video suggerito
video suggerito

Vladimir Luxuria difende Alfonso Signorini e non nomina Corona: “Visibilità per un pugno di like senza pietà e umanità”

L’opinionista ed ex parlamentare scrive sui social un pensiero che sostiene il diritto alla difesa di Signorini e attacca il sistema mediatico messo in piedi da Corona (pur non nominandolo mai): “Se c’è finora una condanna certa è per chi usa i social come rete fognaria per evacuare odio per un pugno di like e visualizzazioni”.
499 CONDIVISIONI
Immagine

Vladimir Luxuria rompe il silenzio sul caso che sta infiammando i social network e sceglie un angolo inaspettato: non pronuncia né assoluzioni né condanne su Alfonso Signorini, ma punta il dito contro la macchina dell'odio che si è scatenata online dopo la puntata di Falsissimo di Fabrizio Corona (che questa sera, nonostante il sequestro delle nuove puntate, replica) . Le sue parole arrivano nette, senza filtri, attraverso un lungo post che ribalta la prospettiva del dibattito.

La posizione di Luxuria: giustizia, non processi mediatici

"Sul cosiddetto ‘sistema Signorini‘ non spetta a me fare processi né di assoluzione né di condanna", esordisce Luxuria. La sua posizione è chiara fin dall'inizio: in uno Stato di diritto, sarà la giustizia a stabilire se si è commesso o meno un reato, sulla base di denunce, prove e difese.

"Se si sono commessi errori o abusi si prenderanno opportuni provvedimenti", prosegue, aggiungendo però un elemento che in molti hanno dimenticato: "Se si dimostrasse l'infondatezza delle accuse anche dall'altra parte vale assumersi le proprie responsabilità".

"Video e commenti della più volgare morbosità e nauseante omofobia"

Ma è quando Luxuria si concentra sulla reazione mediatica che le sue parole si fanno taglienti. "Noto con amarezza che a livello mediatico si è già giunti alla condanna con uno shitstorm sui social che va ben oltre la voglia di conoscere la verità". Poi l'attacco senza giri di parole: "Video e commenti della più volgare morbosità e nauseante omofobia". 

L'immagine che usa è potente e disturbante: "Se c'è finora una condanna certa è per chi usa i social come rete fognaria per evacuare odio per un pugno di like e visualizzazioni". Non parla di opinioni o critiche legittime, ma di chi strumentalizza la vicenda per ottenere visibilità attraverso l'odio, trasformando le piattaforme digitali in discariche emotive.

La critica si allarga poi a chi giudica dall'alto: "Si critica chi per raggiungere la fama è disposto a tutto, manca però un'autocritica di chi la visibilità sui social cerca di ottenerla a qualsiasi prezzo, senza pietà e senza umanità". Non una difesa a spada tratta di Alfonso Signorini, ma comunque un attacco sul sistema mediatico messo in piedi da Fabrizio Corona.

499 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views