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Reazione a Catena, Francesco Nonnis sulla vittoria dei Tre di Denari: “È un onore, non importa non aver vinto i soldi”

Intervista a Francesco Nonnis: “Dedico la vittoria a mia madre. I miei tre figli hanno fatto il tifo per me”. Con Marco Burato e Michael Di Liberto ha vinto il torneo per i vent’anni di Reazione a Catena. I Tre di Denari sono entrati nella storia del programma di Rai1. Purtroppo nel gioco finale hanno perso i 128mila euro accumulati, ma ciò non ha reso la vittoria meno dolce.
Reazione a catena, i Tre di Denari Marco Burato, Francesco Nonnis e Michael Di Liberto
Reazione a catena, i Tre di Denari Marco Burato, Francesco Nonnis e Michael Di Liberto

I Tre di Denari hanno vinto il torneo che celebra i vent'anni di Reazione a Catena. Francesco Nonnis, Marco Burato e Michael Di Liberto hanno sfidato le squadre più forti di tutte le edizioni. Dopo una finale mozzafiato con i Dai e dai, hanno conquistato il titolo di "Campioni dei campioni" entrando a tutti gli effetti nella storia del programma di Rai1. Fanpage.it ha intervistato Francesco Nonnis. Il concorrente si è raccontato: l'emozione vissuta alzando il trofeo e la sua vita intensa tra i tre figli, il lavoro in una multinazionale e la passione per il canto.

Francesco, innanzitutto complimenti. Con i Tre di Denari avevi già vinto dei tornei ma immagino che questo abbia un sapore diverso perché celebra i 20 anni di Reazione a Catena.

Sì, ha un sapore particolare perché c'erano squadre storiche che, come noi, hanno vinto dei tornei. È stato impegnativo, era un livello davvero alto. A maggior ragione vincere è stata una grande gioia.

Avete affrontato avversari fortissimi come i Dai e dai con cui avete disputato la finale.

Ne approfitto per fargli i complimenti. Sono dei fenomeni, dei mostri e stavano facendo una grandissima rimonta. Hanno contribuito a rendere la finale un grande spettacolo.

Nell'intesa vincente avete messo a segno ben 27 parole. Ma quando i Dai e Dai sono partiti a razzo, avete temuto di vedere sfumare la vittoria?

Iniziavamo a tremare (ride, ndr). Eravamo convinti di aver fatto un'ottima prestazione e aspettavamo di vedere se riuscivamo a portare a casa il trofeo. Poi sono partiti a razzo. Sono stati davvero bravi. Nella rincorsa può succedere di sbagliare. Però sì, all'inizio eravamo un po' preoccupati.

Come avete festeggiato questa importante vittoria?

In primis tra di noi. Dopo la registrazione del programma ci siamo visti anche con i Dai e Dai. Abbiamo cenato insieme e abbiamo parlato un po' di tutto, di come abbiamo vissuto questa avventura, delle cose belle e di quelle meno belle. Ci abbiamo riso su.

La cena tra i Dai e Dai e i Tre di denari
La cena tra i Dai e Dai e i Tre di denari

Il trofeo chi ce l'ha adesso?

Questo ce l'ha Michael, il primo l'ho segregato io. Adesso dobbiamo per forza vincerne un altro per Marco.

Vi hanno dato anche una medaglia.

Sì, ne custodiamo una ciascuno.

Dove hai messo la tua?

Sulla coppa che abbiamo vinto la prima volta. Nell'orecchio le ho messo questo orecchino (ride, ndr).

Siete stati sfortunati nel gioco finale. Avete vinto il titolo, ma non i soldi.

Purtroppo è stato un torneo senza denari.

Vi ha deluso un po' il fatto che non siate riusciti a portarvi a casa il montepremi di 128.750 euro?

Ma no, vista l'importanza del torneo a noi interessava fare bella figura e ce l'abbiamo fatta. Poi c'è l'esperienza che ti porti dentro nel giocare e vivere quei momenti. Vincendo il torneo per i vent'anni di Reazione a Catena, i Tre di Denari sono entrati nella storia di questo programma e siamo soddisfatti così. È un onore.

Come è nato il nome Tre di Denari?

All'epoca lavoravamo nella stessa azienda, nei momenti di pausa giocavamo a briscola. Nei vari nomi che abbiamo discusso con la produzione, c'era il tema delle carte che ci accomunava. Ci abbiamo pensato: tre di spade, tre di bastoni…Alla fine abbiamo scelto tre di denari e ci ha portato fortuna.

Oggi sei sposato e hai tre figli. I tuoi bambini ti hanno visto in televisione?

Hanno 6, 4 e 2 anni, però mi hanno visto e tifavano per me: "Bravo papà, bravo!".

Che padre sei con loro?

Giocherellone ma allo stesso tempo un po' severo. Sono molto rigido su certe cose, però mi piace tanto giocare con loro. Oggi stiamo facendo un pranzo in famiglia e mio figlio grande, poco fa, mi ha detto: "Dai papà, giochiamo a Reazione a catena. Io faccio finta di essere Marco". A 6 anni è già bravissimo a rispondere.

Anche Michael Di Liberto ha dichiarato a Fanpage.it che suo figlio ha un talento in questi giochi. State già formando la squadra del futuro.

Esatto, ci stiamo preparando.

Sei sposato con Ilaria.

Sono 9 anni di matrimonio. Abbiamo costruito una splendida famiglia, mi ha sempre supportato, infatti appena le ho detto che ci avevano richiamato a Reazione a Catena e che mi sarei dovuto allenare con Michael e Marco mi ha detto: "Vai tranquillo, forza, mi raccomando, vinci". Prima di partire per Napoli per registrare le puntate, ha fatto fare ai bimbi dei disegni che mi sono portato dietro come portafortuna.

Che lavoro fai oggi?

Mi occupo di controllo di gestione per Samsic Hr Italia, una multinazionale nel settore della somministrazione del personale.

Ti piacerebbe fare altre esperienze in TV?

Devo essere onesto. Ho un sogno nel cassetto che è quasi irrealizzabile. Partecipare a Sanremo. Ho scritto alcune canzoni.

Le hai proposte?

No perché mi sono informato e dovresti andarci con una casa discografica. Il mio amico Anthony Valentino, che suona la chitarra elettrica, mi ha aiutato a produrre due, tre brani ma il mio percorso per ora finisce lì. A parte quello, mi piacerebbe vivere un'avventura come quella di Pechino Express come ha dichiarato anche Marco Burato a Fanpage.it. Un altro programma a cui mi piacerebbe partecipare insieme a Marco e Michael, se dovessero rifarlo, è Stasera tutto è possibile. È un programma simpatico e secondo me saremmo perfetti perché potremmo essere divertenti da vedere.

Per concludere, a chi vorresti dedicare la vittoria del torneo di Reazione a Catena?
A tutta la mia famiglia, ma soprattutto alla mia mamma.

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