High School Musical compie 20 anni: il film simbolo di una generazione cresciuta prima dello streaming

Immagine
Il 30 settembre 2006 arrivava in Italia il film che avrebbe trasformato un pomeriggio davanti alla tv in un rito generazionale. Alle 17 su Disney Channel, con una replica alle 20.30, Troy, Gabriella e le loro canzoni entravano nelle case di un’intera generazione: vent’anni dopo il film è ancora lì, ma quel modo di aspettarlo è ormai un ricordo.

Il 30 settembre 2006, per una generazione di bambini e preadolescenti italiani, non è stato un sabato qualsiasi. Quel giorno, alle 17 in punto, arrivava per la prima volta in Italia High School Musical, il Disney Channel Original Movie che negli Stati Uniti aveva già superato ogni aspettativa. Era anche prevista una replica alle 20.30, così nessuno avrebbe potuto dire di esserselo perso.

A settembre 2006, mentre a Milano venivano presentati i nuovi palinsesti del network, High School Musical veniva indicato come il grande titolo della stagione, con una campagna pubblicitaria che valeva circa 2 milioni di euro. Gli spot partirono il 15 settembre su Rai, Mediaset, MTV, All Music e sulle reti satellitari, affiancati da radio, stampa, web e persino iniziative con Apple legate a iPod e podcasting. A Milano e Roma comparvero anche maxi-poster con diffusione sonora. In America, del resto, High School Musical aveva già dimostrato di poter trasformare un film televisivo in un fenomeno pop. La prima messa in onda, il 20 gennaio 2006, aveva raggiunto 7.732.000 spettatori, all’epoca il miglior risultato nella storia di Disney Channel. Alla vigilia del lancio italiano, la colonna sonora aveva già superato 2,8 milioni di copie vendute e sarebbe diventata la prima soundtrack di un film televisivo a raggiungere il numero uno della Billboard 200. Il DVD, uscito negli Stati Uniti a maggio, aveva superato i 2,5 milioni di copie.

Il film che aveva già una hit italiana prima ancora di arrivare in tv

In Italia Disney costruì anche una piccola operazione musicale locale attorno al debutto. Il 15 settembre, quindici giorni prima dell'arrivo del film in tv, Luca Dirisio pubblicò Se provi a volare, versione italiana di Breaking Free, uno dei brani simbolo di High School Musical. Un modo molto diverso di lanciare una storia: la canzone entrava nelle radio mentre il pubblico aspettava di vedere da dove arrivasse, il film arrivava con un giorno e un’ora prestabiliti, la colonna sonora diventava un oggetto da comprare e il DVD sarebbe arrivato l’11 ottobre, pochi giorni dopo il debutto televisivo. Prima ancora dell’era dei cataloghi sterminati, insomma, ogni elemento del fenomeno rimandava all’altro.

Immagine
Luca Dirisio

È forse questa la cosa che, vent’anni dopo, colpisce di più. Oggi possiamo aprire Disney+ e iniziare High School Musical quando vogliamo. Nel 2006 non c’era in Italia un servizio di streaming in grado di mettere a disposizione immediatamente un catalogo del genere: Disney+ sarebbe arrivato nel nostro Paese soltanto il 24 marzo 2020. Per questo l’attesa faceva parte dell’esperienza. Il film non compariva semplicemente sullo schermo: aveva un momento preciso in cui arrivava nelle nostre case. E quel momento diventava materia di conversazione, passaparola, tormentoni e canzoni che nei giorni successivi si continuavano a cantare anche quando il film era già finito. Eppure, quasi paradossalmente, High School Musical fu anche uno dei primi segnali di quel cambiamento tecnologico che avrebbe poi cancellato proprio quel modello di fruizione: il 14 marzo 2006 diventò infatti il primo film televisivo disponibile per il download digitale sull’iTunes Music Store. In altre parole, il fenomeno nato dal palinsesto stava già iniziando a uscire dal palinsesto.

Da film per la tv a macchina da pop culture

High School Musical, infatti, smise rapidamente di stare dentro i confini di un film televisivo. Dopo il primo film, nel 2007 arrivò High School Musical 2 e, nel frattempo, a novembre 2006 era partito un tour internazionale di 40 date con diversi membri del cast originale; il fenomeno approdò poi nei parchi Disney e sui palchi teatrali. In Italia, nel 2008, la Compagnia della Rancia portò High School Musical a teatro con una produzione ufficiale Disney.  Poi arrivò il cinema vero e proprio. High School Musical 3: Senior Year, uscito nel 2008, fu il primo capitolo della saga pensato per il grande schermo e incassò oltre 252 milioni di dollari nel mondo. A quel punto Troy e Gabriella non erano più soltanto i protagonisti di un film di Disney Channel, ma i volti di un franchise globale.

Immagine
"High School Musical" in Concerto al Verizon Wireless Center di Washington, DC (2006)

La cosa più curiosa, guardando a vent’anni fa, è che il franchise è riuscito a sopravvivere anche se è cambiato completamente il modo in cui viene fruito. Nel 2019 è arrivata su Disney+ High School Musical: The Musical: The Series, una nuova storia ambientata ancora a East High, durata quattro stagioni fino al 2023. La quarta e ultima stagione è stata pubblicata il 9 agosto 2023 con tutti gli otto episodi disponibili contemporaneamente. Non manca neppure il cortocircuito generazionale: nell’ultima stagione sono tornati Corbin Bleu, Monique Coleman, Lucas Grabeel, Bart Johnson, Alyson Reed e Kaycee Stroh, gli interpreti storici di Chad, Taylor, Ryan, Coach Bolton, Ms. Darbus e Martha che, nel gioco metanarrativo della serie, interpretavano loro stessi e i loro vecchi personaggi mentre veniva immaginata la realizzazione di High School Musical 4: The Reunion.

Vent’anni dopo, Disney Channel non c’è più

A raccontare meglio di qualsiasi altra cosa quanto sia cambiato il modo di guardare la televisione basta pensare proprio a Disney Channel. È lì, nel 2006, che High School Musical era diventato un fenomeno: un appuntamento inserito dentro un palinsesto, con un’ora precisa e una replica qualche ora dopo. Nel 2020, in Italia, Disney Channel ha chiuso definitivamente, dopo 22 anni di trasmissioni. Molti dei suoi contenuti sono passati progressivamente al modello on demand di Disney+, arrivato nel nostro Paese pochi mesi prima. Quel canale che aveva scandito i pomeriggi di una generazione, quindi, non esiste più come luogo televisivo lineare: oggi lo stesso catalogo vive dentro una piattaforma dove tutto è disponibile quando decidiamo noi. È questo, forse, il dettaglio che più racconta il passaggio di un’epoca. Non è cambiato il film che guardiamo, ma il modo di viverlo: nel 2006 bastava sapere che High School Musical sarebbe arrivato alle 17 per farne un piccolo evento, oggi possiamo ritrovarlo in qualsiasi momento e tornare a East High ogni volta che ne abbiamo voglia.

Eppure qualcosa è rimasto. Basta sentire partire We're All in This Together per ritrovarsi con la mente al 30 settembre, alle 17 in punto, con la tv accesa e quella strana sensazione che, dall’altra parte dello schermo, fossimo davvero tutti lì, insieme.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views