Diletta Acanfora, conduttrice di Vista Mare su Rai1: “Quasi due milioni di persone ci scelgono, è un atto di fiducia”

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Diletta Acanfora, conduttrice di “Vista Mare” su Rai1 con Federico Quaranta, si racconta a Fanpage.it: “Quasi due milioni di persone scelgono di trascorrere quel tempo con noi, è un atto di fiducia”. Sul cambio generazionale in Rai: “Stefano De Martino è l’esempio più concreto”. Sul futuro: “Mi piacerebbe una sedia nuova nel daytime”.

Cinquanta minuti al posto di venticinque, e gli ascolti che non solo mantengono ma addirittura crescono. È il dato più eloquente della terza edizione di "Vista Mare", il programma di Rai1 in onda il sabato alle 12.25 con Federico Quaranta e Diletta Acanfora, che il 1° agosto con la puntata dedicata al Molise ha toccato il 19,8% e 1 milione 959mila spettatori, con picchi oltre i due milioni. Oggi, alle 12.30, Vista Mare torna con un episodio inedito sulla Sardegna dopo la "pausa" in replica nella settimana di Ferragosto.

Un programma a basso costo che vince la sua fascia, dentro quella che il direttore dell'Intrattenimento Daytime Angelo Mellone definisce una "direzione operaia". Il format è ideato e scritto da Gennaro Coppola con Gianmarco Ravo, prodotto da Zeus Group.

Napoletana d'adozione, nata a Pompei, arrivata alla televisione dal teatro e dal canto, Acanfora si racconta a Fanpage.it in un'intervista che parte dal raddoppio della durata e arriva al futuro. Sul cambio generazionale in Rai cita Stefano De Martino come "l'esempio più concreto". Sulla collocazione in palinsesto, lei che è un volto Rai1 solo da giugno ad agosto, non chiede il posto di nessuno: "Mi piacerebbe una sedia nuova".

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Federico Quaranta e Diletta Acanfora, i conduttori di Vista Mare.

Quest'anno "Vista Mare" è passato da venticinque minuti a oltre cinquanta. Di fatto è un altro programma. Cosa cambia tecnicamente per chi conduce?

Cambia moltissimo, perché "Vista Mare" non è una semplice successione di servizi o di luoghi, ma un racconto costruito attraverso un filo narrativo continuo. Ogni storia deve legarsi naturalmente alla successiva, accompagnando il pubblico lungo un percorso che non deve mai apparire frammentato. Con una durata di oltre cinquanta minuti, il ruolo di chi conduce diventa ancora più importante: bisogna tenere insieme i diversi momenti della puntata, creare raccordi, mantenere il ritmo e dare unità al racconto. In questo è fondamentale anche l'intesa con Federico Quaranta: abbiamo sensibilità e caratteristiche diverse, ma proprio questa complementarità ci permette di alternarci e accompagnare il pubblico con naturalezza. Non significa semplicemente raddoppiare i contenuti, ma costruire insieme una narrazione più ampia e armoniosa, capace di alternare leggerezza, approfondimento ed emozione senza mai perdere l'attenzione del pubblico.

Nella prima edizione chiudevate a 828mila spettatori, adesso viaggiate a 1 milione e 959mila con picchi sopra i due milioni. Come spieghi questa crescita?

Credo che il pubblico abbia percepito la sincerità del progetto, ma anche il lavoro quasi maniacale che c'è dietro ogni puntata. "Vista Mare" non mostra soltanto luoghi belli: racconta persone, mestieri, tradizioni e comunità che custodiscono un legame profondo con il proprio territorio. Ogni aspetto viene seguito con grandissima attenzione: dalla scelta delle storie al rapporto con le persone, dalla scrittura alle riprese, dalla regia al montaggio, fino alla color correction e alla scelta delle musiche. Nulla è lasciato al caso e credo che questa cura, anche se non sempre è visibile, arrivi al pubblico. L'ho avvertito anche personalmente, attraverso l'affetto crescente che il pubblico mi ha dimostrato in questi anni. Tante persone mi scrivono per ringraziarmi di aver raccontato il loro territorio, le loro tradizioni o una storia nella quale si sono riconosciute. Ma, come dico sempre, sono io a dover ringraziare loro: per averci accolto, per essersi affidate a noi e per aver condiviso una parte della propria vita. I numeri sono una grandissima soddisfazione, ma soprattutto rappresentano un atto di fiducia: quasi due milioni di persone scelgono di trascorrere quel tempo con noi, ed è questo il risultato più importante.

Avete aperto da Pozzuoli, e pochi giorni dopo è arrivato lo sciame sismico. Raccontare un territorio bellissimo che convive col bradisismo: come si evita la cartolina senza fare il TG?

Siamo stati a Pozzuoli proprio perché da mesi questo territorio convive con le scosse e con le conseguenze del bradisismo. Il nostro obiettivo era essere vicini a una zona tra le più belle del nostro Paese, raccontandola nella sua complessità e senza fermarci alla cartolina o all'emergenza. Abbiamo ascoltato le persone e dato voce alla loro quotidianità, alle preoccupazioni, ma anche al legame profondissimo che hanno con questa terra. Parafrasando le parole di uno dei nostri intervistati, quella dei Campi Flegrei è una popolazione resiliente: una comunità consapevole delle difficoltà, che continua a vivere, lavorare e custodire il proprio territorio con coraggio e con un fortissimo senso di appartenenza. Da campana, inoltre, ho sentito ancora più forte la responsabilità e il desiderio di stare accanto a questa comunità. Raccontare Pozzuoli, per me, non ha significato soltanto presentare un territorio, ma dare voce a una terra che sento profondamente mia.

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Diletta Acanfora in una sequenza di Vista Mare.

Il direttore Angelo Mellone la chiama "direzione operaia": basso budget, h24. "Vista Mare" è il caso di scuola, un programma che costa poco e vince la fascia. Non è una provocazione, ma mi viene da pensare a cosa riuscireste a fare con budget più grandi.

Il direttore Angelo Mellone è riuscito in qualcosa di incredibile: con programmi realizzati con budget contenuti ha ottenuto risultati straordinari, raggiungendo un pubblico vastissimo. Questo è possibile soltanto quando alla guida c'è una persona capace di avere le intuizioni giuste, scegliere le professionalità più adatte e trasformare ogni limite in un'opportunità. Mellone, come ha raccontato in tante occasioni, è profondamente innamorato del nostro Paese e conserva un legame fortissimo con le sue origini e con la sua Puglia. Questo amore si riflette nella sua idea di televisione: raccontare l'Italia autentica, i suoi territori e le persone che li rendono unici. "Vista Mare" nasce proprio all'interno di questa visione e dimostra che, a volte, le idee, la professionalità e la passione possono valere molto più di grandi disponibilità economiche.

Tu sei un volto Rai dell'estate. Da settembre a maggio non ci sei. Alla presentazione dei palinsesti è stato chiesto proprio perché alcuni conduttori vengano "scongelati" solo per l'estate, e Mellone ha parlato di cambio generazionale. Tu quel cambio generazionale lo stai vedendo davvero?

Sono profondamente grata alla Rai e al direttore Angelo Mellone per avermi dato la possibilità di fare il lavoro più bello del mondo: raccontare quello che considero il Paese più bello del mondo. Sono convinta che il cambio generazionale sia già in corso e che programmi come "Vista Mare" rappresentino un'occasione importante per prepararlo, dando spazio a nuovi volti e permettendo loro di crescere, maturare e conquistare la fiducia del pubblico. Stefano De Martino è l'esempio più concreto di questo cambio generazionale: ha costruito il proprio percorso passo dopo passo, fino a diventare uno dei volti di riferimento della Rai. È un cambiamento che richiede tempo, esperienza e risultati, ma sono sicura che la direzione intrapresa sia quella giusta.

Facciamo un gioco concreto, non un sogno: dammi una sedia del daytime Rai1 dove ti vedresti bene domani mattina.

Mi vedrei bene in uno spazio quotidiano capace di unire attualità, territorio e storie umane. Un programma in diretta, vicino alle persone, nel quale poter alternare leggerezza e approfondimento. Non amo indicare la sedia di qualcun altro, perché rispetto profondamente il lavoro dei colleghi. Piuttosto, mi piacerebbe una sedia nuova, costruita su un linguaggio contemporaneo e sulla mia esperienza.

Da anni conduci "Mattina Live" su Canale 8, una striscia quotidiana in diretta su una tv regionale. Cosa ti ha insegnato la tv locale?

Sono convinta che nulla prepari a questo mestiere come una televisione regionale, perché è lì che avviene il primo vero incontro con il pubblico. Da Canale 8, inoltre, sono emersi tanti personaggi che hanno poi fatto la differenza anche a livello nazionale, a dimostrazione di quanto queste realtà possano essere importanti per formare e far crescere nuovi talenti.

Non solo tv, anche musica. Con il nome di La 1D, "Twist a Capri" con Gianluigi Lembo, firmata da Gennaro Coppola. La musica è un secondo lavoro?

La 1D significa "la prima Diletta": la bambina che amava la musica e la metteva davanti a tutto. È la parte più autentica e istintiva di me, quella dalla quale tutto è cominciato. Per questo la musica non è un secondo lavoro, ma la mia prima passione, e sono felice di aver finalmente dato vita a questo progetto. "Twist a Capri" è soltanto l'inizio: a settembre usciranno altre canzoni. Tutto è nato dal confronto continuo con Gennaro Coppola. È un visionario e, tra le tante cose, è tra gli ideatori e gli autori di "Vista Mare"; da quest'anno ne firma anche la regia, e i risultati parlano da soli. Scrive di notte e lavora di giorno, e ancora oggi non so davvero come faccia. Grazie alla sua meticolosità e al metodo di lavoro che mi ha trasmesso, sono cresciuta tantissimo e sono riuscita a raggiungere molti degli obiettivi che mi ero prefissata. Un ringraziamento speciale va anche al maestro Sorrentino, che ha dato un contributo prezioso alla realizzazione del progetto. E naturalmente non potevamo non coinvolgere Gianluigi Lembo, che è un simbolo di Capri: ha ascoltato la demo, gli è piaciuta tantissimo e ha deciso subito di accompagnarci in questa avventura. Da lì siamo partiti insieme con "Twist a Capri". La musica è una parte di me che finalmente sta trovando la propria voce.

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Diletta Acanfora con Gianluigi Lembo.

Hai detto più volte che sogni Sanremo. Ma in che veste?

Da conduttrice. Oggi mi sentirei pronta per un'esperienza come il PrimaFestival o il Dopofestival, due spazi importanti nei quali potrei mettere in campo la mia esperienza televisiva, la capacità di stare in diretta e la mia passione per la musica. Il grande palco dell'Ariston resta naturalmente un sogno, ma credo che a Sanremo si debba arrivare davvero preparati, attraverso un percorso fatto di esperienza, credibilità e risultati. Mi piacerebbe procedere passo dopo passo, senza saltare alcuna tappa.

Sei arrivata in tv grazie al teatro. Il palcoscenico ti manca?

La televisione è diventata il centro del mio percorso, ma il teatro continua a rappresentare una parte importante della mia storia. Il teatro ti restituisce immediatamente tutto: il respiro del pubblico, il silenzio, l'emozione e perfino l'errore. Mi ha insegnato la presenza scenica, la disciplina e il rispetto dei tempi. In questo periodo ho ricevuto diverse proposte, che ho preferito declinare per dedicare tutte le mie energie alla televisione. Quando tornerò sul palcoscenico, lo farò soltanto con un progetto nel quale possa riconoscermi davvero.

Cosa diresti alla Diletta di qualche anno fa, prima di sapere di approdare in Rai?

Le direi di non avere fretta e di non confondere i momenti di attesa con il fallimento. Ogni esperienza, anche quella che sembra più piccola o lontana dal traguardo, sta costruendo qualcosa. Le direi di continuare a studiare, di proteggere la propria autenticità e di non permettere a nessuno di stabilire fin dove possa arrivare. E poi le sussurrerei: "Continua così. Non sai ancora quando accadrà, ma un giorno entrerai in Rai senza dover rinunciare a ciò che sei".

Come procede la tua estate?

È un'estate bellissima, resa ancora più speciale dagli ottimi risultati di "Vista Mare". Ho avuto anche la possibilità di viaggiare tra Norvegia, Danimarca, Sicilia e isole Eolie: luoghi diversi, ognuno capace di regalarmi emozioni e ricordi bellissimi. È stata un'estate intensa, piena di lavoro, viaggi ed emozioni, ma mi ha regalato anche qualcosa di inaspettato. Dopo molto tempo posso dire che non so ancora se sono innamorata, ma credo di aver incontrato una persona capace di farmi stare bene. Per adesso mi godo questa serenità, poi il futuro si vedrà.

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