foto di repertorio
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E' di almeno 39 civili morti, 12 dei quali bambini, il bilancio dell'esplosione di  un palazzo in una zona residenziale della provincia di Idlib, nel nordest della Siria. A renderlo noto l’Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh), specificando che le cause dell’esplosione sono ancora sconosciute. L'incidente è avvenuto ieri, domenica 12 agosto, nella cittadina di Sarmada, nel nord ovest della provincia di Idlib. L'edificio esploso, che si sviluppava su diversi piani, sarebbe interamente crollato. Al suo interno vi sarebbe stato un deposito di armi. Alcune fonti riferiscono anche di un secondo stabile crollato.

Nei primi minuti dopo l'esplosione il numero delle vittime sembrava essere di 12 persone, ma il bilancio è aumentato scavando tra le macerie e potrebbe crescere ancora. L’Osservatorio siriano dei diritti umani ritiene che la maggior parte delle vittime siano componenti delle famiglie di combattenti del gruppo ribelle Hayat Tahrir al-Sham, un’alleanza guidata da jihadisti provenienti da Al-Qaeda provenienti dalla provincia centrale di Homs.

Stando a quanto riferisce la Bbc, l’edificio crollato conteneva munizioni appartenenti a un trafficante d’armi. Negli ultimi mesi molte esplosioni e omicidi hanno scosso la provincia di Idlib, rivolti principalmente contro funzionari e combattenti intenzionati a rovesciare il governo di Bashar al-Assad. Alcuni attacchi sono stati rivendicati dallo Stato Islamico e la maggior parte di essi sono il risultato di lotte intestine tra altri gruppi ribelli.

Quasi due milioni e mezzo di persone vivono nella provincia, metà delle quali sfollate da altre parti della Siria. Idlib è l’ultima grande città siriana ancora sotto il controllo dai ribelli e la sua liberazione dovrebbe essere il prossimo obiettivo delle forze armate siriane comandate da Assad.