Dopo il leader della Lega, Matteo Salvini, dopo il presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, Partito Democratico, e altri governatori, anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha chiesto al governo di Mario Draghi di riaprire i ristoranti la sera. La richiesta di Raggi, già in piena campagna elettorale per tentare la conferma sulla poltrona da sindaca, è arrivata anche fuori tempo massimo, visto e considerato che il Comitato tecnico scientifico ha già chiuso a possibili riaperture (troppo alto il rischio di assembramenti).

Suona dunque più come una proposta di facile consenso, corrispondente ai desideri di molti cittadini e della categoria, ma lontanissima dalla necessità di evitare per quanto possibile i momenti di socializzazione che rischiano di far aumentare i casi di Covid-19, proprio mentre la diffusione delle varianti potrebbe vanificare la campagna vaccinale in corso. Secondo un'indagine della Coldiretti circa 4 italiani su 10 considerano una priorità per il prossimo futuro la riapertura dei locali, seconda soltanto alla ripartenza della scuola. Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ha dichiarato inoltre che le aperture serali valgono quasi l'80 per cento del fatturato della ristorazione. Chi governa e non ha la responsabilità di decidere dovrebbe forse evitare in questo momento di cavalcare richieste e desideri comprensibili ma che rappresentano un rischio significativo proprio in un passaggio così complicato per il controllo della pandemia.

"Abbiamo chiesto al Governo di consentire la riapertura di bar e ristoranti fino alle 22 e di intervenire radicalmente sulla Tari, in modo da non farla pagare a chi non ha utilizzato il servizio. La sindaca Virginia Raggi ha sollecitato l'Esecutivo guidato da Mario Draghi per consentire ai Comuni di intervenire sulla Tassa sui Rifiuti rapportandola al fatturato", ha parlato per Raggi l'assessore al Personale Antonio De Santis, ribandendo esplicitamente la posizione della giunta capitolina a fianco di chi chiede novità, sulle riaperture, nelnuovo Dpcm che il governo varerà oggi.

Contrario l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato, che per la seconda volta in pochi giornireagisce con durezza alle dichiarazioni che arrivano dal Campidoglio: "Non mi pare che ci siano le condizioni, mi sembra una richiesta elettorale. Capisco le sofferenze economiche, ma se dobbiamo riaprire è per mantenere le aperture nel tempo. Non per richiudere subito dopo con l’impennata dei contagi. Ci rimettiamo alle valutazioni del Cts, ma non mi sembra sia questa la fase".

La sindaca di Roma, più che alla riapertura dei ristoranti, dovrebbe dedicare ogni sforzo possibile invece al trasporto pubblico, vero tallone d'Achille di ogni ripartenza tra vagoni strapieni e autobus affollati.