Michael Di Liberto dei Tre di Denari: “Licenziato dopo Reazione a Catena, per un anno mi sono goduto i miei figli”

Michael Di Liberto torna a Reazione a Catena con Marco Burato e Francesco Nonnis dei Tre di Denari. Nella puntata in onda oggi, mercoledì 10 giugno, la squadra più amata del programma condotto da Pino Insegno si cimenterà con il torneo che assegnerà il titolo di "Campioni fra i campioni". In un'intervista rilasciata a Fanpage.it, Michael ha ripercorso questi anni trascorsi lontano dal piccolo schermo. È sposato con Daniela e ha tre figli: Giovanni che ha 11 anni ed è già un piccolo genio, Nicole che ha 8 anni e la terzogenita Giada, nata un anno fa.
La partecipazione a Reazione a Catena, avvenuta nel 2016 e nel 2017, ha segnato un punto di svolta. All'epoca lavorava nella stessa azienda di Marco Burato e Francesco Nonnis. Il loro datore di lavoro fu perentorio: "Se andate in TV, vi licenzio". Dopo una lunga riflessione, i tre concorrenti decisero di cogliere comunque quell'opportunità e fecero bene perché vinsero 420mila euro: "Con quei soldi mi sono sposato e ho preso una casetta al mare". Ma non è tutto.
Dopo avere perso il lavoro, Di Liberto ha preso un'altra decisione importante. Contando su un gruzzoletto che aveva messo da parte, ha scelto di concedersi un anno sabbatico e di trascorrerlo in compagnia di sua moglie e dei figli: "Per me essere presente con loro è tutto". Poi ha trovato un'altra occupazione. Attualmente lavora in un'azienda a Monza che si occupa di antenne, in particolare Michael gestisce il reparto riparazioni. Il suo capo è orgoglioso di lui e anche dei suoi trascorsi in TV. Non mancano i sogni nel cassetto: riaprire un giorno la sua scuola di ballo e partecipare a Pechino Express con Marco Burato e Francesco Nonnis.
Michael, come hai reagito quando hai ricevuto la chiamata per tornare a Reazione a Catena?
L'ha ricevuta Francesco e ci ha informato: "C'è la possibilità che ci sia un torneo per festeggiare i 20 anni di Reazione a Catena". Ero super gasato, non vedevo l'ora di ritornare anche perché mancavamo dal programma da tanti anni. In quello studio abbiamo vinto diversi tornei e quindi immaginavamo che prima o poi ci avrebbero richiamati. Ero davvero entusiasta, felicissimo e attendevo che la cosa si concretizzasse.
A Reazione a Catena avete vinto davvero tutto. Immagino, però, che abbia un sapore diverso partecipare a questo torneo che coinvolge le squadre più forti di tutte le edizioni.
È stato ancora più emozionante. Prima del torneo abbiamo fatto una call con tutte le squadre e abbiamo visto che partecipavano davvero i più forti. E questo è stato uno stimolo per noi per cercare di fare del nostro meglio.
Gli spettatori non vi hanno dimenticato e hanno reagito con affetto ed entusiasmo alla notizia che ci sareste stati anche voi.
È stato inaspettato. Dopo tanti anni non immaginavamo che la gente si ricordasse di noi. Sembra che abbiano legato un po' il nome di Reazione a Catena a quello dei Tre di Denari.

Marco Burato, in un'intervista rilasciata a Fanpage.it, ha dichiarato che è stato complicato allenarsi per questo torneo.
Confermo. Lo è stato per diversi motivi. Innanzitutto per la gestione del lavoro. Prima lavoravamo insieme quindi ci allenavamo una volta finito il turno. Adesso abbiamo orari diversi. Magari io finisco alle 16, Marco alle 18, Francesco alle 19:30. Poi abbiamo vari impegni legati alle attività sportive dei bambini. È stato difficile organizzarsi infatti molti allenamenti li abbiamo fatti col PC da remoto. Poi però ci vedevamo anche a turno a casa di ciascuno di noi. I problemi sorgevano a casa mia e di Francesco (ride, ndr).
Come mai?
A casa nostra diventava un allenamento intensivo perché i bambini scorrazzavano, piangevano, si buttavano sul PC. Ci chiedevano: "Cosa fate?".
Tu e tua moglie Daniela avete tre figli.
Esattamente. Il primogenito Giovanni ha 11 anni, Nicole ha 8 anni e Giada, che è l'ultima arrivata, ha un anno. E poi abbiamo anche un Border Collie che è stato quello che ha disturbato di più. Andava continuamente da Marco e Francesco a chiedere coccole (ride, ndr).
Che padre sei con i tuoi bambini?
Cerco di essere molto presente. Giovanni e Nicole giocano a pallone. Si allenano quasi tutti i giorni e io voglio esserci nelle loro attività, a scuola, aiutarli a fare i compiti. Mi hanno visto in televisione e sono super orgogliosi di me. Giovanni, che è il più grande, è bravissimo nei giochi di Reazione a Catena. Non vede l'ora di compiere 18 anni per provare a partecipare. È molto intelligente, sicuramente non avrà problemi. Dal canto mio cerco di dare il massimo per loro.
Dopo le 35 puntate da campione a Reazione a Catena, hai deciso di concederti un anno sabbatico.
C'era stato il licenziamento. Il nostro capo ci ha messo davanti a un bivio: "Se andate a Reazione a Catena, vi licenzio". Abbiamo fatto le nostre riflessioni: i soldi vinti l'anno precedente, l'opportunità di trovare un nuovo lavoro, il fatto di poter vincere altri soldi. Abbiamo messo tutte queste cose sul piatto della bilancia e ci siamo detti: "Corriamo il rischio, proviamo ad andare di nuovo e vediamo cosa succede". Siamo andati e ci ha licenziato.
Quindi hai maturato la decisione di fermarti per un po'.
Avevo un gruzzoletto da parte che mi faceva da paracadute e ho deciso di trascorrere un anno con la mia famiglia. Quindi con Giovanni e Nicole che era nata da poco. Mi sono goduto i miei figli e, se devo essere sincero, dopo non ho trovato difficoltà a trovare lavoro. All'inizio, però, ho omesso nel curriculum di aver partecipato a Reazione a catena, ma quando facevo i colloqui mi riconoscevano.
Come reagivano? Nel caso di Marco Burato, qualcuno ha manifestato dei pregiudizi. È stato lo stesso anche con te?
Nel mio caso erano felicissimi di questa cosa. Mi dicevano: "Perché non lo metti nel curriculum? È un valore aggiunto, vuol dire che sei una persona di cultura". Il mio attuale capo la vede in questo modo, infatti per lui sono un fiore all'occhiello. Quando vengono i fornitori, alcuni mi riconoscono e gli chiedono di me e lui ha sempre una parola gentile: "Sono dei bravi ragazzi, intelligentissimi". Per lui è un vanto.
Di cosa ti occupi oggi?
Lavoro in un'azienda a Monza che si chiama Faini Antenne e si occupa sia di ponti radio che antenne Wi-Fi. Nello specifico io gestisco il reparto riparazioni.

A Reazione a Catena avete vinto 420mila euro. Con la tua parte ti sei tolto qualche sfizio?
Se li è tolti mia moglie (ride, ndr). Con quei soldi ci siamo sposati. Ha avuto carta bianca e ha organizzato un mega viaggio di nozze. Siamo andati ai Caraibi in crociera. Quindi la cifra vinta l'abbiamo spesa per il matrimonio, per il viaggio e anche per una casetta al mare dove trascorrere le vacanze.
Marco Burato ha dichiarato su Fanpage.it che gli piacerebbe partecipare con te e Francesco a Pechino Express.
Io sono prontissimo. Ho sempre avuto un'indole abbastanza televisiva. Da ragazzo avrei voluto frequentare una scuola di teatro ma mia madre mi frenò: "Ma cosa fai? Mica è un lavoro". Però mi sento sempre a mio agio negli studi televisivi. Per me sarebbe bello poter fare un'avventura del genere, soprattutto con loro.
Dato che sei un ottimo ballerino, anche Ballando con le stelle potrebbe essere un'opzione.
Dai 10 ai 26 anni ho ballato danze standard. Conosco bene Raimondo Todaro, perché ballavo contro di lui. Era mio avversario. Conosco anche il fratello Salvatore che insegna danze standard. Poi ho aperto una mia scuola di ballo con mia sorella e mia cugina. L'abbiamo tenuta aperta per tre anni, andava anche bene poi però tra la partecipazione a Reazione a Catena a la nascita della secondogenita, non sono più riuscito a gestirla. Non lo considero un capitolo chiuso, ma solo messo da parte. Mi piacerebbe partecipare a Ballando con le stelle anche se forse sono fuori allenamento perché non ballo da un po'. Pechino Express, però, resta il nostro sogno.
Vuoi aggiungere qualcosa?
Tornare a Reazione a Catena è stato bellissimo. È stata un'occasione per rivedere i miei due amici, Marco e Francesco. A causa degli impegni lavorativi e personali ci vediamo ben poco di solito. Una volta al mese ci organizziamo e andiamo a mangiare qualcosa. Invece grazie a Reazione a Catena abbiamo passato molto più tempo insieme e sembrava di essere tornati ai vecchi tempi.