Chiara Cattaneo, il vero “mito” degli 883: ‘Mai stata con Max, conoscevo lui e Mauro ma non li frequentavo’

Immagine
Intervista a Chiara Cattaneo, la “musa” di Sei un mito, l’iconica canzone degli 883. A fare il suo nome per la prima volta è stato Mauro Repetto, ora.

Una leggenda metropolitana vuole che Sei un mito degli 883 fosse ispirata a Sabrina Salerno, ma la realtà è molto diversa da così…"Sei un mito, sei un mito per me, sono anni che ti vedo così irraggiungibile" chiunque, almeno una volta nella vita, ha canticchiato questa canzone, una delle più famose del duo contenuta nel secondo album, Nord Sud Ovest Est, come si racconta nell'omonima serie diretta da Sydney Sibilia e in onda, il venerdì, su Sky e NOW. La domanda che ci si è sempre posti, al di là delle leggende, è chi fosse colei che aveva ispirato la canzone. A rispondere per la prima volta al quesito, smentendo varie congetture a riguardo, è stato Mauro Repetto che nel nel suo libro, Non ho ucciso l'uomo ragno, ne rivela l'identità. Si tratta di Chiara Cattaneo, ed è proprio da lei che ci facciamo raccontare chi era quella ragazza di Pavia che aveva incantato i due giovanissimi cantanti e che nella serie ha le fattezze del personaggio di Michela Rossini, interpretata da Gaia Zampighi.

Quando hai scoperto di aver ispirato una delle canzoni più iconiche degli 883: Sei un mito?

Mi viene da sorridere, ho preso tutto come un gioco. Ma ora ti spiego bene.

Sentiamo.

Sono di Pavia, come Pezzali e Repetto, facevamo lo stesso liceo scientifico il Nicolò Copernico, loro erano più grandi di me, di circa tre anni. Da ragazzi, nella piazza di Pavia, ci frequentavamo un po' tutti, si guardava, si veniva guardati. A quel tempo facevo la modella, ero molto giovane, 15 anni, ma ero una ragazzina alta 1,75 e in un paesotto come Pavia, non passavo inosservata. Però, ecco, io scopro di essere stata la loro ispirazione nel 2025.

Ah beh, quindi di recente. Come l'hai scoperto?

Mi chiama una persona dell'entourage di Repetto, che aveva a che fare con la produzione dello spettacolo teatrale e mi chiede se mi andasse di fare una sorpresa a Mauro presentandomi a teatro. In quell'occasione, questa persona mi ha detto che Repetto aveva scritto un libro in cui faceva proprio il mio nome e cognome.

L'hai letto?

Certamente, volevo vedere cosa avesse scritto. A pagina 103 compare il mio nome: Chiara Cattaneo. Mauro ha scritto che Max lo accompagnava a casa, stavano ore a parlare, finché non capitava che qualche volta passassi io, lui abitava non troppo distante da me.

E come è stato l'incontro dell'anno scorso?

Vado a teatro, a Vigevano, divertentissimo. Rivedere Mauro mi ha fatto un piacere infinito, ci siamo abbracciati. Si ricordava ancora che avevo una casa, che ho ancora in quello stesso punto, anche se adesso vivo a Milano. È stato un tuffo nel passato piacevolissimo.

Quindi Max Pezzali e Mauro Repetto li conoscevi, avevate un rapporto?

Un rapporto no, però certo, me li ricordo. In quel momento ero fidanzata, ma in qualche modo ci si conosceva tutti, la piazza della città era il nostro Instagram, ci mostravamo un po' tutti. Eravamo dei piccoli personaggi in questa Pavia nebbiosa e un po' sfigata. Però, lo ammetto, ero un po' conosciuta, infatti c'è una cosa che mi fa molto ridere.

Sarebbe?

Sono sposata e mio marito è un tipo abbastanza pettegolo, un giorno mi dice, circa dieci anni fa, che un suo collega di Pavia invece di parlargli di titoli azionari gli ha detto "Ma tu sei sposato con la Chiara Cattaneo, il mito". Ridevo come una matta.

Quindi Chiara Cattaneo era davvero un mito. Hai detto di aver fatto la modella, non hai mai pensato di iniziare una carriera nel mondo dello spettacolo?

In realtà ho fatto delle cose anche per Canale 5. Per un po' ho frequentato il figlio di Gianna Tani, una manager famosissima che faceva selezione casting a Mediaset. Ho fatto Cabaret per una notte con Roberta Termali, che era la moglie di Zenga e Faletti. Ho lavorato nella moda, facevo sfilate per una notissima casa di abiti da sposa e da cerimonia, andava su Vogue. Ho guadagnato, anche se ho iniziato da minorenne, però ho continuato fino ai 23 anni. Ero una donna bambina.

Col senno di poi qualche rimpianto?

No, non ho masi sgomitato. Qualcuno potrà pensare che sia stata un'idiota, avrei potuto fare tante cose, perché ero davvero entrata in quel mondo. Avevo fatto anche uno spot famosissimo, è andato in onda per dieci anni. Se avessi voluto, sacrificando lo studio, cosa che non volevo fare, mi sarei potuta addentrare in quel mondo, ma non lo sentivo mio. Non ho mai voluto fare qualcosa che avesse come fine solo l'estetica.

Vuoi dire che la bellezza è stata un limite?

Non mi sono mai giudicata, sinceramente, non me n'è nemmeno fregato più di tanto. Volevo laurearmi, volevo studiare, poi la mia vita è andata da tutt'altra parte.

Cosa ti è successo?

Lavoravo in banca, a Milano, poi mi sono sposata con un mio collega, che è stato preso a Londra in una famosa banca londinese. Ho mollato tutto e a 40 anni mi sono riciclata. Da ragazza ballavo, quindi ho iniziato a prendere lezioni con un ballerino, mi allenavo ore, ho fatto esami, competizioni. Sono tornata in Italia nel 2020 e ho preso il diploma al Coni come maestra e tecnico di primo livello di danze latino-americane. Adesso faccio la maestra di ballo e di pilates in Virgin a Corso Vittorio Emanuele a Milano. Ho la mia dimensione, anche io mi sono riscattata come Max e Mauro.

Immagine

Perché riscatto?

Ho avuto la fortuna di seguire i miei sogni, la mia passione, anche a tarda età. Non mi sono fermata e continuo a farlo tuttora. In un momento storico così drammatico come quello che stiamo vivendo, pieno di tensione, paura, ballare senza dover dimostrare nulla a nessuno ci insegna a non dover seguire dei parametri, ma ad affidarci a quello che sentiamo.

Quindi ti ci rivedi in quelle canzoni degli 883 che parlano di una periferia claustrofobica, del desiderio di rivalsa?

Assolutamente. Sono delle fotografie, non canzoni. Fotografano la vita reale. Quando sono andata a teatro vedevo l'entusiasmo che c'era nelle persone per Mauro e Max, perché parlare della singolarità dei due soggetti, a mio avviso, è anche sbagliato.

Perché?

È un'entità la loro, sono gli 883. Non sono mai stati divi, ma persone normali in cui tutti ci identifichiamo, con le nostre piccole vittorie, i nostri difetti.

Max e Mauro sono diventati un fenomeno pop, come è stata vissuta questa notorietà a Pavia?

Il pavese è un individuo chiuso, è come un cappotto abbottonato. Si parlava, certo, perché le loro canzoni erano e lo sono tutt'ora famosissime. Per dirti, al Celebrità a ballare, ci siamo andati tutti. Ma a Pavia ognuno si cura il proprio orticello, è una città immersa nella nebbia padana, è una città vampiresca.

Immagine

D'altra parte Con un deca inizia così: "Ne parlavamo tanto tanti anni fa/Di quanto è paranoica questa città/Della sua gente, delle sue manie"…

Loro nascono da quel mondo, ed è per questo che sono riusciti a far emergere la voglia di scappare, ma anche l'amore profondo per questa città, perché è la nostra città, piena di studenti, col Ticino e quei baci dati lì. Una città che dista mezz'ora da Milano, dove hai mille opportunità in più. Ci sono 30 km tra una e l'altra, ma è come se ce ne fossero 300 milioni.

Ma, in tutto questo, la serie l'hai vista? Nella seconda stagione compare il personaggio di Michela Rossini che, di fatto, saresti tu.

La televisione non ce l'ho, vivo un po' nel mio mondo, ma le clienti con le quali lavoro me l'hanno raccontata è come se l'avessi vista con i loro occhi. Tutte mi hanno detto "Chiara, ma quella ragazza ti somiglia tantissimo, ha i tuoi stessi colori".

Immagine
Gaia Zampighi è Michela Rossini nella serie Nord Sud Ovest Est

Deduco, quindi, che la liaison raccontata nella serie tra Max e Michela non sia vera.

Nella serie lo è, nella realtà no (ride ndr.)

Ti sei rivista in quella ragazza che descrivono nel brano?

Mi rispecchio molto nella ragazza di quella canzone. Perché per un periodo l'aspetto fisico è stato quasi ingombrante nella mia vita, ma io avevo voglia di piacere per la simpatia, volevo accorciare i rapporti.

Eppure per un periodo si è pensato che Sabrina Salerno fosse "il mito" della canzone. 

Beh, Sabrina Salerno è una figa pazzesca, è anche il mio di mito, ma io su questa cosa ci ho sempre riso su, è stato un gioco.

Una canzone degli 883 che ti piace più di tutte. 

Come mai. Ce ne sono tante bellissime, ma questa mi è sempre piaciuta tantissimo.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views