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Edoardo Scotti: “Con i meme di papà Gerry ho creato un’azienda di AI. Lui è il mio modello, non mi è mancato nulla”

Edoardo Scotti racconta il rapporto con suo padre Gerry, per lui un modello da seguire e ammette che nonostante la popolarità non gli sia mancato nulla. E dai meme creati sul suo conto ha creato un’azienda di intelligenza artificiale.
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Dopo aver provato a lavorare dietro le quinte della tv, Edoardo Scotti, 34 anni, unico figlio di Gerry Scotti, ha deciso di dedicarsi alla tecnologia e alla comunicazione. Scelta alla quale ha contribuito, seppur involontariamente, anche suo padre, o forse sarebbe meglio dire i meme nati sul suo conto, come racconta al Corriere della Sera.

La società creata dai meme su Gerry Scotti

Tutto è nato da una pagina, scoperta nel 2022 da Gerry Scotti, in cui con l'intelligenza artificiale si creavano meme e piccole clip con il conduttore protagonista, la pagina si chiamata Thousand Gerry e intanto Edoardo Scotti gestiva un account per il padre chiamato Lo Zio Gerry, da qui l'idea di unire le forze, mettendo in piedi quella che oggi è una società dal nome Thousand Dreams, con la quale crea campagne marketing con modelli di intelligenza artificiale generativa: "È un team di cinque, tra soci e collaboratori, con venti progetti all'attivo che insieme hanno generato oltre 200 milioni di views. Io sono l'esempio di come l'intelligenza artificiale possa creare posti di lavoro". Eppure, inizialmente, alla tv ci aveva pensato:

Per l'università mi sono spostato a Los Angeles, dove ho studiato regia e produzione cinematografica: dopo cinque anni sono rientrato e – capito che nel cinema non c'era spazio e comunque la base sarebbe stata Roma – ho firmato per la Endemol, entrando nella produzione di diversi programmi.  Solo una volta sono stato davanti alla telecamera, più di 10 anni fa: per lo Show dei record avevano bisogno di qualcuno che “galoppasse” per un mese in America. È stato divertente, ovviamente sono arrivate anche critiche: lo fa perché è figlio di Scotti. Io avevo ben chiaro che volevo stare dietro la telecamera, non davanti

Scotti junior ha fatto di tutto "dal caricare i camion di notte all'assegnare i camerini", ha poi ricoperto tutti i ruoli della produzione, fino a diventare producer. "La credibilità me la sono guadagnata sul campo. Tuttavia sapevo che l'ombra di papà mi avrebbe sempre accompagnato: ciò, unito al fatto che ero stimolato da altro – la tecnologia, l'audiovisivo -, mi ha fatto lasciare la tv" racconta.

Il rapporto padre-figlio

Parlando del rapporto con suo padre, poi, Edoardo Scotti ammette di averlo sempre avuto come modello: "La mia infanzia corrisponde al suo massimo successo. Gerry era Gerry, anche se per me è solo papà" e aggiunge: "Lui stesso ogni tanto dice che avrebbe voluto esserci di più. Per me è comunque il modello, anche nel lavoro. Essere responsabile, rispettare tutti sul set, dal primo all'ultimo: queste cose me le ha insegnate lui". Ora che è anche nonno, fa di tutto per godersi i suoi nipotini che lo guardano in tv:

Lo guardiamo anche in famiglia, i miei bambini – otto mesi, tre e cinque anni – ancora si chiedono: cosa fa il nonno dentro allo schermo? La più grande è scafata, risponde: il nonno fa la tivù! Mio padre ha sempre lavorato tanto, pure i suoi nipoti sanno che se suona il citofono a un orario bizzarro, magari mentre fanno il bagno prima di dormire, è lui: posso fare un salutino?

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