Mariana D’Amico in convento dopo Casa a prima vista: “Con le monache ho pianto, la mia storia tra gioia e panico”
Mariana D'Amico, agente immobiliare e star di Casa a prima vista, ha fatto un'esperienza davvero interessante. Ha trascorso tre giorni nel Monastero di Sant'Anna con le monache benedettine di Bastia Umbra. Con loro ha sperimentato una vita all'insegna dell'ora et labora. In un'intervista rilasciata a Fanpage.it ha raccontato come è andata.
La sua storia è caratterizzata da alti e bassi. Dopo l'entusiasmo iniziale, infatti, sono arrivate le prime difficoltà. Quando ha consegnato il telefono, ha avvertito la sensazione di perdere il controllo della sua vita: "Sono andata nel panico". Ma il convento prevede giornate intense, ricche di attività – dalla cucina alla cura dell'orto – e momenti di preghiera. Non c'era tempo per avvilirsi. Le religiose sono state al suo fianco e sono riuscite a coinvolgerla nella loro frenetica quotidianità: "Le guardavo e un po' le invidiavo. Ma sono sempre felici? Non sono pesanti, non fanno le vittime. Io incontro vittime dalla mattina alla sera. Persone infelici che si lamentano continuamente della vita e rompono le scatole".
Quei giorni le hanno regalato momenti talmente introspettivi e intensi da farla piangere ma anche epifanie sulla sua vita: "È un’esperienza che ti segna. Ci ho messo almeno venti giorni per riprendermi. Ti fa vedere le cose sotto un'altra prospettiva".
Mariana D'Amico ha avuto modo di conoscere quattro benedettine molto amate dal pubblico di Food Network, le protagoniste del programma La cucina delle monache: Madre Noemi Scarpa, promessa del basket che ha lasciato il fidanzato e il lavoro per prendere i voti; Suor Myriam D’Agostino, imprenditrice, psicologa, giornalista e teologa; Suor Eleonora Merlo, psicologa e psicoterapeuta e Suor Debora Chinaglia, architetto. L'esperienza di Mariana D'Amico sarà raccontata nello speciale di Real Time Un vip in convento in onda mercoledì 4 novembre alle ore 21:30.
Mariana, come hai reagito quando ti hanno proposto di andare in convento?
Inizialmente non avevo capito bene di cosa si trattasse. Però io sono una che si butta nelle nuove esperienze. Quindi ho reagito con gioia e positività senza sapere ancora bene cosa andavo a fare.
Come è stato il primo approccio con il Monastero di Sant’Anna di Bastia Umbra?
Sono arrivata dopo un lungo viaggio in auto. Mi sono detta: “Mariana, questa sarà la tua casa nei prossimi giorni”. Preciso che io non sono stata accolta come un’ospite, ma ho proprio vissuto con le suore. Mi sono svegliata all’alba con loro. Anzi, mi hanno svegliato (ride, ndr). Alle 5 ero già in piedi e alle 5:30 ero in chiesa a pregare. Ho vissuto con gli orari scanditi dal monastero. La produttrice Tiziana Martinengo mi ha consigliato di staccare il telefono per vivermi l'esperienza appieno. Ho accettato di farlo.
È stato facile?
No, con la vita frenetica che faccio, con due figli a casa, il telefono mi dà la sensazione di avere tutto sotto controllo. L’ho consegnato a Madre Noemi Scarpa e mi sono detta: "Ok, adesso stai perdendo il controllo della tua vita, ma prendi il controllo di te stessa".
Hai dichiarato che la tua più grande paura è fermarti e che ti viene il panico all’idea di mettere un freno alla tua intensa quotidianità. In convento è emersa questa paura?
Devo essere sincera, il primo giorno avevo l’adrenalina addosso. Il secondo giorno, nel pomeriggio, ero in down, non solo perché non avevo il telefono ma anche perché non ero dentro il mio mondo. La mia zona di comfort è un'agenda di appuntamenti da rispettare. Le monache hanno sette momenti liturgici durante la giornata e un sacco di attività. Avevo tanto da fare e poco tempo per pensare, ma comunque ero uscita dalla mia zona di comfort e per questo ero nel panico. Per la prima volta non potevo gestire le mie cose. Sono una persona molto controllante, quindi mi innervosivo. Però ho capito che dovevo apprezzare quello che stavo facendo.
Come hai gestito questa parentesi?
Non maschero mai i miei momenti di down emotivi. Reagisco con freddezza e chiusura. Le monache erano bravissime a coinvolgermi, ma se non mi vivo bene una cosa, me lo leggi in faccia.
Da questo momento di panico è germogliato qualcosa di positivo?
Oggi posso dire che uscire dal solito ritmo è bello. Siamo ormai assuefatti a quello che facciamo. Viviamo di automatismi continui. Io ho rotto lo schema e mi sono abbandonata a vivere un'esperienza diversa, a godermi il piacere delle cose semplici e a dare un peso ai gesti che servono per sostenerti, come raccogliere le uova o cucinare altrimenti la comunità non mangia.

Hai avuto modo di conoscere Madre Noemi, Suor Myriam, Suor Debora e Suor Eleonora. Sono donne che hanno fatto una scelta di vita molto diversa dalla tua. Hai trovato dei punti d’incontro con loro?
Ci accomuna la passione per quello che facciamo. Al monastero ci sono una trentina di monache, non ho avuto modo di conoscerle bene tutte, ma ho notato che ciascuna di loro attraversa la giornata con il sorriso sulle labbra. Anche nel mio caso, non vivo il mio lavoro come un obbligo, una costrizione. Non guardo mai l’orologio. Per me, come per loro, non è lavoro, è vita.
Suor Myriam è una monaca imprenditrice, gestisce un'azienda agricola in cui produce birra e olio. Probabilmente la più affine a te.
Io e lei siamo uscite dal convento. È successo anche questo! Però lontano dalle telecamere. Chiacchieravamo come se fossimo amiche. Abbiamo visitato Assisi di notte ed è stata un’altra esperienza pazzesca. Sono uscita con i vestiti che avevo ricevuto nel monastero. Ed è stato particolare perché vestita così non ero la professionista Mariana, quella l’ho lasciata a Milano. Ero ancora la donna che era immersa nella vita delle monache.
C'è un aspetto di questa esperienza che ti ha colpito particolarmente?
Il lavoro che fanno ogni giorno perché il monastero possa continuare a vivere. La comunità è la loro famiglia. Vivono per la comunità ma anche per il prossimo. Aiutano i poveri che hanno bisogno di cibo. Consolano le persone bisognose che non hanno un lavoro o una casa. Aiutano le vittime di violenza. Per loro l'ospitalità e l'altruismo sono fondamentali. Questo è un altro punto in comune che abbiamo. Anch’io sono molto ospitale e abituata a invitare le persone a casa mia, a farle sentire a proprio agio. Se le mie amiche hanno bisogno di venire da me a dormire, a mangiare, sanno di trovare la porta aperta.
In un video diffuso da Real Time sei in lacrime, cosa è successo?
Mi hanno proposto di fare la confessione. Abbiamo condiviso dei momenti intimi in sagrestia. Mi hanno fatto delle domande che riguardano la mia vita e in maniera del tutto naturale, sincera, mi sono aperta. Per questo ho pianto. Il bello di quando parli con le monache è che non ti senti giudicata. È la prima cosa che ho percepito dalla nostra conversazione. Era come se parlassi a me stessa attraverso di loro. A volte, anche quando sei dallo psicologo, ti capita di temere il giudizio. Nella vita ti senti giudicata costantemente. Ecco, con loro no. Quindi ci sono stati dei momenti molto intimi.
Hai pregato con le monache. Nella tua quotidianità coltivi una dimensione spirituale?
Mia mamma mi ha battezzata, mi ha fatto fare la Comunione, ho fatto la Cresima, andavo all'oratorio, andavo in chiesa tutte le domeniche, quindi ho avuto un'educazione cristiana cattolica. Poi l'ho persa nel tempo. Però ho dei momenti miei di raccoglimento, in cui sono convinta che qualcuno dall’alto mi ascolti e mi supporti. A volte nella mia vita accadono coincidenze che mi fanno pensare a un intervento divino.
In monastero ti sei accostata ad attività come la cura dell’orto e la cucina. Nella tua vita frenetica riesci a ritagliarti momenti simili?
Nel weekend di Halloween mi sono messa a fare i biscotti con mio figlio alle dieci di sera e mi è sembrato di rivivere il momento in cui facevo i biscotti con le monache. Considera che non ho mai preparato dei dolci in vita mia. Mi vergogno anche un po’ a dirlo. Sono la classica donna in carriera, manager, tra telefono e computer, vado nelle case delle persone per venderle. Poi meeting, ufficio, agenti, collaboratori, assistenti. Questo è il mio mondo. Quindi la prima volta che ho fatto dei biscotti è stata con le monache e la seconda con mio figlio. Però c’è stato un momento particolare che ha rievocato un ricordo di quando ero bambina.
Quale?
Ho vissuto la mia infanzia con una zia molto cara che aveva una villa in Toscana con un grande giardino. Mia zia mi ha insegnato l'amore per gli animali e per le piante, per la natura. Avrò avuto 9 o 10 anni e lei mi diceva: "Mariana, tutte le sere devi dare l'acqua alle piante". Quindi avevo questo compitino. Poi mia zia aveva la gallina Carolina in giardino e andava a bere l’uovo fresco tutti i giorni. Vivere l’esperienza dell’orto con le monache mi ha fatto tornare indietro nel tempo, anche se sembravo un po’ fredda e poco entusiasta (ride, ndr).
Sei una donna indipendente che ama lavorare da sola. Come è stato assistere alla vita di comunità, in cui queste donne collaborano ogni giorno.
Devo dire che sono cresciuta con mia mamma, mia zia e mia cugina, quindi tra donne. Mi è sembrato quasi di vivere una continuità della mia infanzia. Mi trovo bene tra donne, credo nel potere della sorellanza.

La tua vita è stata una lunga cavalcata: a 20 anni lavoravi, a 22 anni eri sposata e madre del primo figlio, a 28 anni hai avuto il secondo e nel 2023 sei diventata protagonista di Casa a prima vista. Riesci a ritagliarti dei momenti per prenderti cura di te?
Ho sempre pensato che una donna, per essere completa e avere un equilibrio, non debba privarsi dei piaceri. Prima andavo in palestra quasi tutti i giorni. Adesso non riesco più a farlo perché devo lavorare e stare dietro alla famiglia. Ma per me resta importante la cura del corpo e della salute. Faccio attenzione a cosa mangio. Poi a volte sono libera il lunedì e il martedì e ne approfitto per fare cose diverse dal solito.
Hai già avuto modo di vedere lo speciale "Un vip in convento" o lo vedrai insieme agli spettatori di Real Time?
Sarà una sorpresa anche per me. Ringrazio Warner Bros., Real Time e Milano Produzioni per avermi fatto vivere questa esperienza. Ci tengo a sottolineare che nel monastero mi sono dimenticata completamente delle telecamere. Non ho registrato una puntata televisiva, ma ho vissuto un’esperienza. Io non nasco attrice o conduttrice. Sono una persona normalissima che di professione fa l'agente immobiliare, sono una professionista che dall'oggi al domani è entrata nel mondo della televisione. Però questa esperienza è completamente diversa rispetto a quanto fatto finora. Non avevo una truccatrice o una stylist come succede nel programma Casa a prima vista. Mi svegliavo, mi lavavo la faccia, facevo la coda ed ero pronta, non mi truccavo di certo.
Per concludere, quando sei tornata alla tua vita ti è mancato qualcosa di quei giorni in monastero?
Devo essere sincera, quando sono uscita dal monastero ero felice di riprendere la mia vita. Ma ho iniziato a non dare più le cose per scontate. Anche stare nella tua macchina e ascoltare la tua musica preferita è qualcosa di cui essere grati. Però, sentivo la mancanza dei momenti lenti, interiori, in cui ti ascolti. Tutti dovrebbero approfittare dei momenti di detox della propria vita, detox dalla routine, dall’influenza delle amiche, dal capo che ti chiama, dai ritmi frenetici. Da una parte, questa vita intensa è il tuo nutrimento, dall’altra rischia di schiacciarti. È bello vivere qualcosa di diverso. Forse è per questo che da quando sono uscita dal monastero non parlo d’altro.