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Si spacciano per Universal Pictures e chiedono soldi a ignari utenti: la truffa denunciata dalla casa di produzione

Si spacciano per rappresentanti di Universal Pictures, offrono presunti lavori retribuiti e poi chiedono denaro agli utenti: è la truffa denunciata dalla casa di produzione, che ha chiarito di essere completamente estranea alle richieste ricevute tramite telefono, whatsapp e Telegram e di avere già avviato le azioni legali necessarie.
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Universal Pictures Italia lancia l’allarme: il proprio marchio sarebbe stato utilizzato da alcuni individui per tentare di truffare ignari utenti. Fingendo di rappresentare la società cinematografica, i malintenzionati avrebbero contattato alcune persone proponendo loro presunti incarichi da svolgere per conto dell’azienda, dietro la promessa di un compenso, per poi chiedere versamenti di denaro. La casa di produzione ha già avviato le azioni necessarie per tutelarsi e tutelare gli utenti coinvolti, precisando di essere completamente estranea alle richieste avanzate dai truffatori.

Sfruttando il nome di Universal Pictures Italia, alcuni individui avrebbero infatti avvicinato potenziali vittime attraverso telefono, whatsapp e Telegram, proponendo loro di svolgere piccoli compiti in cambio di un pagamento. Una volta instaurato un rapporto di fiducia, sarebbe arrivata la richiesta di denaro, con la promessa di sbloccare presunti guadagni o accedere a opportunità lavorative.

"Abbiamo appreso di un’operazione fraudolenta condotta da individui sconosciuti che si spacciano per rappresentanti di Universal Pictures", ha fatto sapere la società in una nota, spiegando che tali soggetti "contattano gli utenti tramite telefono, whatsapp e Telegram" e chiedono loro di svolgere attività in cambio di un pagamento per poi richiedere denaro. Universal Pictures ha inoltre precisato di avere intrapreso le azioni legali necessarie e tutelarsi.

Le truffe che sfruttano il nome di aziende famose

Il caso che coinvolge Universal Pictures rientra in un fenomeno sempre più diffuso: l’utilizzo illecito del nome di aziende conosciute per rendere più credibili offerte inesistenti. Il meccanismo sfrutta la fiducia associata a un marchio riconosciuto e spinge le vittime ad abbassare le proprie difese davanti a richieste che, senza l’utilizzo di nomi altisonanti, potrebbero apparire sospette.

Uno degli esempi più recenti riguarda Eni. Nel 2024 la polizia ha oscurato oltre 400 siti che utilizzavano abusivamente il marchio della società energetica e l’immagine dei suoi vertici per promuovere falsi investimenti online. In alcuni casi erano stati utilizzati anche video realizzati con intelligenza artificiale per rendere più credibile il raggiro. Un meccanismo simile è stato segnalato anche dalla Banca d’Italia, che ha messo in guardia dagli annunci diffusi sui social nei quali vengono utilizzati nomi di personaggi noti o aziende famose per pubblicizzare investimenti inesistenti.

Come funzionano le false offerte di lavoro online

Le truffe che partono da una finta offerta di lavoro seguono spesso uno schema preciso: la vittima viene contattata attraverso piattaforme di messaggistica con la promessa di guadagni facili per attività semplici, in genere piccole operazioni online. In alcuni casi viene anche riconosciuto un primo compenso, utilizzato dai truffatori per costruire un rapporto di fiducia, prima di arrivare alla richiesta di somme più consistenti. Proprio per questo motivo, gli esperti invitano a prestare attenzione a qualsiasi proposta che preveda un pagamento anticipato per ottenere un lavoro o sbloccare un compenso. Una società seria non chiede mai ai candidati o agli utenti di versare denaro per ricevere un pagamento.

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