Visti turistici illegali per l’Italia a cittadini russi: arrestati ex consigliere d’ambasciata e direttrice

Avrebbero intascato parte del denaro di almeno 95 cittadini russi per visti turistici per l'Italia e l'area Schengen. Autorizzazioni ottenute con modalità illecite, per cifre tra i 4 mila e i 16 mila euro, ben al di sopra delle tariffe consolari. Due persone sono finite in carcere, perché gravemente indiziate dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.
Si tratta di un ex consigliere di Ambasciata, con incarico di capo missione diplomatica e già destinatario di un provvedimento di licenziamento, e una cittadina russa con nazionalità italiana, residente in Bulgaria, assunta in Ambasciata come direttrice operativa. I finanzieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari. Il diplomatico è stato rimosso dal suo incarico per le gravi violazioni ai doveri d’ufficio.
Gravi irregolarità nella gestione dell'Ufficio Visti
A condurre le indagini i militari del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Roma, coordinate dai magistrati della Procura della Repubblica. Un'inchiesta che nasce da un'ispezione fatta a luglio del 2025, dall’Ispettorato Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nell’Ambasciata d’Italia a Tashkent. Dai controlli delle Fiamme Gialle sono emerse gravi irregolarità nella gestione dell’Ufficio Visti.
Risultavano infatti numerose autorizzazioni rilasciate a cittadini russi per l'ingresso in Italia. Autorizzazioni che però non rispettavano la Decisione del Consiglio dell’Unione Europea del 2022, che aveva disposto la sospensione totale e temporanea dell’accordo di facilitazione del rilascio di visti d’ingresso con la Federazione Russa. I risultati dell'ispezione hanno portato i finanzieri e la Procura ad approfondire il caso.
Documentazione falsa e richiedenti senza requisiti
Le indagini successive fatte con la collaborazione con l'Ispettorato del Ministero e supportate dalle dichiarazioni del personale presente in Ambasciata hanno portato alla luce una sistematica alterazione del sistema di rilascio dei visti turistici. Ciò avveniva da gennaio 2025 nella sede consolare in Uzbekistan. Le autorizzazioni per l'ingresso in Italia e nell'area Schengen venivano rilasciate in modo illegale, sono almeno 95 i casi accertati di cittadini russi che le hanno ottenute.
Si tratta di autorizzazioni con validità variabile tra uno e tre anni, che venivano concesse senza avere i requisiti richiesti ossia la residenza della persona nella circoscrizione territoriale consolare Paese richiedente (Uzbekistan), attraverso documentazione falsificata o non sottoscritta, molte volte senza la presenza fisica del richiedente, veicolate da tre agenzie di viaggio con sede a Mosca. Per ottenere i visti illegalmente i cittadini russi avrebbero pagato alle agenzie tra i 4 mila e i 16 mila euro, ben al di sopra delle tariffe consolari che variano tra i 45 e i 60 euro. I due arrestati, com'è emerso finora in sede d'indagine, si sarebbero intascati parte del denaro, la loro posizione è al vaglio dell'Autorità giudiziaria.