Opinioni
12 Gennaio 2022
12:46

The Tender Bar su Prime Video, com’è rassicurante il cinema di George Clooney

È bello sapere che George Clooney ha deciso di occupare la casella del regista del classico cinema americano.

"Il bar delle grandi speranze" o "The Tender Bar" è finalmente disponibile per gli abbonati al servizio Amazon Prime Video. Il film è tratto dall'omonimo memoir di J.R. Moehringer con cui ha vinto il premio Pulitzer, giornalista e scrittore che più avanti sarà l'artefice del successo di "Open" di Andre Agassi, che ha rivoluzionato il genere delle autobiografie. "The Tender Bar" è la sua storia, il racconto della sua vita a partire da quando aveva sette anni e si ritrova a vivere con la madre (Lily Rabe) nella casa dei nonni (Cristopher Lloyd, chi si rivede!), a causa della separazione dei genitori. I punti focali di J.R. – interpretato da Tye Sheridan – saranno orientati dal rapporto con suo zio Charlie/Ben Affleck, carismatico gestore del pub più chiassoso e autentico della città, il Dickens; un rapporto che fornirà al piccolo le chiavi d'accesso della sua intera esistenza e che servirà a lenire le ferite e infine distanziare la figura ingombrante di un padre egoista e cialtrone. Sullo sfondo, l'America degli anni Ottanta, la solita, quella del grande sogno ma anche della lotta di classe.

George Clooney è l'erede di quel bel cinema americano che ci ha cresciuto tutti. Nonostante questo, "The Tender Bar" non è il film della sua svolta. Non è il film che ci farà riconoscere definitivamente Clooney come regista. E quindi, "The Tender Bar" non è film che sbiadirà il ricordo collettivo di George Clooney attore. Per adesso, quel bagaglio è ancora insistentemente presente e ingombrante. Però, il film c'è. La fotografia, è quella giusta; i personaggi, sono proprio quelli giusti. Lo schema narrativo è identico a mille altri racconti di formazione che hai già visto, con la frase a effetto in apertura e chiusura – il merito è anche del memoir da cui è tratto, ovvio. Guardi il film trascinato dalla performance di Ben Affleck, che ha un ruolo facilissimo in questo senso: lo desideri anche tu uno come lo zio Charlie, con il suo bar pieno di libri, il suo guardaroba, il suo senso delle cose. Poi, il desiderio di rivalsa di J.R. nei confronti del padre, il riscatto sociale, l'odio affilato verso "l'alta-bassa borghesia" viene lasciato a galla, senza andare a scavare per davvero nelle profondità dei personaggi. È tutto troppo affascinante pulito per essere credibile.

Però, "Il bar delle grandi speranze" riporta ai primi film della nostra vita, alle prime emozioni vissute ed è qui che apprezzi e capisci il compito che deve svolgere qualsiasi opera intellettuale, ristorazione compresa. Quindi, è ok: è rassicurante sapere che George Clooney abbia occupato questo spazio, quello del regista del classico cinema americano.

Gennaro Marco Duello (1983) è un giornalista professionista. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa di Napoli. Lavora a Fanpage.it dal 2011. "Un male purissimo" (Rogiosi, 2022) è il suo primo romanzo.
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