La serie Criminal Minds finirà davvero con la ventesima stagione nel 2027?
Una lavagna coperta di fotografie, una serie di indizi da collegare, un profilo da costruire prima che l'assassino colpisca ancora. È da queste scene che il pubblico ha imparato a riconoscere Criminal Minds, seguendo per ventun'anni gli agenti della Behavioral Analysis Unit dell'FBI dentro indagini sempre diverse, ma anche nelle loro vite fuori dal lavoro.
Adesso, però, anche la BAU si prepara a un ultimo capitolo. Criminal Minds: Evolution si concluderà con la ventesima stagione, prevista nel 2027, mettendo fine a un franchise nato nel 2005 e già capace di sopravvivere a una prima chiusura. A riportare la notizia è stato The Hollywood Reporter, prima della conferma da parte di Paramount+, che ha diffuso anche le prime immagini dei nuovi episodi. L'annuncio ha suscitato le reazioni degli interpreti storici, tra malinconia, ironia e qualche dichiarazione che lascia aperta la possibilità che per la squadra non sia ancora arrivato l'ultimo caso.
Il saluto del cast alla serie
Le riprese della ventesima stagione si erano già concluse quando la decisione di chiudere la serie è stata resa pubblica. Gli attori avevano così girato quelli che sarebbero stati gli ultimi episodi senza sapere che non ci sarebbe stato un nuovo capitolo: nessun saluto sul set, nessuna consapevolezza che quella sarebbe stata l'ultima volta insieme davanti alle telecamere. I primi addii sono arrivati quindi sui social, dove i volti storici della serie hanno condiviso messaggi e fotografie. A.J. Cook, interprete di Jennifer Jareau, il giorno di Halloween ha pubblicato uno scatto in cui posa accanto a una lapide dedicata a JJ, accompagnata dalla scritta "Riposa in pace, JJ (per ora)". Quel riferimento finale non è passato inosservato, lasciando intendere, anche se con ironia, che il personaggio potrebbe non aver detto ancora la sua ultima parola. Paget Brewster, che interpreta Emily Prentiss dalla seconda stagione, ha invece scelto una fotografia in bianco e nero con la scritta "Free Agent" ("Agente libera"), giocando sul futuro professionale del suo personaggio dopo quasi vent'anni trascorsi nella serie.

Tra i messaggi che hanno lasciato maggiormente aperta la porta al futuro c'è quello di Kirsten Vangsness, che presta il volto a Penelope Garcia fin dalla prima stagione. In un video l'attrice ha raccontato di aver accolto la notizia con sentimenti contrastanti, ricorrendo a un paragone con La fabbrica di cioccolato, in particolare con il momento in cui Charlie riceve la tavoletta di cioccolato, descrivendo la sensazione come "dolceamara". Da una parte la gratitudine per aver preso parte a un progetto arrivato a venti stagioni, una longevità tutt'altro che scontata; dall'altra la difficoltà di pensare che quell'esperienza possa davvero finire. Vangsness ha però aggiunto che la showrunner Erica Messer è convinta che ci siano ancora molte storie da raccontare. "Se potessimo continuare a farlo da qualche altra parte, sarebbe fantastico. So che è quello che pensiamo tutti", ha dichiarato. Parole che testimoniano la disponibilità del cast a proseguire l'avventura della BAU qualora si presentasse l'occasione. Anche gli altri interpreti hanno voluto dedicare un pensiero ai colleghi. R.J. Hatanaka, entrato nel cast con il ruolo di Tyler Green nella sedicesima stagione, ha condiviso una fotografia del gruppo definendolo "il gruppo migliore". A.J. Cook ha ricondiviso lo scatto aggiungendo che quelle persone avranno "per sempre un posto nel mio cuore", mentre Aisha Tyler, interprete di Tara Lewis, ha accompagnato la stessa immagine con una dedica altrettanto affettuosa: "Una famiglia per sempre".
Da CBS a Paramount+: ventun'anni di Criminal Minds e due spin-off
Era il 22 settembre 2005 quando Criminal Minds debuttò su CBS. Creata da Jeff Davis, la serie portava al centro della scena la Behavioral Analysis Unit, una squadra di profiler dell'FBI specializzata nell'analisi del comportamento dei criminali, con l'obiettivo non soltanto di ricostruire un delitto, ma di comprendere la personalità di chi lo aveva commesso, le sue ossessioni e le motivazioni che lo spingevano ad agire. Nella prima formazione della squadra c'erano Jason Gideon, interpretato da Mandy Patinkin, Aaron Hotchner (Thomas Gibson), Derek Morgan (Shemar Moore), Spencer Reid (Matthew Gray Gubler), Jennifer Jareau, Penelope Garcia ed Elle Greenaway (Lola Glaudini). Nel corso degli anni la formazione è cambiata più volte, tra addii, nuovi ingressi e ritorni. Nel 2007, ad esempio, è arrivato Joe Mantegna nei panni di David Rossi, destinato a diventare uno dei volti storici della produzione. La serie originale ha concluso il proprio percorso nel 2020, dopo quindici stagioni. Per due anni la BAU è rimasta fuori dal piccolo schermo, fino al ritorno nel 2022 con Criminal Minds: Evolution, distribuita su Paramount+. Non un reboot, ma una continuazione diretta, identificata come sedicesima stagione della storia originale. Il progetto ha recuperato gran parte degli interpreti storici e ha introdotto un formato più vicino alla serialità dello streaming. La ventesima (e ultima) stagione sarà dunque la quinta con il sottotitolo Evolution.
Prima del ritorno, il franchise aveva già tentato di allargarsi attraverso due spin-off, senza però ottenere gli stessi risultati della serie madre. Il primo è stato Criminal Minds: Suspect Behavior, arrivato nel 2011 con Forest Whitaker nel ruolo di Sam Cooper. Al centro c'era una nuova squadra dell'FBI, la cosiddetta Red Cell, specializzata in interventi particolarmente rischiosi e caratterizzata da metodi meno convenzionali rispetto a quelli della BAU. Il progetto si è fermato però dopo appena tredici episodi. Nel 2016 è arrivato Criminal Minds: Beyond Borders, con Gary Sinise nei panni di Jack Garrett. In questo caso la squadra si occupava di intervenire fuori dagli Stati Uniti, seguendo le vicende di cittadini americani coinvolti in situazioni criminali all'estero. L'idea di spostare le indagini in contesti internazionali non è bastata a garantire la continuità della produzione, che si è conclusa nel 2017 dopo due stagioni. Due tentativi diversi, entrambi incapaci di riprodurre il successo del titolo originale, che nel frattempo continuava a essere uno dei procedural più riconoscibili della televisione americana.
La petizione per salvare JJ e il ritorno su TikTok
Il profondo rapporto tra Criminal Minds e il suo pubblico precede di molto l'era dei video virali. Nel 2010, quando CBS decise di non rinnovare i contratti di A.J. Cook e Paget Brewster, una parte dei fan si mobilitò online per chiederne il reintegro con la petizione "Save the Actresses" che raccolse quasi 60mila firme. Alla fine Cook venne riassunta nel 2011 come membro stabile del cast e in seguito anche Brewster tornò a far parte della serie. Un episodio che dimostra quanto il legame con alcuni personaggi fosse già allora una componente importante dell'identità dello show.

Il successo di Criminal Minds non si è fermato con la fine della sua prima stagione. Nel 2020, mentre negli Stati Uniti gli episodi erano disponibili su Netflix, la serie ha cominciato a circolare anche su TikTok, dove ha trovato spettatori che non l'avevano mai seguita durante la messa in onda su CBS. Nell'agosto di quell'anno, il Los Angeles Times riportava oltre 1,5 miliardi di visualizzazioni per i video pubblicati con l'hashtag #CriminalMinds. La piattaforma si era riempita di montaggi, scene riprese dagli episodi, imitazioni dei dialoghi e contenuti dedicati ai personaggi. A conquistare una particolare popolarità era stato Spencer Reid, interpretato da Matthew Gray Gubler, diventato uno dei protagonisti più amati del fandom per la sua intelligenza e il carattere introverso. Una popolarità che ha contribuito a mantenere la serie al centro delle conversazioni online anche a distanza di anni dal debutto. L'affezione del pubblico è riemersa anche dopo l'annuncio della conclusione. Su X e Instagram sono comparsi numerosi messaggi di dispiacere, ricordi legati ai personaggi e richieste di non interrompere definitivamente la storia della BAU. C'è chi spera che un'altra piattaforma possa raccogliere il testimone, come già accaduto dopo la chiusura del 2020, e chi invece considera arrivato il momento di congedarsi dalla squadra. Non tutti, del resto, hanno accolto con entusiasmo le ultime stagioni: accanto alla delusione per la cancellazione, sono emerse anche critiche alle scelte narrative di Evolution e al cambiamento rispetto alla formula originale. Un dibattito che dimostra come, dopo vent'anni, Criminal Minds continui a dividere e appassionare il suo pubblico.
Dal caso della settimana alla serialità: come è cambiato il racconto di Criminal Minds
In ventun'anni a cambiare non è stato soltanto il cast, ma soprattutto il linguaggio narrativo della serie, che si è adattato alle trasformazioni della televisione e alle nuove abitudini del pubblico. Nella versione CBS, Criminal Minds seguiva prevalentemente la struttura del procedural: ogni episodio presentava un nuovo caso, dall'analisi della scena del crimine alla costruzione del profilo, fino alla ricerca del responsabile. Le vicende personali degli agenti procedevano parallelamente, ma il cuore del racconto restava l'indagine settimanale. Una formula che si adattava alla programmazione televisiva tradizionale, in cui lo spettatore ritrovava ogni settimana la squadra alle prese con un caso diverso, senza dover necessariamente ricordare tutti i passaggi della puntata precedente. Con il passaggio a Paramount+, Evolution ha sperimentato una struttura più serializzata, nella quale le indagini potevano svilupparsi lungo più episodi e le vicende dei personaggi trovare maggiore spazio. La possibilità di recuperare le puntate in qualsiasi momento e di seguire più facilmente i diversi passaggi di una storia ha favorito questo cambiamento, senza che fosse più necessario ricondurre ogni caso alla durata di un singolo episodio. Ne è un esempio Elias Voit, il serial killer che tiene sotto scacco la BAU nelle prime stagioni della nuova versione e la cui vicenda accompagna la squadra lungo un intero arco narrativo. La formula, tuttavia, non è rimasta immutata: in occasione del debutto della diciannovesima stagione, nel maggio 2026, Erica Messer ha spiegato a TVLine che il nuovo ciclo avrebbe recuperato un'impostazione più vicina ai casi della settimana della versione CBS, definendola una sorta di formula ibrida. Non a caso, la stagione ha debuttato su Paramount+ con due episodi disponibili contemporaneamente, per poi proseguire con una puntata a settimana fino al finale.
Criminal Minds finirà davvero?
Criminal Minds continua ancora oggi ad essere presente nelle abitudini di visione del pubblico. Secondo i dati Nielsen relativi al primo semestre del 2026, la serie ha totalizzato 13,145 miliardi di minuti di visione negli Stati Uniti, classificandosi all'undicesimo posto tra i titoli più visti in streaming. Il conteggio riguarda i 365 episodi disponibili tra Hulu e Paramount+ e comprende l'intero catalogo, non soltanto le puntate inedite della diciannovesima stagione, un dato che dimostra quanto il pubblico continui ancora oggi a recuperare anche le stagioni più vecchie.
La ventesima stagione sarà dunque l'ultimo capitolo annunciato di una storia televisiva che ha attraversato oltre due decenni. Al momento non ci sono progetti confermati per proseguire altrove, ma le parole del cast sembrano lasciare qualche speranza su possibili sviluppi futuri. Del resto, Criminal Minds ha già dimostrato di poter tornare dopo una conclusione che sembrava definitiva: nel 2020 il pubblico aveva salutato la serie dopo quindici stagioni, ma nel 2022 la BAU era tornata su Paramount+ con una nuova formula. Per ora, alla squadra resta un ultimo caso da affrontare. E, almeno nelle intenzioni di chi le ha dato volto e voce, non è detto che sia l'ultimo in assoluto.