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Il figlio adottivo di Raffaella Carrà: “Le dissero che aveva un tumore al polmone. Fece testamento e mi adottò”

Gian Luca Pelloni Bulzoni ha rotto il silenzio. Il figlio adottivo di Raffaella Carrà ed ex bodyguard e braccio destro della conduttrice ha raccontato come è maturata l’idea dell’adozione.
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Il figlio adottivo di Raffaella Carrà, Gian Luca Pelloni Bulzoni, ha rotto il silenzio. Nel corso della presentazione della Fondazione Carrà ha raccontato come è nata la proposta della conduttrice di prenderlo in adozione. Poi ha parlato del momento più delicato di Raffaella Carrà. Quello della diagnosi della malattia.

Raffaella Carrà è morta il 5 luglio 2021 a causa di un tumore al polmone. La brutta notizia della malattia era arrivata il 22 aprile 2020, mentre infuriava la pandemia di Covid. Il 4 maggio, la diagnosi definitiva: "Le dicono che questo è uno dei più brutti tumori che potesse avere, che era ai polmoni". Raffaella Carrà, tornata in ufficio, si mise a scrivere. Pelloni, che della conduttrice era stato guardia del corpo e braccio destro prima di diventare suo figlio, le chiese cosa stesse scrivendo: "Mi disse ‘il testamento'. Per me fu una botta tremenda". Solo in quel momento realizzò veramente che il tempo da trascorrere con lei stesse per finire.

Raffaella Carrà ha adottato Gian Luca Bulzoni

Il giorno seguente, Raffaella Carrà chiese a Gian Luca Bulzoni un incontro. C'era anche Sergio Japino. Senza troppi giri di Parole, la conduttrice gli chiese di poterlo adottare. Gli spiegò che in questo modo avrebbe potuto portare avanti tutto ciò che lei avrebbe lasciato in sospeso dopo la morte. Si fidava ciecamente di lui perché riteneva che fosse una delle poche persone che la conoscevano davvero bene. La richiesta colse Bulzoni alla sprovvista. Dopo averci pensato acconsentì a diventare suo figlio adottivo: "I miei genitori non ci sono più: mio padre è morto nel 2004, mia madre nel 2016".

Perché è stata possibile l'adozione

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Durante la presentazione della Fondazione Carrà era anche presente l'avvocata Barbara Giaquinto, che si è occupata di tutto l'iter legale perché Gian Luca Bulzoni potesse essere riconosciuto come figlio adottivo di Raffaella Carrà. L'avvocata ha spiegato come si è concretizzato il tutto.

In un procedimento simile occorre avere, innanzitutto, il consenso da parte dei propri genitori. In questo caso, l'uomo aveva perso sia la madre che il padre e quindi non è stato necessario. Come risaputo, inoltre, la conduttrice non era sposata e non aveva altri figli, dunque non ha dovuto richiedere neanche quel consenso: "Il requisito della distanza d’età era rispettato e soprattutto c’era la volontà da entrambe le parti di intraprendere un percorso insieme". Così, Gian Luca Bulzoni ha assunto il cognome Pelloni. Raffaella Carrà all'anagrafe era Raffaella Maria Roberta Pelloni.

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