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La newsletter di Fanpage.it contro il silenzio

Dario Amodei, il ceo di Anthropic, una delle principali che producono large language model, quella che noi chiamiamo intelligenza artificiale, ha detto che ne andrebbe rallentato lo sviluppo, per valutarne i rischi. Due suoi ex dipendenti hanno detto che potrebbe sterminare il genere umano nel giro di un decennio. E persino gente come Elon Musk si è detta d’accordo con le parole di Amodei.
Ora: la cosa interessante è che l’unica reazione politica degna di nota a queste affermazioni sia stata quella di Donald Trump, che invece ha assunto una linea diametralmente opposta, favorevole allo sviluppo senza freni di queste tecnologie. Per il resto silenzio totale: una tecnologia energivora, potenzialmente in grado di distruggere i livelli occupazionali attuali e con enormi e pericolosissime applicazioni belliche, dovrebbe essere nei pensieri di ogni politico del mondo. Tanto più se di sinistra
E questo, forse, dice tutto sul motivo per cui in Occidente stanno vincendo le destre
La classe operaia ovunque era il bacino della sinistra,ora non più anzi, la classe dirigente non è riuscita a trattenere il proprio elettorato facendo scelte opposte alla propria ideologia e abbandonando i lavoratori.Forse è lì dove si dovrebbero cercare gli errori e non certo dagli elettori.
Aldo
Caro Aldo, credo tu abbia centrato uno dei problemi più profondi della sinistra italiana, ossia l’aver perso quasi del tutto quella connessione con le fasce più deboli sul piano del reddito e delle possibilità. Ciò è accaduto per diverse ragioni, tra cui sicuramente possiamo annoverare quella che tu noti essere come la perdita della bussola ideologica, che ha portato i leader di sinistra a immaginare di volta in volta terze, quarte e quinte vie, ma sempre all’interno di un sistema che era profondamente ingiusto e diseguale. Come dire, hanno accettato di giocare una partita sul tavolo del capitalismo, provando (a volte in buonafede, altre nemmeno) a fare diverse mosse, ma senza mai accorgersi che il banco fosse truccato.
Se la sinistra (non solo italiana, va detto) sembra aver smarrito la rotta, è anche perché questo sistema ha trasformato radicalmente la figura dell’operaio. Ormai questa parola non indica più una coscienza collettiva, ma una semplice condizione lavorativa, al punto che la stragrande maggioranza di essa vota a destra o si fa affascinare dai vari movimenti populisti. Un cambiamento che si è sviluppato anche a causa della destrutturazione culturale che ha riguardato praticamente l’intera popolazione, un fenomeno di cui, ancora una volta, la classe dirigente dei partiti di sinistra si è accorta con enorme ritardo.
E no, appunto, ora non ha senso dare la colpa agli elettori.
Adriano Biondi, Condirettore Fanpage.it
Stanno accadendo cose davvero inaudite. Una di queste è il disegno di legge sul contrasto all'antisemitismo (Atto Senato n. 1004). Un attacco alla democrazia che potrebbe diventare qualcosa di piu' esteso ed inquietante. Stanno provando a contrastare il suo avanzamento, ma, si dovrà ricorrere di nuovo al Presidente Mattarella?
Loretta
Cara Loretta, condivido punto per punto la tua preoccupazione: quello che sta accadendo con il ddl 1004 è un cortocircuito politico che rischia di intaccare al cuore la nostra democrazia.
Il vero nodo di questa legge non sta nelle sanzioni penali, stralciate all'ultimo momento, quanto nell'aver adottato la definizione di antisemitismo dell'IHRA. Un testo che gli stessi estensori raccomandavano di non trasformare in legge, proprio per evitare che diventasse una clava contro il pensiero critico.
Amnesty International lo ha denunciato con estrema chiarezza: vincolare le istituzioni dello Stato, dalle scuole alla magistratura, a questi indicatori significa creare un antecedente pericolosissimo. Il rischio reale è la sovrapposizione concettuale tra la lotta all'antisemitismo e la legittima e doverosa critica alle politiche illegali di Israele. In parole povere, chiunque oggi scenda in piazza per denunciare il genocidio a Gaza, chiunque parli di apartheid o chieda il rispetto dei diritti umani per il popolo palestinese, rischia di essere trattato non come un cittadino che esercita un diritto costituzionale, ma come un sovversivo o una minaccia alla sicurezza nazionale.
A questo si aggiunge l'arma della censura digitale: la legge affida infatti all'Agcom il potere d'imperio di esigere la rimozione immediata dei contenuti online, consegnando a un'autorità amministrativa la facoltà di cancellare denunce e opinioni dalla rete senza nemmeno passare da un giudice. È un impianto liberticida che è potuto passare al Senato solo grazie al voto compatto del centrodestra con l'appoggio di Italia Viva, Azione e di una spaccatura interna al PD, che ha visto diversi suoi esponenti votare a favore insieme alla maggioranza. Un blocco trasversale di fronte al quale solo AVS e Movimento 5 Stelle hanno opposto un'opposizione netta. Ora la palla passa alla Camera. Se il testo dovesse essere confermato senza correzioni, il ricorso al Presidente della Repubblica per un rilievo di incostituzionalità legato all'articolo 21 resterebbe uno dei pochi argini istituzionali rimasti.
Francesca Moriero, redattrice area Politica Fanpage.it
Ho visto che sono state raggiunte le 500mila firme per il referendum sull’educazione sessuoaffettiva a scuola: vorrei capire meglio quali saranno i prossimi passi e se secondo voi questa misura potrebbe davvero cambiare qualcosa.
Chiara
Cara Chiara, il raggiungimento delle 500mila firme per il referendum abrogativo è un’ottima notizia, ci dimostra che c’è attenzione su questo tema, sicuramente molto sentito da studenti, docenti e genitori. È un primo dato da cui partire, ma non ti saprei dire con certezza se si riuscirà davvero a eliminare una legge che comprime pesantemente anche il diritto all’insegnamento e l’autonomia scolastica. L’obiettivo del quesito, lo ricordiamo brevemente, è quello di cancellare l'obbligo del consenso scritto preventivo dei genitori per attività che riguardano l’educazione affettiva e sessuale in classe dalla scuola secondaria di primo grado in poi (e di far saltare il contestuale divieto assoluto delle medesime attività nella scuola dell’infanzia e primaria). Quindi, se si votasse questo referendum, se si raggiungesse il quorum e se vincesse il Sì, la legge 104 del 2026 scomparirebbe dal nostro ordinamento. Ma come vedi ci sono tantissimi “se”: siamo ben lontani dal raggiungimento di questo risultato, il cammino è ancora lungo. E per il momento la legge Valditara resta pienamente in vigore e verrà applicata nel nuovo anno scolastico, per cui gli istituti scolastici non potranno più progettare liberamente interventi di educazione sessuale e affettiva, all’interno dei Piani triennali dell’offerta formativa (Ptof).
Intanto bisogna attraversare tutti i passaggi necessari perché si arrivi davvero a dare la parola ai cittadini: le firme raccolte devono essere depositate presso la Cancelleria della Corte di Cassazione, dove l'Ufficio centrale per il referendum avvierà le procedure di controllo formale. Se la Cassazione darà l’ok, il quesito passerà al vaglio della Corte Costituzionale. Spetta infatti ai giudici della Consulta esprimersi sull'ammissibilità del referendum. Se anche questo step andasse a buon fine, il Presidente della Repubblica potrebbe fissare la consultazione popolare in una data tra il 15 aprile e il 15 giugno del 2027. Quello che possiamo osservare, Chiara, è un certo nervosismo dalle parti del ministero, che poco dopo la notizia del traguardo raggiunto dai promotori dell’iniziativa, ha inviato una nota per puntualizzare alcuni passaggi, sottolineando che “la legge sul consenso informato non impedisce alla scuola di educare al rispetto e all'empatia né tantomeno ostacola la prevenzione della violenza contro le donne”, ma si limita a stabilire “che per attività extra curriculari o di ampliamento dell'offerta formativa sui temi della sessualità, in particolare per quelle legate alla identità di genere, le famiglie siano preventivamente informate”. Per associazioni e sindacati la legge equivale comunque a mettere un “bavaglio”. Il punto è che non si tratta solo di “informare” le famiglie, come fanno notare al ministro Fabrizio Marrazzo e Marina Zela del Comitato promotore del referendum ‘Sì educazione affettiva nelle scuole’, ma si tratta di fissare nuovi paletti, che potrebbero anche comportare per gli studenti l’esclusione da alcune attività. In tempi in cui Vannacci lancia l’allarme su una fantomatica “criminalizzazione del maschio” e chiede al ministro di non firmare il protocollo con la Fondazione Giulia Cecchettin, proprio non ce lo possiamo permettere.
Annalisa Cangemi, capo area Politica Fanpage.it
Direi che è tutto, anche per oggi.
Grazie per averci accompagnato fino a qua.
Francesco