Reazione a catena, Marco Burato dei Tre di Denari: “Oggi sono sposato e lavoro in un’azienda, con i soldi vinti ho preso casa”

I Tre di Denari Marco Burato, Francesco Nonnis e Michael Di Liberto si preparano a tornare a Reazione a Catena in occasione della Sfida dei Campioni, il torneo del programma di Rai1 condotto da Pino Insegno. Sono trascorsi circa dieci anni dalla loro impresa: 35 puntate da campioni e 420mila euro vinti. Fanpage.it ha intervistato Marco Burato, che ha raccontato la sua vita oggi. Ha 36 anni, compiuti il 29 maggio, e si è ormai lasciato alle spalle la brutta vicenda del licenziamento avvenuto dopo l'esperienza televisiva. Attualmente ha un ruolo di responsabilità in un'azienda che progetta e produce moduli LED. Nel 2023 ha sposato Rachele Setola, anche lei ex concorrente di Reazione a Catena con Le regine di cuori.
Marco, ti rivedremo con Francesco Nonnis e Michael Di Liberto nel programma Reazione a Catena – la sfida dei campioni. Con quale stato d'animo sei tornato sul luogo del delitto?
Con tantissima emozione. Mancavamo dal programma da circa 10 anni. Abbiamo partecipato nel 2016, poi abbiamo fatto due Tornei dei Campioni nel 2017 e nel 2019 vincendoli entrambi. Da quel momento si è fermata la nostra presenza a Reazione a Catena. Quando abbiamo ricevuto la chiamata è stato un momento surreale, non ci credevamo. C'è stata molta emozione e anche un po' di preoccupazione. Mancando da tanti anni, correvamo il rischio di fare una figuraccia.
A proposito, quando avete iniziato ad allenarvi, avete ritrovato subito la vostra sintonia o eravate un po' arrugginiti?
C'era una base, però il confronto con quando eravamo in trasmissione era proprio impietoso (ride, ndr).
Questo torneo assegnerà il titolo di "Campioni tra i campioni", che peso ha per te?
È molto, molto importante. Partecipano le squadre più forti di tutte le edizioni. Ci sono generazioni diverse, concorrenti più recenti e altri che hanno partecipato anche quindici anni fa. È stato bello ritrovarci tutti insieme.
Con i Tre di Denari hai partecipato alle puntate condotte da Amadeus, Gabriele Corsi, Marco Liorni e Pino Insegno. A chi di loro ti senti più legato?
Con Amadeus abbiamo fatto 35 puntate più un serale. Ci siamo affezionati a lui perché abbiamo trascorso tanto tempo insieme. Però devo dire che tutti loro hanno un modo diverso e personale di approcciarsi ai concorrenti anche fuori dalle registrazioni. Amadeus, per esempio, è un uomo di spettacolo e quindi intrattiene in un certo modo. Marco Liorni era un po' più soft. Pino Insegno è un bravo comico, fa molto ridere e anche l'interazione con i concorrenti è coinvolgente. Fa battute, intrattiene, scherza. Giocare così è piacevole perché ti senti sempre nel vivo della puntata.

Facciamo un passo indietro. Nel 2017 raccontasti a Fanpage.it di essere stato licenziato insieme a Francesco e Michael, dopo la partecipazione a Reazione a Catena. Cosa è successo nella tua vita professionale in questi nove anni?
Mi sono stabilizzato per fortuna (ride, ndr). Devo dire che all'inizio non è stato facile perché la notizia del licenziamento era finita ovunque, persino in televisione, quindi lo sapevano anche nelle aziende in cui facevo i colloqui. Non sempre la cosa era vista bene. Alcuni pensavano che avessimo anteposto la televisione al lavoro, ma in realtà non è andata così. Quindi in alcuni colloqui ho fatto fatica, mi dicevano: "Guarda, ci interessi, ma non ce la sentiamo di assumerti". Come dicevo, all'inizio è stata dura. Non ci aspettavamo né il licenziamento, né che ci fosse un pregiudizio per quello.
Poi la situazione si è sbloccata.
Dopo un paio di mesi ho trovato un'opportunità per rientrare nel mondo del lavoro. È durata qualche mese. Poi, nel 2018, c'è stata la svolta effettiva. Ho iniziato a lavorare per l'azienda Redmade che progetta e produce moduli LED. Sono quasi otto anni che lavoro lì. Ho fatto carriera e ho un ruolo di responsabilità. Quindi alla fine è andata bene così. Il mio capo attuale non ha mai avuto pregiudizi sulla mia partecipazione a Reazione a Catena. In fondo è un programma culturale. Anche quando mi hanno riproposto di partecipare quest'anno, la cosa non gli è pesata. Anzi, mi ha dato l'in bocca al lupo.
Quindi non lavori più con Francesco e Michael?
No, abbiamo preso strade diverse. Anche Francesco è rientrato nel mondo del lavoro gradualmente. Dopo una serie di opzioni, ha trovato un'occupazione che svolge ancora oggi. Michael ha scelto di fare un anno sabbatico per dedicarsi alla famiglia. Poi ha trovato lavoro e ora è nella stessa azienda da 7 anni.
Eri anche un insegnante di danze caraibiche, lo fai ancora?
Ho dovuto sospendere per una questione di rapporti con quella che adesso è mia moglie. Lei viveva a Napoli, io a Limbiate. All'inizio era una frequentazione a distanza e il fatto che io insegnassi e fossi sempre fuori a far serata non aiutava, dato che già ci vedevamo poco. Poi siamo andati a convivere a Milano. Era un po' distante da dove insegnavo e quindi quel lavoro l'ho abbandonato. Ci vado ogni tanto, magari anche con lei, però non insegno più.
A Reazione a Catena vinceste più di 400mila euro.
420mila.
Immagino che quei soldi ti siano tornati utili in quel periodo di transizione tra il licenziamento e il nuovo lavoro.
Sì, assolutamente. Non è una cifra che ti cambia la vita, ma è comunque una somma importante. Principalmente con quei soldi ho acquistato la macchina perché non ce l'avevo e poi il grosso l'ho utilizzato per acquistare casa. Comprare una casa a Milano non è facile, quindi quella vincita è stata essenziale.
Ricordo che avevate anche preso in considerazione l'idea di aprire un pub e chiamarlo I tre di denari.
Appena abbiamo ricevuto la notizia del licenziamento, abbiamo valutato la possibilità di buttarci nel mondo dello spettacolo. Abbiamo fatto qualche provino, però non è andata bene. Quindi ci siamo detti: "Proviamo ad aprire qualcosa noi". Eravamo giovani e abbiamo sottovalutato l'impegno economico. Con la cifra che avevamo vinto pensavamo di stare tranquilli, in realtà bastava appena per avviare il locale per qualche mese. Era una cosa troppo grossa per noi, non avevamo esperienza. Era un passo azzardato. Quindi ci abbiamo provato, ma alla fine ha prevalso il buonsenso. O adesso saremmo in mezzo a una strada (ride, ndr).
Dicevi che avete fatto anche dei provini. Di che genere?
Per fare i co-conduttori di un programma di Rai1. Avremmo dovuto essere una sorta di spalla per il conduttore. Però eravamo giovani, avevamo un piglio diverso. Non eravamo pronti in quel momento.
Avete anche realizzato un'app chiamata Allenamento vincente in cui gli utenti possono allenarsi con giochi ispirati a Reazione a catena.
Stiamo valutando se apportare delle modifiche e aggiungere nuovi giochi. In fondo anche il programma è cambiato. Abbiamo in mente anche una nuova app per fare da coach alle squadre. Ci stiamo pensando.
L'ultima volta che ti ho intervistato, gli spettatori facevano petizioni per vederti sul trono di Uomini e Donne. Ti ritrovo sposato.
Mi sono bruciato la piazza (ride, ndr).

Nel 2023 sei convolato a nozze con un'altra concorrente di Reazione a Catena, Rachele Setola delle Regine di Cuori. Come sono stati questi primi tre anni di matrimonio?
Impegnativi, come tutti i matrimoni. Noi già convivevamo da parecchi anni, quindi le nozze non hanno cambiato molto. Però conservo un bel ricordo del giorno del matrimonio. Siamo sbarcati in costiera dalle sue parti, eravamo in un hotel vista mare. È stato bello condividere la cerimonia con tutti i nostri amici.
State pensando di allargare la famiglia?
Ci stiamo pensando, vediamo, però per adesso ho fatto andare avanti Francesco e Michael. Hanno fatto tre figli a testa (ride, ndr). Devo dire che gli allenamenti che abbiamo fatto a casa loro, con tre bambini attorno, sono stati allenamenti intensivi. Non si capiva niente.
E questo può essere stato un vantaggio per voi in studio.
Infatti in puntata eravamo iper concentrati. Sembrava di stare in un mondo parallelo.
Il mondo dello spettacolo resta un'opzione per te?
Mi piacerebbe fare qualcosa di legato ai viaggi. Con mia moglie viaggiamo tantissimo. Per le nozze abbiamo fatto il giro di mezzo mondo. E ogni anno ci organizziamo per partire. Quindi l'unico reality che mi affascina è Pechino Express.
Con chi lo faresti? Con tua moglie o con Francesco e Michael?
Sono certo che anche i miei due compagni dei Tre di Denari lo farebbero volentieri. Mia moglie non la vedo proprio a fare quel tipo di prove, a mangiare cibi particolari. Se si presentasse la possibilità, probabilmente lo farei con Francesco e Michael. Credo sia anche l'unico programma compatibile con il mio lavoro perché, se non sbaglio, la registrazione durerebbe un mesetto e quindi potrebbe essere fattibile. Mi piace anche Money Road. Gli altri reality, come il Grande Fratello, invece mi sembrano distanti da ciò che sono.
Vuoi aggiungere qualcosa?
Vorrei sottolineare il bel rapporto che si è creato con le altre squadre di Reazione a catena che hanno partecipato a questo torneo. Alloggiavamo nello stesso hotel, vicino agli studi Rai. Abbiamo passato tanto tempo insieme, quindi abbiamo stretto amicizia con tutti. Tra noi c'era una competizione sana, probabilmente dettata dalla consapevolezza di sfidare le squadre più forti di sempre.