Nel 2028 lo spin off di Stranger Things ma senza il cast originale

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Netflix annuncia “Other Worlds: A Stranger Things Adventure”, il nuovo spin-off prequel in arrivo nel 2028. Ambientato nel 1955, avrà nuovi personaggi e non vedrà il ritorno del cast originale.

Il 6 novembre 1983 Will Byers scompariva nel nulla, dando inizio a una vicenda destinata a cambiare per sempre la vita dei suoi amici e a trasformare Hawkins nel centro di un mistero soprannaturale. Quarantatré anni dopo, quella data continua a essere speciale per i fan di Stranger Things, che celebrano ogni anno lo "Stranger Things Day", l'anniversario del giorno in cui tutto è cominciato. E proprio oggi, 6 novembre, Netflix ha scelto di fare loro un nuovo regalo, annunciando un altro capitolo dell'universo creato dai fratelli Matt e Ross Duffer. Si intitolerà Other Worlds: A Stranger Things Adventure, sarà uno spin-off prequel in live action e arriverà sulla piattaforma nel 2028. Questa volta, però, il viaggio non riporterà a Hawkins e non avrà come protagonisti Undici e il gruppo di amici che abbiamo seguito per cinque stagioni: la storia si sposterà nel Nevada degli anni Cinquanta, molto prima degli eventi della serie originale.

Other Worlds, il nuovo prequel di Stranger Things è ambientato nel 1955

Netflix ha annunciato ufficialmente il progetto attraverso Tudum, svelando anche un primo teaser che offre qualche indizio sull'atmosfera della nuova produzione. Other Worlds: A Stranger Things Adventure sarà ambientato nel 1955 a Marion, in Nevada, e racconterà una vicenda precedente non soltanto alla serie madre, ma anche agli eventi di Stranger Things: The First Shadow, lo spettacolo teatrale che ha approfondito il passato di Henry Creel e il suo arrivo a Hawkins nel 1959. Il breve filmato diffuso per l'annuncio punta subito sulla suggestione: una bicicletta abbandonata, una radio portatile agganciata al manubrio e le note di Sh-Boom (Life Could Be a Dream) dei The Chords, successo doo-wop degli anni Cinquanta. La macchina da presa si sposta poi verso il cielo, mentre un boato squarcia le nuvole. Sullo schermo compare un'indicazione temporale precisa: 19 aprile 1955, Marion, Nevada. Un assaggio volutamente enigmatico, che richiama l'immaginario della serie senza però anticipare troppo la natura della minaccia che i nuovi protagonisti dovranno affrontare.

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Stranger Things: The First Shadow al Marquis Theatre di New York (2025)

Le informazioni sulla trama restano per il momento limitate. Una cosa, però, è stata chiarita dai fratelli Duffer: non sarà un ritorno alle vicende della compagnia di Mike, Will, Dustin e Lucas. Il progetto introdurrà una nuova ambientazione, nuovi eroi e nuovi antagonisti, con un gruppo di personaggi inediti. Non sono ancora stati comunicati i nomi degli interpreti né annunciati eventuali ritorni del cast originale. Alla guida del progetto ci saranno comunque volti già familiari a chi conosce la storia di Stranger Things. Matt e Ross Duffer saranno coinvolti come co-creatori e produttori esecutivi insieme a Kate Trefry, storica sceneggiatrice della serie, che ricoprirà anche il ruolo di showrunner e scriverà il nuovo capitolo. Trefry è anche l'autrice di The First Shadow, il progetto teatrale che ha già permesso di esplorare una parte del passato di Henry Creel. La regia dei primi tre episodi sarà invece affidata a Joe Wright, cineasta britannico conosciuto per film come Orgoglio e pregiudizio, Espiazione e L'ora più buia. Le riprese si svolgeranno nel New Mexico. La scelta di affidare l'apertura della serie a un regista con un percorso cinematografico come quello di Wright lascia inoltre immaginare un progetto che potrebbe cercare una propria identità visiva, pur mantenendo il legame con l'universo narrativo da cui proviene.

Netflix punta su nuovi personaggi

L'annuncio di Other Worlds arriva in un momento particolare per il franchise. Con la quinta stagione, Stranger Things ha concluso la storia principale, salutando i personaggi che per quasi dieci anni hanno accompagnato il pubblico. Per Netflix, però, la fine della serie non coincide con quella dell'universo narrativo costruito dai fratelli Duffer. Finora l'espansione aveva preso due direzioni differenti: da una parte The First Shadow, che ha portato a teatro il passato di Henry Creel, raccontando anche gli anni dell'adolescenza di Joyce, Hopper e Bob nella Hawkins del 1959. Dall'altra Stranger Things: Tales From '85, la serie animata che torna invece a seguire il gruppo originale durante l'inverno del 1985, collocandosi nella cronologia tra la seconda e la terza stagione. Con Other Worlds la strategia sembra cambiare ulteriormente: non più soltanto riempire gli spazi lasciati vuoti nella storia principale, ma costruire una mitologia capace di sostenere avventure indipendenti.

È questa la direzione indicata dagli stessi fratelli Duffer nel comunicato diffuso per lo Stranger Things Day. "Sono anni che immaginiamo questo progetto e vederlo diventare realtà è surreale ed entusiasmante", hanno dichiarato, anticipando che il nuovo capitolo conserverà l'identità della serie, pur presentando elementi inediti: "È Stranger Things, ma anche qualcosa di sorprendentemente nuovo, con una nuova ambientazione, nuovi eroi e antagonisti". Poche parole, nessuna anticipazione sulla trama, ma un'indicazione piuttosto chiara: l'intenzione è ampliare l'universo narrativo senza limitarsi a riproporre personaggi e dinamiche già conosciute.

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Matt e Ross Duffer

La pietra trovata da Henry e il mistero che il prequel promette di chiarire

Nel finale della quinta stagione era rimasto un interrogativo legato all'origine dei poteri di Henry. Quando era ancora un bambino, il futuro Vecna si era imbattuto in uno scienziato proprio nelle grotte del Nevada e, dopo averlo colpito a morte, aveva aperto la sua valigetta, trovandovi una misteriosa pietra luminosa contenente particelle del Mind Flayer. Entrando in contatto con il reperto, Henry era stato posseduto dalla creatura, dando inizio al legame che avrebbe segnato il suo destino. La questione non era stata risolta del tutto e i fratelli Duffer avevano lasciato intenzionalmente aperto quel passaggio. In un'intervista a Entertainment Weekly il 1° gennaio 2026, dopo il finale della serie, Ross Duffer aveva definito quello della pietra "l'unico piccolo spiraglio che abbiamo voluto lasciare aperto", confermando che la sua origine sarebbe stata chiarita in seguito. Matt aveva poi precisato che non bisogna aspettarsi una serie interamente incentrata sul Mind Flayer: "Risponderà a quella domanda, ma avrà una sua mitologia. Sarà qualcosa di molto diverso". I due avevano anche spiegato che lo spin-off avrebbe approfondito la provenienza dello scienziato, le ragioni della sua presenza nella grotta e la natura della misteriosa sostanza. La nuova serie potrà quindi tornare su alcuni interrogativi legati al passato di Henry, senza necessariamente farne il protagonista assoluto. Non a caso, già a gennaio Ross Duffer aveva spiegato che continuare a esplorare soltanto i piccoli spazi rimasti vuoti nella cronologia della serie avrebbe rischiato di rendere le nuove storie sempre più forzate.

È probabilmente questa la sfida più importante per Netflix: dimostrare che Stranger Things può esistere anche lontano da Undici, Mike e dai ragazzi di Hawkins. I Duffer sembrano voler conservare ciò che ha reso riconoscibile il titolo, tra mistero, avventura e orrore, senza però limitarsi a riprodurre la formula che ha funzionato per cinque stagioni. Il titolo Other Worlds, dopotutto, sembra già suggerire questa direzione: non un altro viaggio a Hawkins, ma la possibilità di esplorare "altri mondi"oltre i confini della cittadina dell'Indiana. Il rischio, naturalmente, è quello di perdere proprio il legame emotivo con i personaggi che hanno reso la serie un fenomeno mondiale. La scommessa di Netflix sarà riuscire a far affezionare il pubblico a una nuova compagnia, senza chiedergli semplicemente di rivivere ciò che ha già vissuto.

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