Obama: “Con la storia dell’arte non si fanno soldi”. Poi si scusa con gli studenti
Ricordate quando il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti disse: "Con la cultura non si mangia"? Apriti cielo: ne scaturì una (giustissima) polemica. "Come può un ministro dire una simile amenità? Come si permette il signor Tremonti"? Ebbene, il 30 gennaio scorso Barack Obama era in visita a uno stabilimento della General Electric in Wisconsin quando, parlando di disoccupazione, aveva detto: "La gente potenzialmente può fare molti più soldi con un impiego qualificato nel settore manifatturiero, che non con una laurea in Storia dell’Arte". Immaginando le polemiche il capo della Casa Bianca aggiunse: "Io amo la Storia dell’Arte, e non vorrei ricevere adesso un mucchio di e-mail da tutti. Intendevo solo dire che si può guadagnare bene e avere una grande carriera, anche senza prendere la laurea, a patto di acquisire le capacità e fare l’addestramento necessario".
Prevenire le polemiche non è bastato ad evitarle. La professoressa di Storia dell'Arte alla University of Texas di Austin, Anna Collins Johns, ha preso carta e penna e scritto a Obama, spiegandogli che grazie alla sua disciplina insegnava agli studenti a pensare in maniera critica, quindi ad essere cittadini maturi e non solo "produttori" di merci. Obama, tutt'altro che risentito, non ha esitato a rispondere alla docente: "Cara Ann, consentimi di chiedere scusa per le mie dichiarazioni improvvisate. Stavo facendo un commento riguardo il mercato del lavoro, non il valore della Storia dell’Arte. Tra l’altro, la Storia dell’Arte era una delle mie materie preferite al liceo, e mi ha aiutato a provare molte gioie nella vita, che altrimenti avrei perso. Perciò, per favore, trasmetti le mie scuse per il commento superficiale all’intero Dipartimento, e considera che stavo cercando di incoraggiare i giovani che potrebbero non essere predisposti a quattro anni di università, ad essere aperti all’addestramento tecnico che potrebbe guidarli verso una carriera onorevole". Avete mai letto scuse del genere da Tremonti?