’ho fatto con Milton, ma anche con altre persone.

Nel 2001 esordisti al cinema.

Recitai in un episodio di ‘E adesso sesso’ di Carlo Vanzina. Erano tutte storie dedicate al sesso in chiave comica. Fu divertente, mi piace recitare.

L’esperienza al “Gioco dei 9” non fu delle migliori.

Me ne andai dopo pochi mesi, mi vergognavo di fare la valletta, vestita in quel modo e con un vassoio tra le mani. Mi imbarazzava. Non ero a mio agio e dissi espressamente che non mi piaceva l’immagine che davo. Quel fatto forse guastò il mio rapporto con Mediaset, ma non me ne pento. Rifiutai tanti altri lavori per lo stesso motivo.

Tipo?

Ad esempio a ‘Porta a Porta’. Ci ero andata tante volte e un giorno mi chiesero di sfilare in costume da bagno e di rimanerci per l’intera puntata. Obiettai: ‘Scusatemi, questo è un programma serio dove si discute di politica e attualità con personaggi importanti. Perché devo rimanere vestita così?’. E declinai. In ogni caso, conta anche l’età che uno ha. A 18 anni è normale fare la valletta, a 30 no.

Allora perché accettare la proposta del “Gioco dei 9”?

Non era il programma ad essere sbagliato; ero io ad essere sbagliata per quel ruolo. Non mi piaceva presentarmi con la scollatura e la minigonna. Era arrivato il momento di rivestirmi.

Proprio in quel periodo apparisti in “Ocean’s Twelve”.

Fu un cameo. Mi si vede nell’introduzione del personaggio di Vincent Cassel all’interno del Casinò di Montecarlo.

Nel 2005 invece fu la volta di “Ballando con le stelle”.

Un’esperienza splendida, il lavoro più bello che abbia mai fatto in vita mia. Lo rifarei altre mille volte. Non trovo definizioni abbastanza belle per Milly Carlucci, una persona attenta, dolce, carina e gentile con tutti. Partecipai con Giuseppe Albanese e arrivammo quarti. Ricordo che ebbi battibecchi furiosi con Heather Parisi. Mi aveva puntata, ce l’aveva con me. In seguito presi parte al torneo che metteva in competizione i primi quattro delle prime due edizioni e ballai con Samuel Peron.

Youma a Ballando con le stelle nel 2005.
Youma a Ballando con le stelle nel 2005.

In “Resto Umile World Show” collaborasti con Checco Zalone.

Mamma mia che spettacolo! Ero fan di Checco ed ero completamente paralizzata, ti giuro. Per me Zalone è il numero uno, lo amo follemente.

Come fu lavorare con lui?

Grandioso. Checco nella vita è uguale a come appare. Nel lavoro prolunga semplicemente il suo essere. Per la prima volta mi trovai veramente in difficoltà: scoppiavo continuamente a ridere”.

Hai visto “Buen Camino”?

Certo. Li ho visti tutti i suoi film. Il migliore per me rimane ‘Quo Vado’, che resterà negli annali. Se lo riguardo mi ammazzo ancora dalle risate.

Siete rimasti in contatto?

Non l’ho più sentito direttamente, ma ogni tanto si scrive con il mio compagno, Fabrizio Ragone. Lui è di Bari e si conoscono.

Youma Diakite e Checco Zalone in "Resto Umile World Show" (2011)
Youma Diakite e Checco Zalone in "Resto Umile World Show" (2011)

Nel 2019 partecipasti a “L’Isola dei Famosi”. L’avventura durò appena dodici giorni.

Ero restia ad accettare e specificai che se mio figlio avesse mostrato sintomi maggiori a quelli di una semplice mancanza sarei uscita. Con me lontana non mangiava più e non voleva neanche guardare la tv. Il mio compagno informò la produzione che c’era questa situazione in atto e me ne andai. Un conto è il gioco, un altro è la vita reale.

Come ti trovasti in quei pochi giorni di permanenza?

Innanzitutto va precisato che è tutto vero, succede esattamente quello che vedi in televisione. Nessuno mangia di nascosto o a telecamere spente. È una fatica che a casa si può solo immaginare. Persi un chilo al giorno, la fame era tanta. Ma l’aspetto peggiore era la noia. Una volta in confessionale proposi di creare qualcosa che fosse educativo per gli spettatori, tipo un quiz che insegnasse alcune nozioni sul Paese in cui ci trovavamo. Come si fa tutto ad osservare per tutto il giorno gente spiaggiata?

Insomma, non un passaggio memorabile della tua carriera.

In realtà auguro ‘L’Isola’ a chiunque, perché neanche pagando hai la possibilità di vivere una parentesi così estrema e di entrare così profondamente in contatto con te stesso. Detto ciò, per stare tutto quel tempo in quel contesto devi avere coraggio. C’è stata gente che al termine del programma ha salutato in lacrime. Roba da matti (ride, ndr). Comunque non intendo giudicare nessuno, nella vita non ci sono scelte giuste e sbagliate. Ognuno vive la propria esistenza a suo piacimento.

Negli anni sei apparsa in svariate fiction, da “Distretto di Polizia” a “L’ispettore Coliandro”, passando per “Squadra Antimafia”. Sono state però piccole apparizioni in singoli episodi.

Sì. In genere se svolgo un provino per film americani li azzecco, in Italia meno. Infatti gli ultimi progetti sono tutti internazionali.

Il più recente qual è stato?

La serie ‘The Beauty’, disponibile su Disney+. Ci sono attori pazzeschi come Ashton Kutcher e Evan Thomas Peters.

Attualmente cosa fai?

Vivo felicemente a Roma con il mio compagno e i nostri due figli. Continuo a recitare e faccio la mamma.

La televisione italiana ti ha più corteggiata?

C’è da chiarire un aspetto: la tv non è più quella di una volta. Ai miei tempi si parlava di moda, c’era l’intrattenimento, esistevano programmi come ‘Modamare’ o ‘Donna sotto le stelle’. Adesso non si va oltre i reality. Non è che la tv non mi cerca più, il problema è che se volessi lavorare avrei solo quell’opzione. L’unico reality che farei è ‘Pechino Express’. Ma tra qualche anno. Per il resto, il mio sogno sarebbe recitare in una serie italiana.

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