
Jessie Buckley ha vinto l'Oscar come miglior attrice protagonista e non sarebbe potuto essere altrimenti, la sua Agnes Hathaway in Hamnet- Nel nome del figlio è una di quelle interpretazioni che squarcia lo schermo, per intensità, bravura e verità. Il dolore straziante della perdita di un figlio, descritto da Chloe Zao, diventa il punto di partenza di un racconto più ampio e intimo, che delinea la genesi di una delle opere più importanti del teatro moderno, l'Amleto di Shakespeare. La perdita diventa presenza costante nella vita di una madre, privata del suo bene più prezioso. L'attrice, prima donna irlandese a ricevere il premio in questa categoria, sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles, si è rivolta alle donne: "Grazie, grazie davvero. Questa cosa davvero è reale. Grazie, a tutte le incredibili donne e madri sono stata ispirata dal vostro cuore".

Non c'è stata persona che una volta lasciata la sala, dopo aver visto Hamnet, non abbia pensato che di aver assistito a un capolavoro. Un film pieno, intenso, che intreccia la storia di una delle figure più amate al tempo stesso misteriose della letteratura, ovvero William Shakespeare, a quella più personale, delicata e dolente della sua compagna di vita, Agnes Hathaway. Un'interpretazione, quella di Jessie Buckley, che lascia senza fiato. La sua disperazione, l'angoscia, il tormento di aver perso per sempre suo figlio, dato alla luce con fatica e dolore, si stempera alla visione di un'opera che porta il suo nome, un'opera che riporta in vita, seppur per qualche ora, la purezza di quel figlio andato via troppo presto, quel bambino coraggioso che pur di salvare sua sorella da una morte certa, ha lasciato che l'oscurità lo avvolgesse per sempre. Le lacrime di Jessie Buckley segnano il suo volto, come quello degli spettatori che in sala non possono far altro che compenetrarsi, commuoversi, lasciarsi andare alla sofferenza di una perdita inaccettabile e incomprensibile. Se il momento in cui Agnes comprende di aver perso il suo Hamnet è straziante, quello in cui lo immagina attraversare la soglia tra la vita e un lontano aldilà, servendosi della scenografia di un'opera teatrale scritta nel suo ricordo, destinata a diventare imperitura, è ancor più toccante. Il dolore diventa corale, condiviso, in un abbraccio che unisce pubblico e attori sulla scena.

Il discorso di Jessie Buckley: "Al caos straordinario che è il cuore di una madre"
L'attrice, quindi, commossa ed emozionata, nel ricevere il premio scoppia in una risata che coinvolge l'intera platea, poi si sofferma sul ruolo che le ha permesso di vincere questo riconoscimento. Buckley intreccia la storia della sua Agnes con la sua vita personale:
Sembra una sorta di folle alchimia il fatto che tutte queste cose entrino in collisione in un giorno come oggi. Mia figlia ha avuto il suo primo dentino in questa settimana. Mi sono svegliata con lei sul mio petto, che mi coccolava, e sento che è un dono poter esplorare la maternità attraverso questa incredibile madre che Agnes è ed è stata. E poi diventarlo anche io, e ricevere questo riconoscimento per l'incredibile ruolo che le madri svolgono nel mondo, in questo giorno è qualcosa che non dimenticherò mai.
Jessie Buckley, quindi, continua: "Oggi nel Regno Unito è la Festa della mamma, quindi vorrei dedicare questo premio allo splendido caos che è il cuore di una madre. Veniamo tutte da una discendenza di donne che continuano a dare la vita contro ogni previsione". Infine si rivolge ai suoi genitori presenti in sala e a suo marito, nonché padre della sua bambina, Freddie Sørensen:
Mamma, papà, grazie per averci insegnato a sognare e a non farci mai definire dalle aspettative degli altri, ma a prenderci cura delle cose seguendo la nostra passione. Ti amo. Sei il papà più incredibile. Sei il mio migliore amico e voglio avere altri 20mila bambini con te.
Il successo di Hamnet-Nel nome del figlio
Il film di Chloe Zao è stato uno dei titoli più visti da quando è arrivato in sala per la prima volta sei settimane fa. Il film ha incassato circa 80 milioni di dollari. In Italia ha superato i 3,5 milioni di euro, posizionandosi quasi sempre tra i primi dieci film più visti del weekend. Non è scontato che l'opera di Chloe Zao, già regista di Nomadland, riscuotesse un successo così capillare, considerando anche la natura della pellicola, definito un dramma storico.