Sopravvissuta ad Auschwitz perché non c’era più gas, compirà 101 anni
Nei campi di sterminio nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale spesso la differenza tra la vita e la morte per i prigionieri era rappresentata da fatti del tutto casuali e fuori dal loro controllo. È quanto accaduto anche alla signora Klara Marcus che riuscì a salvarsi solo perché nelle camere a gas era finito il gas. "Oggi è il tuo giorno fortunato" le dissero le SS addette alle camere a gas quando la fecero uscire viva assieme ad altre donne destinate ad essere uccise. "Quando ci hanno fatto entrare e hanno aperto il gas, si sono accorti che era finito. Una delle guardie ha scherzato dicendo che era il nostro giorno fortunato perché ne avevano già uccisi talmente tanti che non era rimasto gas per noi. Quel giorno Dio mi stava guardando" ha raccontato oggi lei stessa durante un'intervista al settimanale tedesco Bild in occasione del suo 101esimo compleanno.
Tutta la famiglia sterminata nei campi nazisti
La signora, che in quegli anni è sopravvissuta a ben tre campi di concentramento nazisti, prima Dachau e Ravensbruck poi Auschwitz, infatti nei prossimi giorni compirà 101 anni. Quando la costrinsero a entrare nella camera a gas ne aveva trenta e pesava appena 32 chilogrammi. Con tutta la sua famiglia sterminata nei campi di concentramento tedeschi, la donna oggi racconta di avere capito in quel giorno fortunato che non aveva più nulla da perdere. Una consapevolezza che le diede la forza necessaria per resistere e poter tornare a casa in Romania. Nel Paese, dope vive ancora, si è ricostruita una vita assieme al marito e pochi giorni fa ha ricevuto la vista di un funzionario del governo con un attestato di onorificenza.