Roberta Morise: “A Tale e Quale canto per cambiare pelle. Con Carlo Conti un affetto che supera il passato”
Roberta Morise è uno di quei volti che in televisione ci è entrata in punta di piedi. Giovanissima è entrata a far parte di programmi già noti sul piccolo schermo, per poi ritagliarsi uno spazio da protagonista di quelle trasmissioni che riempiono la mattinata Rai, da I Fatti Vostri, a Camper, che è stata l'ultima apparizione televisiva prima di iniziare una nuova sfida, quella della maternità.
Il mercoledì sera la rivediamo in prima serata su Rai1, dove è tra i concorrenti di Tale e Quale Show, uno dei titoli più amati dal pubblico, che le ha consentito di immergersi in una nuova realtà: "Ci sediamo in un modo e apriamo gli occhi che siamo completamente dei nuovi esseri", una trasformazione che, ad oggi, è quasi salvifica come racconta in questa intervista: "È la parte più impegnativa sono tantissime ore di trucco e per una iperattiva come me, stare ferma, immobile è quasi nuovo modo di fare terapia".
Il lavoro le ha sempre dato la forza di tirarsi su e i successi di queste puntate lo dimostrano. A marzo ha spento 40 candeline, ma non è tempo di bilanci, anzi, forse le stanno un po' stretti: "Non esiste una cifra tonda, esiste un momento" dice, augurandosi che il prossimo sia foriero di grandi emozioni.
Ti piace l'idea di trasformarti in qualcun altro?
In questa fase della mia vita, più lontana è Roberta e più ci prendo gusto. Ad esempio con Gianna Nannini sono riuscita a calarmi realmente nel personaggio, l'ho sentita più affine all'originale, è stata forse la mia trasformazione migliore. Per la mia esperienza si parte da un imbarazzo iniziale, perché qui ci viene chiesto di entrare nei panni di quell'artista, qualcosa di completamente lontano dalla mia scuola. Dovevo guardare le movenze, esasperare il personaggio per caratterizzarlo, quindi inizialmente avevo una sorta di ritrosia, ma poi il fatto di immergermi così tanto, cambiare modo di parlare, vestire, camminare, è stato bellissimo.
Con che spirito ti sei approcciata a Tale e Quale Show, ormai un titolo cult della Rai?
Avevo voglia di leggerezza, Carlo ce lo ripete sempre "Divertitevi" ed è la cosa che volevo fare, tornare a divertirmi di un qualcosa che per un po' avevo messo lì da parte per esigenze personali il lavoro. Per me è uno svago, un divertimento, un momento di leggerezza assoluto, non avrei potuto affrontarlo in altro modo.
Si parlava di "trasformarsi", quante volte Roberta ha dovuto cambiare pelle?
Tante, ma mai come in questo momento. Questa è la pelle più bella in assoluto, è il mio momento più bello come donna, come mamma. Sono una Roberta diversa, una Roberta che ho tanto desiderato, perché volevo diventare madre. È una fase di vita completamente diversa da come me l'immaginavo, molto più impegnativa, è una bella salita, ma ho indossato già delle belle scarpe comode da ginnastica.
Però non è la prima volta che ti vediamo cantare, già in trasmissioni passate abbiamo visto queste velleità artistiche.
No, anzi. In tantissime trasmissioni ho avuto la possibilità di mettere a frutto quella che è una mia grande passione, il canto, sin da quando ero bambina. Ho iniziato nel 2004 con i Raccomandati, ma con i Migliori Anni c'è stato l'apice, il momento in cui ho potuto duettare con i più grandi, uno tra tutti che ricordo con grande amore, perché è sempre stato uno dei miei artisti preferiti, Lucio Dalla.
Hai sempre parlato della stima che nutri nei confronti di Carlo Conti. Cosa pensi di aver imparato da lui?
Tutto. È stato il mio più grande maestro, spero di aver appreso un po' del suo modo di stare in tv in questi anni. Lo definisco un signore della televisione, non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano. Spero di poter continuare ad imparare da lui.
Il vostro trascorso sentimentale è noto, ma in questi anni non c'è mai stata un po' di ritrosia nel tornare a lavorare insieme?
No, perché c'è un affetto che va oltre, una stima reciproca, c'è un volersi bene che supera il rapporto sentimentale. È passata una vita, ormai, sono passati davvero troppi anni per ricordarsi come eravamo come coppia.

Dicevamo che hai iniziato la tua carriera oltre vent'anni fa, ma è stata una scelta consapevole o ti è capitato di arrivare in tv?
Ci sono capitata, ero troppo giovane, a 18 anni non si può decidere quella che sarà la tua vita dal punto di vista professionale. Si parla di sogni, di futuro, ma ero troppo bambina per pensare che poi sarebbe stato davvero il mio lavoro. Ma sono stata fortunata. Ho partecipato a Miss Italia pensando di fare un'esperienza lontano da casa.
Cos'è che ti spingeva lontano da casa?
Sono sempre stata una ragazzina piena di curiosità, cercavo una dimensione che fosse lontana da casa mia. Mi ero iscritta agli scout per poter andare fuori delle settimane a scoprire nuovi posti, facevo un sacco di sport, gare. Qualsiasi cosa poteva essere un pretesto per stare lontano, scappavo volentieri. Quindi anche Miss Italia lo è stato.
Sono passati più di vent'anni e Miss Italia non è più l'evento di un tempo, credi che oggi abbia ancora senso parlare di un concorso di bellezza?
Sì, assolutamente. Le polemiche di oggi, a dire il vero, non le comprendo fino in fondo. All'epoca era un varietà, era una televisione autentica. Erano cinque puntate di spettacolo puro, è vero che c'era il concorso di bellezza, ma c'erano anche tante ragazze che si divertivano davvero. Oggi il concorso si è perso non solo perché si vede la donna in maniera differente, si cerca di non giudicare secondo canoni estetici, ma il punto è che anche dal punto di vista televisivo la gestione del concorso non è stata vincente.
Parliamo di TV. Sei stata per anni il volto della mattina, del mezzogiorno, una fascia anche più intima del prime time. Che esperienza è stata per te?
È stata la una fase di grande consapevolezza, ancora di più per quanto riguarda I Fatti Vostri. Anche se, in realtà, il momento più forte dal punto di vista televisivo del mio percorso lavorativo è stato con Camper. Andavamo in diretta tutti i giorni dalle 11 alle 13, avevo preso il posto nella fascia estiva che Antonella Clerici. È una collocazione impegnativa, si hanno grandi aspettative, ma sono stata accolta benissimo dal pubblico, ed è stato il momento più bello lavorativamente parlando. Sono entrata in punta di piedi nelle casa degli italiani, in uno dei momenti più importanti della giornata, quello del pranzo, finisci per essere una di famiglia.
Camper ha avuto degli ascolti più che buoni questa estate, cos'è che lo rende così attrattivo per il pubblico?
La semplicità assoluta, si parla in maniera diretta, semplice, senza a toccare argomenti così spigolosi, si accompagna il pubblico al momento più importante di una giornata che è il pranzo. Peppone lo fa nel migliore dei modi perché è uno di noi, è una persona normale che sa farsi voler bene dal pubblico perché sembra il vicino di di casa, quello che puoi incontrare tranquillamente al supermercato. Credo sia quella la forza del programma e del conduttore. Anche io e Tinto abbiamo provato a farlo negli anni precedenti, noi facevamo però una sorta di soap opera itinerante raccontando il territorio in maniera simpatica e naturale. Siamo stati premiati, anche negli ascolti.

Guardando al lavoro, c'è qualcosa che tornando indietro faresti diversamente?
Potrei dire di sì, ma è legato ad una fase di crescita in cui non sempre riesci a comprendere il momento che stai vivendo. Ricordo le parole di Carlo, dopo L'Eredità o anche dopo I migliori anni, ci diceva di goderci il momento, ma all'epoca sembrava scontato, naturale, eravamo giovani e per noi andata tutto bene. Per sei anni consecutivi non mi sono dovuta chiedere "Cosa faccio domani", non c'era un domani, eri già al lavoro. Poi, scopri che la precarietà lavorativa è una cosa che fa parte di questo mondo.
La precarietà che avvertono anche i trasportatori che hanno protestato nelle scorse settimane. Da calabrese, che effetto ti ha fatto sapere che il Sud era messo in ginocchio?
Credo ci sia poca attenzione, tante volte si sottolineano delle cose senza prestare attenzione ad altre. Non si è parlato del garbo di questa protesta, del modalità con cui hanno manifestato questi lavoratori, mentre le loro famiglie erano in condizioni precarie. Si è fermata una macchina importante del Paese, ma sembra che la voce non sia mai alta abbastanza per farlo notare.
Sei madre di due maschi (Gianmaria e Geremia ndr.), in un periodo in cui si parla spesso di fornire ai propri figli gli strumenti anche per un'educazione sentimentale, cosa speri di insegnare loro?
Mi sono venuti i brividi a pensarci. Ho un po' di paura, sarò onesta, perché è il compito più arduo. Sono madre di due maschi e sono felicissima. Entrambi, anche se il secondo è piccolissimo, sono estremamente protettivi nei miei confronti. Ho una grande responsabilità e credo che prima di qualsiasi altra cosa io debba educarli alla gentilezza e al rispetto. Dovrò essere il loro faro, perché possano crescere animati da valori sani, il senso di giustizia, di accoglienza, che è quanto mi hanno trasmesso anche i miei genitori. Ancora oggi, quando cammino per i corridoi Rai, mi sento dire "Rimani così", perché è il frutto dell'educazione che ho ricevuto.
Il 13 marzo hai compiuto 40 anni. Cifra tonda si dice sia tempo di bilanci.
L'unica cosa che sento di dire a questa quarantenne è brava Roberta, perché ancora una volta sono riuscita ad alzare la testa. Mi avevano insabbiata per l'ennesima volta, sotterrata, ma sono riemersa, quindi brava perché riesco a trovare non so dove e così velocemente, la forza di ripartire senza che le ferite condizionino chi sei. È stata una cifra tonda festeggiata nel peggiore dei modi, un compleanno da dimenticare, ma festeggerò l'anno prossimo, perché non è la cifra che conta, quanto il momento. Spero di poter fare la festa più bella della mia vita, con i miei figli, le persone che non mi hanno mai abbandonato, che confermo negli anni, quelli che ho dimenticato e che non voglio mandare via in questa nuova fase della mia vita.
Dopo Tale e Quale Show dove ti vedresti per un ritorno in tv?
Vorrei tornare ad accogliere il pubblico del Mezzogiorno è l'esperienza a cui mi sento più vicina. È stata casa per anni e sono certa che continuerebbe ad esserlo.
Si avvicina uno degli eventi più importanti dell'anno. Una co-conduzione sanremese non ti piacerebbe?
Dovremmo dire a Stefano De Martino di accendere Rai1. Ci conosciamo anche, abbiamo stima reciproca, vediamo che si può fare. Poi ho saputo che cerca Dua Lipa, l'ho anche interpretata. Quale occasione migliore?