Il papà della marijuana terapeutica: “Un tesoro ancora da esplorare”
"Il cannabidiolo è un tesoro ancora da esplorare per la farmacologia. È un anti-infiammatorio Non è una droga. Solo che immettere un preparato sul mercato costa tantissimo e per ora nessuno sembra interessato a investire nell’erba migliore". È quanto ritiene il professor Raphael Mechoulam, papà israeliano della marijuana terapeutica e da sempre strenuo difensore dell'uso farmacologico della pianta. Cinquant’anni fa Mechoulam è riuscito a isolare e a definire la struttura del tetraidrocannabinolo (Thc), il principio psicoattivo dell’erba, dopo aver scoperto poco prima il cannabidiolo (Cbd), altro elemento fondamentale ma non tossico e senza effetti stupefacenti. Grazie a quelle scoperte "ormai i coltivatori sono in grado di produrre piante con precise percentuali di Thc e Cbd" ha spiegato l'ex rettore dell’Università ebraica di Gerusalemme intervistato da Davide Frattini sul Corriere della Sera.
Fondamentale il controllo medico
In effetti oggi la cannabis venduta spesso è piena di tetraidrocannabinolo con una ridotta quantità di Cbd solo per provocare sballo. "È fondamentale invece che i medici sappiano esattamente quello che prescrivono e i pazienti quello che prendono, come per tutti i medicinali" ha tenuto a sottolineare Mechoulam, ricordando che "Uno studio recente ha dimostrato l’efficacia della cannabis contro il disturbo da stress postraumatico, un aiuto fondamentale in un Paese come questo dove le guerre non finiscono mai e i soldati sono ragazzi di 18 anni". Per questo gli studi vanno avanti visto anche che "Il cannabidiolo è un anti-infiammatorio che sembra funzionare per l’artrite reumatoide, l’epilessia nei bambini e la schizofrenia", ha ricordato il professore israeliano che però considera pericoloso l’uso della cannabis fuori dal controllo medico, "come l’alcool e il tabacco".