Impressionante scoperta nei giorni scorsi nei territori selvaggi nel nord dello stato dell'Arizona, negli Stati Uniti D'America. Abbandonati in una landa desolata e desertica, a formare una scena surreale, sono stati rinvenuti in resti di circa duecento cavalli, parte delle mandrie di cavalli selvatici che popolano la zona. Il macabro ritrovamento nei territori dei nativi americani delle tribù dei Navajo. La morte dei quadrupedi è stata attribuita alla continua siccità e alla carestia che da tempo ormai colpisce l'area. I cavalli che muoiono dorante la ricerca di acqua non è una novità assoluta visto che la siccità è un problema stagionale ma i numeri ormai sono diventati enormi.

Lo stesso vice presidente della Navajo Nation, Jonathan Nez, ha spiegato che probabilmente gli animali "stavano cercando acqua per  restare in vita ma sfortunatamente durante la ricerca sono rimasti  intrappolati nel fango e non sono riusciti a scappare perché già troppo deboli". La stessa comunità navajo, il cui territorio si estende fra gli stati dell'Arizona, dello Utah e del New Mexico, da anni ormai fa i conti con una siccità terribile in questo periodo dell'anno che mette in pericolo la stessa esistenza di piccole comunità rurali tanto che è stato dichiarato anche lo stato di emergenza. Al contempo la popolazione di cavalli selvatici è cresciuta negli ultimi anni da circa 50mila a 70mila esemplari, di fatto riducendo le risorse per ognuno. "Questo tragico incidente  è esemplificativo del problema di sovrappopolamento dei cavalli che la nostra regione sta affrontando. Non ci sono risorse per tutti gli animali", ha spiegato anche il Presidente della Regione Russell Begaye.